La Nuova Sardegna

Immagini virtuali Così lo sguardo insegue l’infinito

di Sonia Borsato
Immagini virtuali Così lo sguardo insegue l’infinito

L’introduzione di Sonia Borsato alla mostra solo on line “Confini/Orizzonti” che ha inaugurato il museo Space9

3 MINUTI DI LETTURA





Pubblichiamo una sintesi della nota introduttiva di Sonia Borsato alla mostra “Confini/Orizzonti - Meditazioni mediterranee”, che il 18 dicembre ha inaugurato Space9-MIdI, Museo immateriale dell’immagine.

* * *di Sonia Borsato

Esiste una annotazione in cui Giacomo Leopardi rivela che la prima versione dell’Infinito prevedeva l’espressione “Celeste confine”, solo in un secondo momento sostituita da “Ultimo orizzonte”. Il giovane Leopardi opta dunque per la profondità della parola «orizzonte», capace di racchiudere sia un limite sia un’apertura spalancata verso infiniti spazi. La cosa interessante è come i due termini – confine e orizzonte – si trovino a colloquiare non solo nel titolo della collettiva che presentiamo ma anche in questa occasione poetica, contendendosi granelli semantici.

Confine ha radici latine: cum finis, con una fine, un termine; estrema linea che segna la fine di un territorio. Pur se vincolato a una dimensione apparentemente pragmatica, è un termine che richiede una certa “prospettiva” per poter essere compreso in tutte le sue sfumature. Il tracciare una linea di demarcazione, infatti, presuppone un “al di qua” e un “al di là”. Quello che dunque potrebbe inizialmente sembrare un limite diventa invece una prospettiva, un’interfaccia, una finestra di comunicazione. Del resto, sempre tornando al latino, il sostantivo confinis indicava il vicino, il confinante appunto, ma anche colui che ci era affine: una separazione ma anche un intimo legame.

Orizzonte invece deriva dal greco orizon, denominativo di oros, confine. Pur mantenendo il senso della limitazione, trattandosi di una linea immaginaria, estremità ultima verso cui si può spingere lo sguardo, l’orizzonte sviluppa un senso di finitezza che risiede esclusivamente nella nostra percezione e non in una condizione tangibilmente fisica. Entrambi, dunque compartecipano di uno strano destino: avere un possibile utilizzo quotidiano e concreto, a tratti con sfumature negative e claustrofobiche, ma in realtà racchiudere una natura filosoficamente spalancata, volta alla speranza, al confronto; destinati a collegare l’indeterminato e il determinato, il finito e l’infinito; spesso applicati al campo della conoscenza, designano l’anelito a varcare i margini del nostro stesso sapere.

Come immaginarsi nel mondo senza che vi sia un “oltre”, un prima e un dopo, un qui e un altrove? Il senso di una collettiva come “Confini/Orizzonti - Meditazioni mediterranee” nasce da questi sottesi interrogativi, dalla frequentazione di interstizi sociali ed emotivi, dal coraggio di posizionare occhio e cuore in “luoghi” poco esplorati dell’esistenza. Proprio nei giorni della particolare stagione umana che stiamo vivendo, mi soffermo spesso sulle parole di Alessandro Mendini: «Il futuro potrà essere positivo solo se compariranno utopie culturali per una nuova umanità». Forse è un po’ questo il sogno utopistico, di una collettiva così vasta ed eterogenea che triangola tre punti nel Mediterraneo, tre inflessioni di luce – la Sardegna, la Spagna e la Sicilia – assistere al futuro nel suo divenire; contemplare l’avvenire nel suo interrogarsi e trasformarsi; suscitare una sorta di nostalgia per quell’esperienza profondamente umana che è la contemplazione dell’orizzonte, il superamento di un limite: che si tratti della tensione tra centro e periferia, tra infanzia ed età adulta, che sia il giorno che vince la notte o infine il mare che divora la riva… sono solo metafore tangibili di esperienze filosoficamente potenti, capaci di farci comprendere più a fondo e di indurci a ridimensionare la reale portata degli eventi della vita. Esperienza, forse, che tendiamo a sottovalutare, a vivere con eccessiva leggerezza, impedendole di rivelarci a noi stessi.



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative