La Nuova Sardegna

L’ANNIVERSARIO 

A chent’annos Wikipedia! Vent’anni sardi di condivisione

A chent’annos Wikipedia! Vent’anni sardi di condivisione

Parla Gianfranco Buttu coordinatore di Wikimedia per l’isola e pioniere della enciclopedia libera in Italia

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Fondata nel 2001 da Jimmy Wales e Larry Sanger

la più importante enciclopedia online a contenuto libero al mondo compie 20 anni ed è oggi riconosciuta come

la principale fonte di informazioni sia storiche che e culturali.

«I siti che producono e rendono accessibili contenuti aperti e collaborativi come Wikipedia, i progetti Wikimedia e OpenStreetMap sono il risultato del lavoro dei volontari. Il ventesimo compleanno di Wikipedia è l’occasione per ringraziarli e riconoscere il grande lavoro che è stato fatto in questi anni per arricchire e mantenere queste risorse a disposizione di tutti – sottolinea la nuova presidente di Wikimedia Italia, Iolanda Pensa –. Il lavoro della comunità prosegue con un’attenzione particolare alla valorizzazione del patrimonio culturale italiano. Invitiamo tutti a “provare il tasto modifica” e dare il proprio contributo per continuare a migliorare Wikipedia e tutto il sapere libero».

Un invito alla partecipazione che ha coinvolto fin dagli albori di Wikipedia anche appassionati sardi. «Agli esordi di Wikipedia in italiano fui coinvolto dal progetto, una storia che seguivo già da anni – racconta Gianfranco Buttu, consulente informatico originario di Gavoi che vive a Roma, dal 2001 Senior Editor and Community Member Wikipedia e Coordinatore Sardegna per Wikimedia Italia nel 2018 –. Già da ragazzo mi aveva interessato la storia del passaggio dalla rete dell’esercito Usa a quella del web civile e al servizio di tutti. Un’idea nobile legata a un approccio libero alla cultura e alla condivisione del software. Un progetto già messo in opera da Richard Stallman con Gnupedia. Nel 2000 Jimmy Wales e Larry Sanger diedero vita a Nupedia che divenne Wikipedia nel 2001. Una idea che racchiude in se proprio questi concetti fondamentali del world wide web come lo pensarono quei visionari: contenuti liberi da fonti attendibili e condivisione della cultura».

IO, IL PRIMO UTENTE

Utopia che proveniva, come tante dalla Silicon Valley, che aveva prodotto il personal computer e dato vita al mondo digitale in cui siamo immersi e che agganciò Gianfranco, come tanti giovani informatici nati come lui nei primi anni ’60. «Questa passione si unì a quella per le enciclopedie, strumento di informazione che preferisco. Anche se gli esordi furono complicati da seguire perché rivolti esclusivamente al mondo accademico. Impegno che comunque mi portò ad essere il primo utente di Wikipedia in italiano, in assoluto – racconta Buttu –. Così cominciai a collaborare alla costruzione di Wikipedia in italiano e nel 2005 tra i “pionieri” coinvolti, fra i circa 100 amministratori, c’erano sei sardi. Una gran bella percentuale».

POCO VISIBILI

Quanto occupa l’isola nello spazio offerto dalla libera enciclopedia in rete? Difficile risalire dai dati offerti dal tool di Wikimedia che arriva solo fino al 2015. La voce Sardegna (negli ultimi 5 anni) è stata cercata 4 milioni e mezzo di volte, Civiltà Nuragica 400mila volte. Anche se a memoria di fruitore le pagine sono diventate sempre più ricche e approfondite. «La Sardegna e la sua cultura pagano lo scotto della marginalità – spiega Gianfranco Buttu –. L’isola è sottostimata a livello nazionale per tutto quello che invece può offrire. Le voci che riguardano la nostra isola hanno pochissima eco e riscontro a livello nazionale o internazionale; questo crea una situazione di isolamento. Faccio un esempio: un artista grandissimo come Giuseppe Biasi è poco citato nella storia dell’arte italiana. Quindi i contenuti, gli studi e gli approfondimenti sulla sua opera sono i pochi che possiamo trovare in Sardegna; già a Civitavecchia, scesi dal traghetto l’eco della sua arte si è, in larga parte, spenta. Solo Grazia Deledda, per merito del Nobel, raccoglie diverse citazioni in tante lingue e alimenta una pagina molto ricca – sostiene Buttu –. Figure grandissime di romanzieri e poeti come Sebastiano Satta o Salvatore Satta non hanno voci ricche e dettagliate. Insomma soffriamo di troppo regionalismo, anche se la nostra cultura è molto più che solamente regionale. Un altro esempio è quello della civiltà nuragica, così originale e misteriosa, anche se le pagine si sono arricchite nel tempo rimane sempre troppo poco studiata, possiamo contare su relativamente poche fonti e perciò poco ne possiamo scrivere rispetto a quanto dovremmo».

Insomma è l’interesse generale degli studiosi, il più largo possibile a livello mondiale, che alimenta le voci di Wikipedia. «Certamente è così – conferma Buttu –. Se non abbiamo fonti certe da confrontare e attribuire con sicurezza non possiamo agire. Le versioni di Wikipedia non sono nazionali, ma linguistiche, dobbiamo quindi riferirci a un contesto linguistico e dentro Wikipedia in italiano anche per la Sardegna il contesto è, naturalmente, quello della lingua italiana, da Dante in poi per capirci. Una cultura di riferimento enorme studiata da secoli e in tante lingue. All’interno di questo ambito la Sardegna è il classico vaso di coccio tra quelli di ferro».

L’attenzione però esiste, analizzando i grafici di Wikimedia (sempre alla voce Sardegna) hanno dei picchi di interesse in particolari giornate. «L’attualità, le cronache e i titoli dei giornali si riverberano nelle ricerche su Wikipedia – spiega Gianfranco Buttu –. Questo è un interessante campo e argomento di confronto e ricerca naturalmente».

PARTECIPARE

I sardi come tutti usano Wikipedia, ma cosa fanno i sardi per Wikipedia. «Si fa tanto ma si potrebbe fare di più, ho partecipato a diversi convegni nell’isola anche per Wikidata – dice Buttu –. Una grande occasione poco utilizzata dai sardi è il grande concorso Wiki Loves Monuments, nato con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale raccogliendo per i progetti Wikimedia migliaia di scatti che chiunque può riutilizzare anche per scopi commerciali, quelli più interessanti vengono premiati da una giuria di professionisti. È il concorso fotografico più vasto del mondo e offre una grande vetrina internazionale per l’isola, anche quella più sconosciuta e nascosta che potrebbe essere valorizzata moltissimo. Un paragone lo possiamo fare con la Spagna. Paese che possiamo paragonare alla Sardegna come offerta turistica. Unito al perfezionamento delle relative voci, Wiki Loves Monuments ha portato un notevole incremento nel numero di visitatori nei luoghi ancora poco conosciuti in Spagna. Perché alle immagini si sono appunto aggiunte voci (scientificamente attendibili) che aggiungevano informazioni ai siti e ai villaggi delle foto. È stato questo ad arricchire l’offerta. Per poter fotografare monumenti e paesaggi, per poi poterli rendere libere e riutilizzabili le immagini attraverso Wikimedia Commons servono le autorizzazioni da parte degli enti proprietari dei monumenti, in particolare dai Comuni e queste sono spesso difficili da ottenere. Come mancano, sempre, fonti certe per arricchire le voci. Ripeto – insiste Buttu – è una grandissima occasione di promozione che non andrebbe persa». Quindi c’è una certa sonnolenza, un atteggiamento di lentezza nei confronti dell’innovazione. L’accusa, che ritorna, di non capire a fondo e di non saper valorizzare il nostro immenso patrimonio storico e ambientale.

INSIEME ALLA SARDA

«No, non credo si tratti di questo, le ragioni sono tante e forse anche storicamente più complicate. Se mi chiede cosa sogno per la Sardegna le dico che desidero una valanga di informazioni interessanti, scientificamente incontestabili, che provengano da fonti attendibili – conclude Gianfranco Buttu –. Solo questa sarebbe la sorgente per arricchire sempre di più le pagine che parlano di Sardegna sulla enciclopedia libera. Un luogo di informazione e cultura dove è essenziale esserci e farlo nel miglior modo possibile. Anche perché penso che sia un modo molto sardo di fare. Mi viene in mente la questua che fa il priore per la festa nei nostri paesi. Ognuno offre ciò che ha e che si può permettere. Ma poi alla festa partecipano tutti nella stessa misura, chi ha dato poco e chi ha dato tanto. Ecco Wikipedia per me è questo».



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