La Nuova Sardegna

Ragazzi a teatro per capire i temi dell’olocausto

di MONICA DE MURTAS
Ragazzi a teatro per capire i temi dell’olocausto

In streaming lo spettacolo “Storia di un uomo magro” sull’esperienza del soldato Vittorio Palmas

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L’emergenza pandemica non ha fermato la Giornata della Memoria che anche quest’anno, ovunque nel mondo, ha commemorato milioni di vittime innocenti dell’Olocausto invitando l’umanità a riflettere sulle dinamiche storiche e sociali che resero possibile il genocidio degli ebrei compiuto dai nazisti. Fondamentale in questa giornata di memoria vissuta in quarantena l’apporto del teatro. Sì, perché anche con le sale chiuse la funzione sociale del teatro ha trovato nuovi canali espressivi regalando al pubblico spettacoli in streaming e riflessioni collettive.

Le nuove generazioni sono state coinvolte in particolare attraverso eventi teatrali dedicati alle scuole. Tra queste l’iniziativa promossa dall’associazione culturale “Pane e cioccolata” che ha rievocato con il monologo di Paolo Floris “Storia di un uomo magro” la vicenda di Vittorio Palmas, prigioniero sardo sopravvissuto al lager di Bergen Belsen. Lo spettacolo tratto dal libro “La ghianda è una ciliegia” di Giacomo Mameli (Cuec 2006, Il Maestrale 2020) è stato realizzato col sostegno della Fondazione di Sardegna e ha consentito agli studenti di oltre circa 500 scuole italiane di conoscere attraverso uno spettacolo di “teatro di narrazione” l’esperienza del soldato Palmas, pastore di Perdasdefogu testimone degli orrori del nazismo. «Vittorio finì prigioniero nel campo di concentramento di Bergen Belsen – racconta Floris – lo stesso dove trovò la morte Anna Frank. Qui i magri venivano messi in un forno crematorio e Vittorio era visibilmente magro. Con grande dolore e paura contava i giorni con la speranza che quell’inferno finisse. Nel campo di sterminio di Bergen Belsen Dio si travestiva da bilancia. Ogni giorno Vittorio veniva messo su una bilancia e pesato. Chi pesava meno di 35 chili era considerato non abile al lavoro e messo immediatamente in un forno crematorio. Vittorio è magro, magrissimo e quando viene pesato pensa che la sua vita sia finita. Gli aguzzini nazisti lo prendono con forza e lo mettono sulla bilancia. È piccolo, magro, il suo fisico è scavato dalla sofferenza. Vittorio teme di non farcela. Guarda la bilancia con ansia. Pesa 37 chili. Tira un sospiro di sollievo. È salvo per due chili altrimenti sarebbe stato ucciso».

La testimonianza di questa prigionia è contenuta nello spettacolo che lo stesso Vittorio Palmas vide nel 2017 nel teatro di “Sa Brulla” di Perdasdefogu. Vittorio Palmas è morto due anni fa aveva 105 anni e la certezza che la sua storia non sarebbe morta insieme a lui. “Storia di un uomo magro” è andato in scena, ad oggi, in oltre cento repliche tra Italia ed estero. Quest’anno è stato inserito tra i contenuti proposti alle scuole italiane dal Memoriale della Shoah di Milano e nei giorni scorsi oltre ad essere stato proposto alle scuole lo spettacolo è stato diffuso nei siti di diversi Comuni, associazioni culturali e pagine social. «Abbiamo avuto un’ottima risposta da parte degli studenti – conclude Floris – così abbiamo deciso di lasciar visibile il video on line a questo link https://youtu.be/LKTYQ6s0NL0 sino a sabato 30. Lo spettacolo è nato grazie a un insegnante di Norbello, il paese dove sono nato. Mi chiese di scrivere un spettacolo da presentare in occasione della Giornata della Memoria. La versione attuale nasce anche dai suggerimenti di Ascanio Celestini che mi ha seguito in questo lavoro consigliandomi di raccontare ai ragazzi la storia di Vittorio usando un linguaggio semplice, come quello di una favola. Credo sia importante comunicare con le nuove generazioni usando la semplicità anche quando si affrontano temi complessi. Cerco di seguire sempre questa linea nei miei lavori perché l’obiettivo è quello di avvicinare i ragazzi al teatro, alla riflessione. L’olocausto è appunto uno dei temi difficili da affrontare ma in un momento storico come questo in cui son sempre più diffusi i nazionalismi e gli episodi di odio e razzismo credo sia importante affrontare l’argomento in modo e adeguato. Specialmente i più giovani devono capire che non devono abbassare la guardia ma imparare a vigilare sul rispetto della dignità e dei diritti umani».

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