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Tornano le inchieste di “Presadiretta”

Tornano le inchieste di “Presadiretta”

Pandemia, odio in rete e attacco agli ecosistemi: Iacona da domani su Rai3

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ROMA. Un viaggio in Lombardia e in Calabria «per cercare di capire le ragioni strutturali che in Italia ci hanno impedito di muoverci velocemente, da maggio a ottobre, nel contrasto alla seconda ondata della pandemia, rivelatasi molto più pericolosa della prima. Indaghiamo su un modello di sanità, rivelatosi fallimentare, che in modo diffuso, ma soprattutto in Lombardia, destina grandissima parte delle risorse, del business e del consenso politico agli ospedali, trascurando la medicina del territorio e la prevenzione. Per cambiare serve una rivoluzione copernicana». Lo dice Riccardo Iacona parlando dell’inchiesta dal titolo “C’era una volta la sanità pubblica” dalla quale parte il nuovo ciclo in otto puntate di “Presadiretta” domani alle 21.20 Rai3.

«Se c’è una cosa che ci insegna questa pandemia – aggiunge il giornalista– è che non esiste cura della salute pubblica senza i dipartimenti di prevenzione. Non solo per curare il Covid, ma anche per tutte le altre malattie». Negli otto appuntamenti hanno un posto di rilievo tutte le emergenze, come la corsa ai vaccini e le conseguenze di lunga durata della malattia; la crisi economica e la sfida del Recovery Fund; l’invasione e la distruzione degli ecosistemi che ci espone ad altri “salti di specie” e nuovi virus. «Bisogna agire per uscire bene dalla pandemia. Serviranno tempo e resilienza. Per ora, certo, l’ “andrà tutto bene” ce lo siamo scordato». commenta Iacona. “Presadiretta” punta i riflettori anche sull’Amazzonia sempre più devastata dagli interessi economici e sull'industria delle armi.

Il programma si immergerà inoltre nell’odio in rete, declinato in molteplici e pericolose forme, dai no vax alle minacce che diventano violenza reale come negli Usa. Spazio anche alla più grande operazione contro la ’Ndrangheta diretta da Gratteri. Venendo a questi ultimi giorni, che impressione ha di questa crisi di governo? «Terribile. Credo la maggioranza degli italiani sia terrorizzata dalla prospettiva che si possa rotolare verso le elezioni, in mesi cruciali nei quali c'è bisogno di operatività».

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