cinema in lutto
Addio a Peppino Rotunno, mitico direttore della fotografia
ROMA. Un artista «il cui lavoro intreccia legami internazionali tra Paesi e culture, la sua immagine cattura il dramma e la passione che era nel cuore dello sceneggiatore e nei volti degli attori»....
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ROMA. Un artista «il cui lavoro intreccia legami internazionali tra Paesi e culture, la sua immagine cattura il dramma e la passione che era nel cuore dello sceneggiatore e nei volti degli attori». Così nel 1999 Liv Ullmann aveva introdotto il premio conferito dall’American Society of Cinematographers a Giuseppe Rotunno, detto Peppino, uno dei più importanti direttori della fotografia del cinema. Grande collaboratore di registi come Visconti e Fellini, è morto a 97 anni nella sua casa di Roma. Rotunno era nato nella capitale nel 1923. L’esordio ufficiale nel ruolo di direttore della fotografia arriva nel 1955 per “Pane amore e...” di Dino Risi. Si fortifica in quegli anni il sodalizio con Luchino Visconti, con cui firma la fotografia di film come “Le notti bianche”, “Rocco e i suoi fratelli”, “Il gattopardo”. Fondamentale nel suo percorso anche l’incontro con Federico Fellini, per cui cura la fotografia per “Satyricon”, “Roma”, “Amarcord”, “Il Casanova”, “Prova d'orchestra”, “La città delle donne”, “E la nave va”. Tanti anche i set internazionali che lo portano a lavorare, fra gli altri, con Terry Gilliam e Sidney Pollack. Fra i riconoscimenti un Bafta, sette Nastri d’argento, due David di Donatello più quello speciale del Cinquantenario.
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