Il grande omaggio di “Bustianu” alla lingua sarda
Nato a Nuoro il 21 maggio 1867, di professione insegnante e avvocato, Sebastiano Satta morì a Nuoro il 29 novembre 1914 a 47 anni. Su un piano più modesto, egli rappresenta per la sua isola quello...
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Nato a Nuoro il 21 maggio 1867, di professione insegnante e avvocato, Sebastiano Satta morì a Nuoro il 29 novembre 1914 a 47 anni. Su un piano più modesto, egli rappresenta per la sua isola quello che rappresentano, per le loro terre, i naturalisti siciliani, i bozzettisti toscani, il D’Annunzio novelliere, il Di Giacomo e il Pascarella. Si ricollega ai vecchi poeti in lingua sarda con una minuta conoscenza del tesoro di poesia locale che dorme nelle biblioteche della Sardegna e della lirica che correva e si trasformava sulla viva bocca del popolo.
Satta partì da componimenti in lingua sarda, poi passò all’italiano, ma nella sua scrittura un forte sapore dialettale rimase sempre. Le sue opere principali sono: “Canti barbaricini” (1910) e “Canti del salto e della tanca” (postumo 1924).
Satta partì da componimenti in lingua sarda, poi passò all’italiano, ma nella sua scrittura un forte sapore dialettale rimase sempre. Le sue opere principali sono: “Canti barbaricini” (1910) e “Canti del salto e della tanca” (postumo 1924).
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