teatri e sale cinematografiche
L’Agis: «È un disastro, aiutateci Dateci una data per riaprire»
MILANO. Avere una data chiara e sostegno per la riapertura di teatri e cinema: Carlo Fontana, presidente Agis, ha annunciato che «chiederemo un immediato incontro al ministro dei Beni culturali Dario...
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MILANO. Avere una data chiara e sostegno per la riapertura di teatri e cinema: Carlo Fontana, presidente Agis, ha annunciato che «chiederemo un immediato incontro al ministro dei Beni culturali Dario Franceschini».
A un anno dalla chiusura per il lockdown, con aperture ridotte e sporadiche il settore vuole rimettersi in piedi, argomento di cui Fontana ha parlato anche mercoledì scorso con il presidente del Consiglio Mario Draghi. «Gli ho rappresentato la situazione drammatica del mondo dello spettacolo e della cultura» ha spiegato Fontana durante un convegno sulla “Cittadella della Scala” organizzato online dalla Slc Cgil, ricordando il -91% dei cinema.
La sua non è stata la richiesta di riaprire «oggi o domani – ha aggiunto – ma di avere una data chiara per riaprire, con il sostegno del governo». Sostegno che potrebbe passare ad esempio dalla possibilità di scaricare le spese per i biglietti, come si fa per visite mediche e farmaci, dato che anche la cultura «è un bene primario», o il tax credit.
A un anno dalla chiusura per il lockdown, con aperture ridotte e sporadiche il settore vuole rimettersi in piedi, argomento di cui Fontana ha parlato anche mercoledì scorso con il presidente del Consiglio Mario Draghi. «Gli ho rappresentato la situazione drammatica del mondo dello spettacolo e della cultura» ha spiegato Fontana durante un convegno sulla “Cittadella della Scala” organizzato online dalla Slc Cgil, ricordando il -91% dei cinema.
La sua non è stata la richiesta di riaprire «oggi o domani – ha aggiunto – ma di avere una data chiara per riaprire, con il sostegno del governo». Sostegno che potrebbe passare ad esempio dalla possibilità di scaricare le spese per i biglietti, come si fa per visite mediche e farmaci, dato che anche la cultura «è un bene primario», o il tax credit.
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