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BADU ’E CARROS 

Mezzo secolo di un carcere tra mafiosi e terrorismo

Oggi nel gergo tecnico ministeriale viene chiamata Casa Circondariale di Nuoro, ma “Badu’e Carros" aperta negli anni ’70 non è mai stato un carcere come tutti gli altri. Un luogo qualunque alla...

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Oggi nel gergo tecnico ministeriale viene chiamata Casa Circondariale di Nuoro, ma “Badu’e Carros" aperta negli anni ’70 non è mai stato un carcere come tutti gli altri. Un luogo qualunque alla periferia della città, prima isolato ora avvolto dalle case della nuova urbanizzazione.

Fin dagli anni successivi alla sua apertura l’istituto ha visto la presenza di regimi-circuiti detentivi speciali (carcere speciale negli anni settanta, sezione di 41 bis poi ed altre tipologie come quella attuale che lo hanno identificato come il luogo ideale per ospitare i detenuti più pericolosi del panorama malavitoso nazionale. Terroristi, mafiosi e camorristi, qui in 50 anni sono passati tutti. Spesso lasciando anche il segno. Oggi la quasi totalità dei 220 reclusi (22 stranieri) è in regime di AS3, (alta sicurezza) con 4 ore giornaliere fuori cella e assenza di spazi di socialità ai piani (peraltro luminosi e curati). Da alcuni anni è stata istituita una sezione destinata ai detenuti AS2 (gestita dal Gom), gruppo operativo mobile della polizia penitenziaria, negli stessi spazi precedentemente occupati dal regime di 41bis, ovvero nei locali originariamente destinati all’isolamento. La struttura guidata dalla direttrice Patrizia Incollu ultimamente è interessata da significative ristrutturazioni, che prevedono lo spostamento dei reclusi (7) in AS2, nell’ex sezione femminile presente fino ad alcuni anni fa prima del trasferimento in blocco in altri istituti.

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