La Nuova Sardegna

Roberto Fanari, sculture di ferro e luce

Federico Spano
Roberto Fanari, sculture di ferro e luce

A Sassari, nella galleria ArteCircuito, la mostra “Composizioni” con le opere dell’artista cagliaritano

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Quindici ritratti tridimensionali realizzati in fil di ferro, nati e concepiti durante il primo lockdown, dove la paura e l’isolamento sociale sono stati uno stimolo per nuove sperimentazioni artistiche. È la nuova produzione scultorea dell’artista cagliaritano Roberto Fanari, che da anni vive e lavora a Milano, e che sarà esposta a Sassari nella galleria ArteArteCircuito, con il titolo “Composizioni”, dal 18 maggio al 5 giugno.

«La mostra nasce durante il primo periodo della pandemia - si legge nella nota scritta dalla curatrice della mosta Camilla Maddola - e presenta la personale interpretazione del genere del ritratto di Roberto Fanari. L’artista ha realizzato con la tecnica del fil di ferro quindici sculture, teste su piedistallo che ritraggono conoscenti e collezionisti».

[[atex:gelocal:la-nuova-sardegna:tempo-libero:1.40298076:Video:https://video.lanuovasardegna.it/locale/in-mostra-a-sassari-le-sculture-di-ferro-e-luce-di-roberto-fanari/132956/133498]]

Il rapporto di committenza instaurato con questi ultimi offre un primo indizio su quella che secondo Fanari è l’estetica del ritratto contemporaneo: una commistione complessa di tradizione e modernità.

«Da un lato, infatti - continua la Mattola -, Fanari ha realizzato le sculture su commissione, come nella tradizione storica del ritratto. Dalla scultura classica, poi, ha recuperato suggestioni, studi sulla resa volumetrica e l’uso del piedistallo. Il progetto stesso di scultura, che parte da dei disegni preparatori per arrivare al lavoro di saldatura, ricorda per i tempi e per le energie che richiede il lavoro di un artigiano. Dall’altro lato, invece, Fanari guarda ad esempi moderni per definire la sua tecnica e il suo canone. Per realizzare le sue sculture Fanari piega il fil di ferro in linee curve e spezzate che saldate in modo da creare spazi vuoti e pieni costruiscono i volumi, catturano la luce e definiscono le caratteristiche dei soggetti. I lineamenti dei modelli risultano così marcati, pesanti e le forme appaiono semplificate. In linea con la concezione moderna del ritratto, nelle sculture di Fanari la somiglianza non è data solo dall’affinità dei tratti: le personalità dei soggetti sono suggerite, piuttosto, da una certa aura, un mix di contrasti tra le linee morbide dei volti e le geometrie dei piedistalli, unici per ciascuna figura. È dalla composizione complessa di questi elementi, linearismo e geometria, tradizione e modernità che deriva il titolo Composizioni ed è così che Fanari costruisce il suo linguaggio estetico e realizza il suo studio dei caratteri».

Completa la mostra una selezione di ritratti penna su carta tratti dal progetto Diario di quarantena: in un’agenda Fanari ha ritratto per ciascun giorno di lockdown un familiare o un amico. Anche qui i volumi sono costruiti da una fitta rete di tratti decisi e marcati, ma i lineamenti appaiono meno semplificati, più morbidi e vivaci rispetto alle opere scultoree. Un tributo agli affetti lontani. Tra le mostre collettive recenti di Roberto Fanari si ricordano Back_Up. Giovane arte in Sardegna, Museo Nivola di Orani (2020), e Ecce Homo, mole di Ancona (2016). La sua ultima personale, Galerie des glaces, si è tenuta nel 2018 alla Fondazione Pomodoro di Milano.

ArteCircuito. Via Enrico Costa 5 – Sassari. Apertura dal lunedì al sabato 11.00 – 13.00 18.00 – 20.00. Instagram – Facebook: artecircuito.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il caso

Dalla spiaggia emerge una discarica abusiva, il Comune copre tutto con un maxi telo. Il sindaco: «Soluzione temporanea»

Le nostre iniziative