Sul web volano le lettere a Grazia Deledda
di Giacomo Mameli
Il blog del giornalista Luciano Piras ospita un’iniziativa per ricordare i 150 anni della scrittrice nuorese Premio Nobel
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Ci volevano la creatività e la sensibilità di Luciano Piras per dedicare un blog a Grazia Deledda per i 150 anni dalla nascita dell'unica donna italiana premio Nobel. Un blog d'autore (“addurudduru”, giocoso fonema sardo dal Sulcis alla Gallura), in attività da dieci anni, https://piras-sassari.blogautore.repubblica.it/, il primo aperto nel sito Internet de La Nuova Sardegna, quotidiano dove lavora come caposervizio da Nuoro. Debutto l'8 giugno 2011, temi sociali in primo piano. Adesso, con l'ideazione epistolare tra l'autrice nuorese di “Canne al vento”, di “Elias Portolu” e i suoi lettori, sta riscuotendo un successo più che meritato. I contatti, i like, le richieste si moltiplicano. Perché in cultura estro, qualità e originalità pagano. Eccome. Piras (figlio di sardi emigrati da Lodè in Germania, nato a Schwerte nei pressi di Dortmund dove il padre lavorava in fonderia e la madre alla zecca tedesca) dà plusvalore a parole calibrate, al verbum che nella sua essenzialità esalta il linguaggio. Inventando il binomio “Cara Grazia”, ha chiesto brevità (tremila battute) e chiarezza. Finora ci hanno collaborato in venticinque, tra poco una lettera giungerà da OltreManica, ha scritto Angelica Grivel Serra, autrice matura ma poco più che ventenne, c'è un messaggio vocale in nugoresu de Sèuna e un nugoresu de Nùgoro nobu.
Non mancheranno sorprese in attesa che il tutto diventi un libro-libellum col nome della Deledda che – dopo decenni di colpevoli silenzi – trionfi Oltralpe, Oltreoceano e in Sardegna.
Blog carico di profondità. Sono ricche di contenuti le parole di Vanna Fois, editrice Ilisso (quaranta volumi della Deledda in Bibliotheca sarda). Le riconosce «sperimentazione acuta che stordisce anche il presente» perché «il mondo e la vita che hai raccontato è quanto mai attuale». La scrittrice che per prima ha portato nel mondo il nome della Sardegna e di Nuoro, è stata un'anticipatrice del femminismo moderno, ha denunciato «donne sopraffatte e maltrattate o tenute lontane dall'istruzione, ha anticipato i tempi della separazione coniugale o affrontato psicopatologie e situazioni borderline». Vanna Fois dice alla Deledda: «Hai rotto tutti gli schemi, precorso i tempi e tracciato un solco indelebile di libertà».
La prima lettera – 19 aprile – è firmata ovviamente da Piras. Scrive alla Deledda: «Dalla piccola periferia sarda sei riuscita perfino a giocare d'anticipo su un boss delle Lettere e dell'editoria nazionalpopolare come Pirandello. Se siamo la Città della Cultura lo dobbiamo soltanto a te». Ancora: «Tu hai osato scrivere di amore e passioni e sensualità e perfino di sessualità, donna aperta, donna da castigare, perciò condannata da una fatwa tutta sarda. Mi sbagliavo. Oggi i nuoresi ti amano. Non tutti. Ma, ti prego: non mollare. Nella chiesetta del Monte c'è sempre una cumbessia per te».
Modernità, coraggio, prima scrittrice musa del cinema, prima eco-scrittrice a sottolineare «la divina solitudine della natura» come si legge nel libro di Rossana Dedola. In una lettera inviata al presidente della Fondazione Nobel, raccontando i dissapori fra i letterati del tempo, aveva scritto: «Forse tutto potrà essere vinto». Partita da Nuoro, descrivendo «la luminosa Cagliari», desiderando «varcare il mare», la Deledda ha vinto. Più di ieri, dopo un secolo e mezzo, è un nome della letteratura mondiale perché «tratta problemi di generale interesse umano».
Non mancheranno sorprese in attesa che il tutto diventi un libro-libellum col nome della Deledda che – dopo decenni di colpevoli silenzi – trionfi Oltralpe, Oltreoceano e in Sardegna.
Blog carico di profondità. Sono ricche di contenuti le parole di Vanna Fois, editrice Ilisso (quaranta volumi della Deledda in Bibliotheca sarda). Le riconosce «sperimentazione acuta che stordisce anche il presente» perché «il mondo e la vita che hai raccontato è quanto mai attuale». La scrittrice che per prima ha portato nel mondo il nome della Sardegna e di Nuoro, è stata un'anticipatrice del femminismo moderno, ha denunciato «donne sopraffatte e maltrattate o tenute lontane dall'istruzione, ha anticipato i tempi della separazione coniugale o affrontato psicopatologie e situazioni borderline». Vanna Fois dice alla Deledda: «Hai rotto tutti gli schemi, precorso i tempi e tracciato un solco indelebile di libertà».
La prima lettera – 19 aprile – è firmata ovviamente da Piras. Scrive alla Deledda: «Dalla piccola periferia sarda sei riuscita perfino a giocare d'anticipo su un boss delle Lettere e dell'editoria nazionalpopolare come Pirandello. Se siamo la Città della Cultura lo dobbiamo soltanto a te». Ancora: «Tu hai osato scrivere di amore e passioni e sensualità e perfino di sessualità, donna aperta, donna da castigare, perciò condannata da una fatwa tutta sarda. Mi sbagliavo. Oggi i nuoresi ti amano. Non tutti. Ma, ti prego: non mollare. Nella chiesetta del Monte c'è sempre una cumbessia per te».
Modernità, coraggio, prima scrittrice musa del cinema, prima eco-scrittrice a sottolineare «la divina solitudine della natura» come si legge nel libro di Rossana Dedola. In una lettera inviata al presidente della Fondazione Nobel, raccontando i dissapori fra i letterati del tempo, aveva scritto: «Forse tutto potrà essere vinto». Partita da Nuoro, descrivendo «la luminosa Cagliari», desiderando «varcare il mare», la Deledda ha vinto. Più di ieri, dopo un secolo e mezzo, è un nome della letteratura mondiale perché «tratta problemi di generale interesse umano».
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