La Nuova Sardegna

Festival culturali: «Ai nostri eventi nemmeno un euro»

di Gabriella Grimaldi
Festival culturali: «Ai nostri eventi nemmeno un euro»

In un duro comunicato gli organizzatori chiedono di sapere perché sono stati esclusi dalla imminente stagione turistica

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Non c’è pace tra gli operatori culturali, o almeno la maggior parte di essi, e l’assessorato regionale al Turismo. Dopo le polemiche dello scorso ottobre sull’assegnazione dei contributi attraverso il sistema “tenta la fortuna”del click day e non secondo una graduatoria formata sulla base di giudizi qualitativi, ecco la nuova querelle. Stavolta ad essere al centro del conflitto non è il metodo scelto per attribuire finanziamenti ma l’assenza di ogni loro traccia nell’operato degli uffici regionali chiamati in causa. «A seguito della delibera di Giunta del 12 marzo scorso, che ha impegnato l’intero importo disponibile nei capitoli di bilancio per il 2021 (art. 1 lett. c della L.R. n. 7 del 1955 e SMI) per il solo cartellone dei Grandi Eventi Sportivi, gli operatori dello spettacolo, dei festival letterari e cinematografici esprimono una forte preoccupazione per le loro attività connesse con la prossima stagione turistica» si legge nel documento forte e chiaro firmato da CUSS (Coordinamento Unitario della Spettacolo dal vivo della Sardegna-Coordinamento dei Festival Letterari) e ATS (Festival Cinematografici “Le isole del cinema”). A finire nel mirino degli organizzatori di eventi che in Sardegna e ben oltre i confini isolani hanno un invidiabile curriculum l’assessore Gianni Chessa a cui un mese fa era stato richiesto un incontro urgente, richiesta che ancora non ha avuto risposta. «Posto che è prerogativa della Politica e quindi della Giunta regionale, decidere in merito alla programmazione e alla destinazione delle risorse – dichiara Marco Benoni, portavoce del Cuss – riteniamo indispensabile un confronto su questa decisione che al momento sembra voler escludere per quest’anno, la programmazione di eventi culturali e di spettacolo, vero pilastro identitario della promozione turistica della Sardegna».

Gli organizzatori sottolineano anche che da più di 50 anni tra le comunità e gli enti locali della Sardegna che ospitano le manifestazioni e l’assessorato al Turismo regionale si è instaurato un rapporto collaborativo di vero e proprio partenariato che costituisce un “asse strategico” per l’attrazione e promozione turistica dell’isola. «Per il 2021 invece è probabile che centinaia di piccoli e grandi centri della Sardegna – si legge nel comunicato – dovranno rinunciare alle manifestazioni sulle quali hanno investito e che storicamente hanno rappresentato un modello di sviluppo locale e territoriale basato sull’offerta culturale». Le imprese e gli operatori del settore culturale e dello spettacolo dunque si rivolgono direttamente alla giunta Solinas e all’assessore Chessa, per conoscere la motivazione di questa scelta.

Anche l’Anci Sardegna ha espresso il proprio interessamento alla questione, condividendo in linea generale le istanze degli operatori del settore culturale, con l’impegno di agire in tutte le opportune sedi istituzionali per assicurare a tutti i Comuni della Sardegna una stagione di eventi per il 2021.

«Con i suoi festival letterari, musicali e cinematografici la Sardegna è diventata un punto di riferimento a livello nazionale e internazionale – sottolinea Manuela Fiori per il coordinamento dei festival letterari –. Una proposta culturale ricca, differenziata e di qualità, rivolta a pubblici e fasce d’età diverse, che ha contribuito negli anni a estendere la stagione turistica oltre il periodo estivo e a favorire lo scambio tra le coste e l’interno della Sardegna». E gli operatori parlano di statistiche perché da un’analisi dei dati sugli spettacoli dal vivo di cui sono state costellate le estati sarde in un recente passato - dalle rassegne cinematografiche sulle isole minori ai festival letterari nei paesi dell’interno immersi nella natura selvaggia fino agli storici cartelloni dedicati al jazz, al blues e alla musica d’autore -, si rileva che l’investimento in eventi culturali determina una ricaduta da 3 a 5 volte superiore all’ammontare dell’investimento stesso.

Ma l’allarme di oggi si ricollega alle polemiche scoppiate a ottobre quando l’assessorato al Turismo scelse le associazioni a cui attribuire il finanziamento con il click-day. La graduatoria che ne scaturì è stata oggetto di un ricorso da parte di un gruppo di operatori sul quale si attende il pronunciamento del giudice entro giugno. «Qualora la giunta riesca a stanziare nuove risorse per gli eventi culturali e di spettacolo, si ritiene indispensabile tornare alla procedura basata sulla valutazione qualitativa a punteggi, utile a selezionare i migliori progetti nell’interesse della Sardegna – conclude il documento –. Anche quest’anno infatti, nel caso della selezione dei Grandi Eventi Sportivi, è stato adottato il sistema del bando a sportello con “click day”. Tale procedimento seppure legittimo, non è idoneo per la selezione di progetti che dovrebbero contribuire al raggiungimento di obiettivi ben determinati di promozione del turismo e di ricadute sul territorio. Una selezione qualitativa basata sui punteggi ha sempre rappresentato una sorta di garanzia per chi ha ideato e realizzato in Sardegna i più importanti eventi di interesse turistico. Si auspica che il prossimo assestamento di bilancio possa essere l’occasione per stanziare le risorse necessarie alla pubblicazione dei bandi per l’assegnazione di contributi alle manifestazioni pubbliche di grande interesse turistico che ancora non sono state oggetto di attenzione».

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