La Nuova Sardegna

«Io, ambasciatrice della musica contemporanea»

di Gabriella Grimaldi
«Io, ambasciatrice della musica contemporanea»

La compositrice sassarese Vincenza Cabizza sarà protagonista della rassegna veneziana

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Dal baratro in cui era caduta il giorno in cui ha capito che non avrebbe più suonato il suo adorato violino al “tetto del mondo” - come si usa dire in questi giorni - dove si trova ora che la sua musica sarà eseguita alla Biennale di Venezia dopo una selezione a livello mondiale, c’è un’escursione vertiginosa di sogni, fatica, studio, resilienza e non poco talento. In pochissime parole è la storia di Vincenza Cabizza, compositrice sassarese di 29 anni, che in questi giorni sta festeggiando il prestigioso risultato e si sta preparando a presentare il suo progetto sonoro (i concerti si terranno a settembre) davanti a un pubblico esigentissimo con la consapevolezza che potrebbe essere l’inizio di una carriera sfolgorante. «Già il fatto di aver vinto la commissione da parte della Biennale è una soddisfazione enorme – dice lei al telefono da Milano dove vive e studia composizione al Conservatorio della città lombarda –, si tratta di un concorso molto difficile ed è stata con una certa sorpresa e con tanta felicità che ho appreso la notizia».

La Biennale di Venezia Musica è articolata in varie sezioni, quella chiamata College si rivolge ai compositori di musica contemporanea under 30. Si aderisce a un bando che mette in palio una “commissione”, cioè l’incarico di predisporre un progetto musicale, una composizione su un tema indicato. Quest’anno il concorso presupponeva il reclutamento di due giovani compositori e l’indicazione era creare un’opera originale per l’ensemble vocale Neue Vocalsolisten di Stoccarda che a settembre a Venezia riceverà il Leone d’Argento per il lavoro di studio e sviluppo del canto a cappella nell’ambito della scrittura contemporanea. Vincenza è stata selezionata fra gli altri partecipanti da tutto il mondo insieme a un collega spagnolo. «Adesso è in corso la preparazione della partitura ma ovviamente il progetto è tutto nella mia mente. L’opera ideata per i Neue Vocalsolisten racconta le lotte di alcuni popoli per la loro stessa sopravvivenza, vuole mettere in evidenza la difficile situazione politica di comunità come gli Uiguri in Cina, i Mapuche in Cile e il popolo Rohingya in Birmania».

Come è nella stessa vocazione della musica contemporanea («considero un artista immenso come Luciano Berio il mio punto di riferimento») l’impegno sociale e la denuncia sono alla base del lavoro dei compositori. Non fa eccezione Vincenza Cabizza che nel 2018 ha partecipato alla prestigiosa rassegna Milano Musica con lo spettacolo “Sì (I’m smiling)”, un’opera ad atto unico di teatro musicale basata sulla figura di Molly Bloom, personaggio centrale dell’Ulysses di James Joyce. Una rilettura in chiave femminista la sua, in cui si metteva in luce il background patriarcale che si cela dietro il suo celebre monologo. E sono tanti altri i progetti internazionali di cui Vincenza fa parte (molto importante il lavoro in collegamento con l’Orfeus Institute in Belgio), tutti improntati alla ricerca nell’ambito della musica contemporanea.

Ma la storia di Vincenza Cabizza comincia in provincia, a Sassari, dove da quando era piccolissima ha cominciato a suonare il violino. Ha studiato lo strumento al Conservatorio cittadino fino a 17 anni - che già sognava un futuro da concertista - quando, a causa di una patologia al braccio ha dovuto ricacciare quel sogno nel cassetto. «Certo, è stato un periodo molto duro della mia vita ma non mi sono persa d’animo e mi sono iscritta al corso di Armonia. Lì è scattato qualcosa e sono passata a studiare composizione con il docente Luca Macchi». Poi la svolta con il trasferimento al Conservatorio di Milano, nella classe del compositore - anche lui sassarese ma è una casualità - Gabriele Manca. Lì quest’anno Vincenza si è laureata in Composizione al Conservatorio ma i suoi studi sono sempre in corso a partire dalla tesi che si intitola “Come combattere gli stereotipi sulla musica contemporanea in poche semplici mosse”. «Il mio impegno è diretto a divulgare il più possibile la musica contemporanea, a farla uscire dalla nicchia per pochissimi nella quale si trova. Si tratta in fondo di far avvicinare le persone a questo tipo di espressione artistica abituando l’orecchio a determinati registri sonori, operazione che in un primo momento può sembrare ostica ma che ritengo dia buoni risultati. In definitiva il mio obiettivo è quello di sviluppare strategie di curatela per migliorare i mezzi comunicativi della musica contemporanea, mantenendo però un punto di vista artistico». Studi che sono sostenuti da una laurea, presa a Sassari nel 2014, in “Scienze del turismo culturale” con una tesi dal titolo “Marketing e reti sociali: un’analisi sperimentale sui fattori umani che influenzano le decisioni”. «Gli aspetti sociali e psicologici sono alla base della percezione di forme artistiche fa le più diverse, fra cui anche la musica contemporanea, che però ha bisogno ancora oggi di un maggiore sostegno».

Intanto Vincenza si prepara per il grande appuntamento della Biennale di Venezia, che sarà l’occasione di far conoscere questo tipo di musica a un numero sempre maggiore di persone e allo stesso tempo lanciare messaggi di impegno politico attraverso l’arte.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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