La Nuova Sardegna

Frammenti di Sardegna in lotta con la malaria

di Fabio Canessa
Frammenti di Sardegna in lotta con la malaria

In concorso a IsReal oggi sarà presentato il documentario della regista sassarese Vittoria Soddu

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SASSARI. Nata a Sassari nel 1986, ha lasciato la Sardegna presto. A 16 anni, dopo aver vinto una borsa di studio, per completare la scuola superiore al Collegio del mondo unito di Duino. Vicino a Trieste. Gli studi successivi l’hanno poi portata all’estero. Prima in Inghilterra, per una laurea in storia dell’arte e arti visive al Goldsmiths College di Londra, poi in Olanda, per un Master al Dutch Art Institute di Arnhem. Un percorso segnato da una passione sempre più definita per il linguaggio audiovisivo che in seguito si è concretizzata in lavori, inquadrabili nella vasta classificazione di documentari, realizzati in particolare in Belgio.

Nel 2018 Vittoria Soddu è però tornata a vivere nell’isola e alla Sardegna è legato il suo nuovo film: “Sulle arie, sulle acque, sui luoghi” selezionato in concorso alla VI edizione del festival IsReal. Oggi, alle 15.30 all’auditorium Lilliu di Nuoro, è in programma la presentazione di questo lavoro che utilizza materiale d’archivio con taglio sperimentale. Tema di partenza il Sardinian Project, la campagna promossa dalla Fondazione Rockefeller nell’immediato secondo Dopoguerra per l’eradicazione della malaria nell’isola. «Il mio interesse per l’argomento – sottolinea Vittoria Soddu – nasce da una mostra, organizzata a Nuoro dall’Isre due anni fa, che presentava le immagini del fotografo Wolfgang Suschitzky sulla campagna antimalarica. Scatti incredibili che mi hanno fatto capire la portata di quel progetto, anche in termini di occupazione del territorio. Ovviamente ha avuto risvolti positivi, è indubbio che la malaria si sia estinta, ma sono convinta che con la giusta distanza storica sia possibile guardare anche l’altra faccia della medaglia facendo un discorso sul rapporto tra uomo e ambiente. Il Sardinian Project andò infatti a inquinare ogni falda acquifera dell’isola e da qui parte la riflessione sulla responsabilità che abbiamo in termini di salvaguardia, la necessità di chiedersi come il territorio risponde alle nostre esigenze».

Il film, nato da questo spunto, è stato poi sviluppato da Vittoria Soddu all’interno del programma Re-framing home movies: un progetto volto alla creazione di opere realizzate a partire da materiali d’archivio amatoriali. «Alla Cineteca sarda – spiega la regista – ho chiesto di visionare il materiale girato da cineamatori tra il 1946 e il 1952. Il mio desiderio era quello di vedere il territorio battuto dalla campagna antimalarica, ma con gli occhi di un cineamatore che con la campagna non aveva niente a che fare. Il contrario di quello che fece Suschitzky il cui ruolo era documentare, anche per propaganda, l’attività della Fondazione Rockefeller».

Un ampio materiale di repertorio rigorosamente selezionato da Vittoria Soddu secondo un’idea precisa. «Ho cercato principalmente immagini che rappresentassero il paesaggio con poca presenza umana. Volevo venisse fuori com’era il territorio allora. Ho avuto poi la fortuna di trovare del materiale di un medico cineamatore che riprese delle operazioni chirurgiche, cose che normalmente nei filmini di famiglia non si trovano». Immagini particolari che sono accompagnate in alcuni momenti da testi che per la regista diventano una linea guida, l’impronta di come la malaria è stata descritta in diverse epoche: «Ma non solo la malaria – sottolinea l’autrice –, il testo di Ippocrate che dà anche il titolo al film è un testo più generale, sulla medicina e sul rapporto tra uomo e ambiente. Risuonava così bene con gli altri che ho voluto utilizzarlo».

Ad amalgamare immagini e parole il fondamentale lavoro sul sonoro che dà nuova vita a materiale video che in partenza è muto. «Questa è stata una sfida molto interessante e sono contenta di essere riuscita a utilizzare anche materiale sonoro di un fondo di cinema di famiglia che aveva dei nastri magnetici. All’inizio del film, per esempio, c’è un bambino che canta “E tutto va e tutto va finché la terra non scoppierà” ed è la registrazione di un cineamatore che riprendeva il figlio».

Dopo la proiezione in sala a Nuoro all’nterno del fetival IsReal “Sulle arie, sulle acque, sui luoghi” sarà disponibile in streaming su MYmovies.it sino a domenica.

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