La Nuova Sardegna

“Red Bull 64 bars”, l’algherese Sina nell’olimpo del rap

di Alessandro Pirina
“Red Bull 64 bars”, l’algherese Sina nell’olimpo del rap

Il musicista è tra i protagonisti del progetto musicale insieme a big come Marracash, Gué Pequeno e Rkomi  

3 MINUTI DI LETTURA





ALGHERO. Sina in mezzo ai giganti del rap. L’artista algherese - all’anagrafe Enrico Silanos - è uno dei protagonisti di “Red bull 64 bars, The album”, il progetto musicale che mette insieme quasi tutti i principali protagonisti della scena rap italiana. C’è Marracash, c’è Gué Pequeno. E poi Rkomi, Blanco, Luché e tantissimi altri. Tra loro, appunto Sina, classe 1995, una delle voci emergenti del panorama hip hop tricolore. Una carriera iniziata proprio nella sua città. «Ho iniziato a scrivere quando avevo 16 anni – racconta –. Ad Alghero non c’era tanto a livello artistico, io avevo bisogno di costruirmi dei punti di riferimento per raggiungere gli obiettivi che mi ero prefissato, ma la mia città è stata fondamentale. Perché anche essere così isolati da tutto il panorama generale ti sprona a tirare fuori gli attributi». Un po’ quello che è successo a Salmo, Hell Raton, Dj Slait e a tutta la Machete crew che da Olbia è partita alla conquista di Milano. «Ho conosciuto Salmo quando ha pubblicato il primo album, “The Island Chainsaw Massacre”. Lo sapevo a memoria, aveva una potenza comunicativa incredibile. Poi una volta l’ho visto in concerto ad Alghero: era un locale di poche decine di metri quadri e lui lo ha ribaltato».

Come Salmo, anche Sina ha scelto di lasciare l’isola e trasferirsi a Milano. «Volevo dare uno sviluppo al mio percorso, ad Alghero non è facile creare qualcosa di ingombrante a livello musicale, siamo troppo pochi. Io non mi voglio precludere niente. Non voglio fermarmi a essere il rapper algherese, sardo o italiano, ma voglio spaziare a livello creativo. Ma Alghero me la porto dietro in ogni pezzo». A Milano Sina entra nel roster di Island Records che riconosce in lui un talento straordinario. Nei mesi successivi, durante la quarantena, nasce “My love lockdown”, un lavoro che l’artista mette a disposizione prima su Instagram, accompagnato da visual realizzati da lui stesso, e successivamente su Telegram, raggiungendo in poco tempo migliaia di interazioni. «Io ho lavorato a progetti ogni anno, ma il lockdown è stato il periodo di maggiore esposizione che mi ha fatto trovare una più grande fetta di pubblico». A settembre Sina firma con Island Records e pubblica una nuova versione dell’Ep, "My love lockdown (midnight sun)”, che conquista l’interesse di pubblico e stampa e lo porta a collaborare con Mecna, Priestess e CoCo. Ecco, quindi, che arriva il coinvolgimento nel progetto di Redbull con il brano “Draft”. «Uno dei format più incredibili che abbiamo in Italia – dice ancora Sina –. Ci sono un sacco di artisti che si misurano con pezzi diversi da solito, sono quasi tutti free style. Io ho voluto rischiare un po’, fare qualcosa di diverso».

A brevissima distanza da "Draft" contenuto in "Red Bull 64 Bars, The Album”, venerdì 4 esce il nuovo singolo di Sina, "Sangue (puoi fidarti di me)”, un brano sanguigno e carnale, grazie alla scelta del linguaggio e all’uso particolare della voce, avvolto nelle sonorità cupe della produzione curata da Pherro, con una forte richiamo verso la black music. Il brano affronta il delicato equilibrio tra fede e fiducia, due diverse facce della stessa medaglia. «La fede – dichiara Sina – è qualcosa di onirico, riguarda una credenza cieca, incondizionata, lontana dalla realtà. La fiducia appartiene ai fatti, alle situazioni, alle esperienze personali. Il pezzo ruota su questi due aspetti. Sto chiedendo a una persona fiducia: di potermi fidare ed essere fidato, che è quanto di più prezioso in un legame, di qualsiasi natura esso sia». Per quanto riguarda la parte live il Covid ha messo tutto in standby. «Le cose stanno ripartendo, anche se i festival con i posti a sedere non sono la nostra dimensione – conclude Sina –. Io a giugno sono in studio per lavorare al mio progetto, non so se farò serate, ma se mi chiameranno ci sarò».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative