La Nuova Sardegna

Francesca Reggiani in “Souvenir” 

«Stonata come Florence, divertente ma che fatica»

di Roberta Sanna
«Stonata come Florence, divertente ma che fatica»

CAGLIARI. «Mi ha colpito perché è una storia vera, una vicenda molto divertente. Ma è anche una commedia poetica sull’essere capaci di accogliere la verità. È difficile sentirsela dire, lo ammette...

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CAGLIARI. «Mi ha colpito perché è una storia vera, una vicenda molto divertente. Ma è anche una commedia poetica sull’essere capaci di accogliere la verità. È difficile sentirsela dire, lo ammette anche la protagonista in una delle battute finali». Francesca Reggiani sarà nell’isola da lunedì per la tournèe di “Souvenir - La fantasiosa vita di Florence Jenkins”, commedia in musica per due attori e un pianista, con Massimo Olcese e Francesco Leineri. «Ma soprattutto è un bellissimo copione – sottolinea l’attrice, nota in teatro e tv per i suoi show satirici – e non è facile trovare bei testi di commedia con una protagonista femminile. Il testo originale di Stephen Temperley è stato tradotto da Edoardo Erba, anche con me, diciamo, perché le battute me le metto un po’ addosso».

È ispirata alla vicenda di Florence Foster Jenkins, ricca signora dell’alta società newyorkese che, nota per la completa mancanza di doti canore, riuscì nel 1944 ad esibirsi alla Carnegie Hall, la più importante sala da concerto classica di New York.

Dopo il debutto all’Auditorium di Arzachena in collaborazione con Deamater sarà poi - sotto le insegne de La Grande Prosa CeDAC - da martedì a sabato all’Auditorium del Conservatorio di Cagliari e domenica 13 giugno alle 20.30 al Teatro Comunale di Sassari. «Io sono appassionata di lirica – racconta Reggiani –. Uno dei primi personaggi che feci con la Dandini in tv fu Katia Ricciarelli. E al laboratorio di Proietti, dove mi sono formata, si faceva solfeggio e un’ora di canto prima di tutto il resto. Ho scoperto che alcune persone stonate non se ne accorgono, e cantano nell’intonazione che a loro sembra perfetta. E se dici qualcosa ti guardano male, perché non si sentono. Ecco, la prima cosa che dice Florence quando entra in scena è: la cosa più importante nella mia vita è la musica che una sente in testa».

Questa particolare condizione diventa una vera sfida per chi interpreta il personaggio di Florence, soprattutto se è intonata come la Reggiani. «Nello spettacolo canto cinque o sei arie, un tono o mezzo tono sopra, o un tono o mezzo tono sotto. Non sembra, ma esco stremata per il notevole livello di concentrazione, lo dico con le virgolette. Insomma è un bellissimo esercizio ma in confronto, quando faccio i miei show, e in Sardegna son venuta tante volte con piacere, è una passeggiata, una vera passeggiata!».

A proposito di show è in preparazione quello per l’estate, di cui anticipa temi e titolo. «Lo sto scrivendo. Intanto entro vestita da Ilaria Capua, racconta l’attrice e autrice. Almeno il primo quarto d’ora sarà dedicato al tema Covid. Quanto al titolo, sarà “Gatta morta”, perché è pieno di gatte e gatti morti dappertutto, in politica, nella vita sentimentale, perciò se una si attrezza parte avvantaggiata». C’è da chiedersi se sia una critica o un consiglio rivoluzionario. «Ma sì, col senno di poi è proprio un consiglio che dò. Non solo perché mai mi metterò contro il mondo femminile, ma anche perché penso che davvero sia un’arma in più, in senso positivo. Non sempre conviene essere troppo schiette, troppo franche, ti pigliano per un cerbero – conclude Francesca Reggiani –. È meglio essere assertive solo dopo un po’, ma se all’inizio fai la gatta morta ottieni risultati in maniera più morbida».



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