cannes
L’italiana Laura Samani selezionata per la “Semaine”
di Alessandra Magliaro
ROMA. Dopo l’annuncio di Nanni Moretti in concorso per la Palma d’oro con “Tre Piani” dal romanzo di Eshkol Nevo (Neri Pozza), in attesa della selezione oggi della Quinzaine des Realisateurs dove...
2 MINUTI DI LETTURA
ROMA. Dopo l’annuncio di Nanni Moretti in concorso per la Palma d’oro con “Tre Piani” dal romanzo di Eshkol Nevo (Neri Pozza), in attesa della selezione oggi della Quinzaine des Realisateurs dove nomi italiani sono dati per sicuri, ecco un altro tassello nella squadra tricolore in partenza per il festival di Cannes (6-17 luglio). Si tratta di Laura Samani, triestina, all’esordio nei lungometraggi e selezionata, unica italiana, nella 60ª Semaine de la Critique, la sezione autonoma che dal 7 al 15 luglio si svolge parallelamente al festival. Il suo “Piccolo Corpo” (Small Body) è stato selezionato tra i sette film su cui si esprimerà la giuria presieduta dal regista romeno Cristian Mungiu che qualche anno fa vinse la Palma d’oro con il dramma bellissimo “4 mesi, 3 settimane, 2 giorni”. E poi ci sarà da attendere la composizione della giuria dove anche qui si parla di una presenza italiana.
L’apertura con “Robuste” di Constance Meyer nel segno di Gerard Depardieu protagonista nei panni di una star del cinema in età avanzata cui tocca la protezione della giovane guardia giurata Aïssa di origine africana (Deborah Lukumuena) e la chiusura con “Une histoire d’amour et de désir” di Leyla Bouzid sulla gioventù di origine araba nella Parigi di oggi la dicono lunga sulla presenza massiccia della Francia alla Semaine 2021. Il film della Samani, girato in Friuli Venezia Giulia e Veneto, è una favola cruda. In una piccola isola del nord est italiano agli inizi del ’900, la giovane Agata perde sua figlia alla nascita. La tradizione cattolica dice che, in assenza di respiro, la bambina non può essere battezzata. Ma una voce arriva alle orecchie di Agata: sulle montagne pare ci sia un luogo dove i bambini vengono riportati in vita il tempo di un respiro, quello necessario a battezzarli. Agata lascia l’isola e intraprende un viaggio con il piccolo corpo della figlia nascosto in una scatola. Incontra Lince, un ragazzo selvatico e solitario: inizia un’avventura in cui il coraggio e l’amicizia permetteranno a entrambi di avvicinarsi a un miracolo che sembra impossibile.
L’apertura con “Robuste” di Constance Meyer nel segno di Gerard Depardieu protagonista nei panni di una star del cinema in età avanzata cui tocca la protezione della giovane guardia giurata Aïssa di origine africana (Deborah Lukumuena) e la chiusura con “Une histoire d’amour et de désir” di Leyla Bouzid sulla gioventù di origine araba nella Parigi di oggi la dicono lunga sulla presenza massiccia della Francia alla Semaine 2021. Il film della Samani, girato in Friuli Venezia Giulia e Veneto, è una favola cruda. In una piccola isola del nord est italiano agli inizi del ’900, la giovane Agata perde sua figlia alla nascita. La tradizione cattolica dice che, in assenza di respiro, la bambina non può essere battezzata. Ma una voce arriva alle orecchie di Agata: sulle montagne pare ci sia un luogo dove i bambini vengono riportati in vita il tempo di un respiro, quello necessario a battezzarli. Agata lascia l’isola e intraprende un viaggio con il piccolo corpo della figlia nascosto in una scatola. Incontra Lince, un ragazzo selvatico e solitario: inizia un’avventura in cui il coraggio e l’amicizia permetteranno a entrambi di avvicinarsi a un miracolo che sembra impossibile.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google