Stefano Boeri e Maria Lai, dialogo d’arte e natura
A Ulassai la mostra “Sii albero”: l’opera dell’architetto del bosco verticale nel museo dell’artista
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ULASSAI. Alla Stazione dell’Arte, domenica 20 alle 18,30, viene inaugurata “Sii albero”, una mostra inedita che ripercorre, per la prima volta in Sardegna, il lavoro e la filosofia di Stefano Boeri in un sorprendente dialogo con le opere e la poetica di Maria Lai.
Il legame tra uomo e natura viene indagato attraverso un percorso espositivo che mette in evidenza le affinità di due personalità che hanno saputo guardare al futuro e aprire una profonda riflessione sul rapporto con l’ambiente: l’architetto Stefano Boeri e l’artista Maria Lai. Due visioni affini che, pur nella originalità dei loro linguaggi espressivi, lasciano trasparire una nuova concezione e rappresentazione del vivere umano sulla terra.
La mostra nasce con l’intento di integrare due discipline, l’architettura e l’arte visiva, affiancando due figure che hanno messo al centro della loro produzione una nuova visione di comunità, l’architetto Stefano Boeri e l’artista Maria Lai. «Se l’attività di Boeri è nota per la continua ricerca di un’alleanza tra esseri umani e natura vivente, con diverse soluzioni architettoniche divenute celebri in tutto il mondo, come i Boschi Verticali, e per un’attenzione particolare rispetto al recupero di quel legame tra uomo e ambiente, in cui la natura diventa facilitatrice dei rapporti umani, come nelle installazioni “urban hugs” e “radura”, anche Maria Lai – dichiara Davide Mariani, direttore della Stazione dell’Arte – in più occasioni, ha realizzato opere incentrate sui fragili equilibri sociali e ambientali».
Il progetto “Sii albero” si compone di tre momenti interrelati tra loro: l’esposizione nella nuova project room del museo, l’installazione realizzata nel parco e la mostra negli spazi della ex rimessa del treno. Il bosco verticale, edificio-simbolo del lavoro di Stefano Boeri, trova spazio a Ulassai nella minuta “Casa delle Janas”, la nuova project room della Stazione dell’Arte, che ospita un modello in scala 1:50 di questa nuova architettura della biodiversità.
Il ciclo della vita e della natura sono al centro di un altro dialogo tra Lai e Boeri che questa volta si sviluppa nel parco della Stazione dell’Arte, rispettivamente tra la scultura “Fiabe intrecciate. Omaggio a Gramsci” (2007) e la micro-architettura temporanea “Radura degli abbracci” (2017).
Il legame tra uomo e natura viene indagato attraverso un percorso espositivo che mette in evidenza le affinità di due personalità che hanno saputo guardare al futuro e aprire una profonda riflessione sul rapporto con l’ambiente: l’architetto Stefano Boeri e l’artista Maria Lai. Due visioni affini che, pur nella originalità dei loro linguaggi espressivi, lasciano trasparire una nuova concezione e rappresentazione del vivere umano sulla terra.
La mostra nasce con l’intento di integrare due discipline, l’architettura e l’arte visiva, affiancando due figure che hanno messo al centro della loro produzione una nuova visione di comunità, l’architetto Stefano Boeri e l’artista Maria Lai. «Se l’attività di Boeri è nota per la continua ricerca di un’alleanza tra esseri umani e natura vivente, con diverse soluzioni architettoniche divenute celebri in tutto il mondo, come i Boschi Verticali, e per un’attenzione particolare rispetto al recupero di quel legame tra uomo e ambiente, in cui la natura diventa facilitatrice dei rapporti umani, come nelle installazioni “urban hugs” e “radura”, anche Maria Lai – dichiara Davide Mariani, direttore della Stazione dell’Arte – in più occasioni, ha realizzato opere incentrate sui fragili equilibri sociali e ambientali».
Il progetto “Sii albero” si compone di tre momenti interrelati tra loro: l’esposizione nella nuova project room del museo, l’installazione realizzata nel parco e la mostra negli spazi della ex rimessa del treno. Il bosco verticale, edificio-simbolo del lavoro di Stefano Boeri, trova spazio a Ulassai nella minuta “Casa delle Janas”, la nuova project room della Stazione dell’Arte, che ospita un modello in scala 1:50 di questa nuova architettura della biodiversità.
Il ciclo della vita e della natura sono al centro di un altro dialogo tra Lai e Boeri che questa volta si sviluppa nel parco della Stazione dell’Arte, rispettivamente tra la scultura “Fiabe intrecciate. Omaggio a Gramsci” (2007) e la micro-architettura temporanea “Radura degli abbracci” (2017).
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