Un daino e una cicogna uniti dallo stesso destino prima prigionieri poi liberi

Un pullo di cicogna che non riesce a decollare perché la zampa è bloccata da un pezzo di cordicella intrecciata utilizzata per dare forma al nido che la mamma ha realizzato su un traliccio dei cavi...

Un pullo di cicogna che non riesce a decollare perché la zampa è bloccata da un pezzo di cordicella intrecciata utilizzata per dare forma al nido che la mamma ha realizzato su un traliccio dei cavi di media tensione, nella zona di Ozieri. E un giovane daino finito in un laccio dei bracconieri nella zona di pineta Mugoni (Alghero) e destinato a morte sicura, perché dopo i ripetuti tentativi di liberarsi si era procurato delle ferite. Due allarmi quasi simultanei ieri per gli agenti del Corpo forestale e di Vigilanza ambientale dell’Ispettorato ripartimentale di Sassari, in due territori diversi, entrambi con lo stesso livello di urgenza. Una “doppietta” vincente, perché gli agenti sono riusciti a dare soluzione alle due emergenze: il pullo di cicogna, dopo i ripetuti tentativi di prendere il volo, è riuscito a liberarsi della corda impigliata alla zampa proprio mentre i Forestali - cercando di non spaventarlo ulteriormente e di non provocare quindi uno stress aggiuntivo e pericoloso - erano ormai pronti a tagliare il legaccio. Alla fine l’insistenza e l’impazienza del pullo, che non vedeva l’ora di decollare, hanno fatto in modo che nella tarda mattinata di ieri si potesse concretizzare la soluzione. Un doppio volo attorno al nido, quasi in segno di ringraziamento, e dove gli agenti del Corpo forestale hanno notato (e documentato) la presenza di due adulti e altri due “piccolini” ancora in fase di addestramento per il volo. E quel traliccio, alto decine di metri, è il luogo sicuro che ormai da tempo viene scelto dalle cicogne per costruire il nido dove deporre le uova. Ozieri e la piana di Chilivani sono luoghi ideali per la nidificazione delle cicogne e più volte sono state documentate le presenze nelle campagne tra Figos e Fraigas. È stata censita anche una coppia ormai “abitudinaria” che da dieci anni nidifica a Chilivani, sempre su un traliccio dell’Enel.

Più complesso indubbiamente l’intervento che gli agenti del Corpo forestale hanno dovuto eseguire per aiutare un cucciolo di daino, molto spaventato e ferito, nella zona di pineta Mugoni ad Alghero. «In questo caso è veramente una vita salvata – ha raccontato il responsabile dell’Ispettorato provinciale di Sassari Giancarlo Muntoni – siamo arrivati giusto in tempo, ed è sempre una emozione bellissima. Una grande gioia che ti aiuta a rafforzare il rapporto stupendo con l’ambiente e la natura».

Il daino aveva un laccio attorno al collo ed era rimasto bloccato da una delle “trappole” che purtroppo ancora vengono seminate dai bracconieri per catturare e uccidere i daini che sono presenti nella riserva protetta del Parco di Porto Conte. L’animale era molto spaventato e gli specialisti del Corpo forestale sono riusciti prima a bloccare le zampe per evitare che il daino continuasse a farsi del male e poi a prestargli le prime cure. Quindi la liberazione.

«Il personale del Corpo forestale presta grande attenzione alla comunità dei daini che sono presenti nella riserva faunistica di Alghero – ha affermato Giancarlo Muntoni – e per questo è attivo un monitoraggio che è finalizzato a contrastare l’attività dei bracconieri».

Quello di ieri è un campanello d’allarme. Un segnale che certe pratiche non scompaiono mai, anche se per qualche periodo ci si era illusi che il bracconaggio fosse ormai ridotto ai minimi termini. «Un daino salvato è una bella notizia – ha sottolineato con soddisfazione uno dei Forestali – un segno di rispetto per la vita di cui ogni uomo dovrebbe andare orgoglioso».

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