Lodo Guenzi: «Voglio diventare il dilettante più grande del nostro Paese»
Il cantante dello Stato Sociale sarà l'8 luglio a Nora con il suo show
Lodo Guenzi ha 35 anni, ma dal suo curriculum sembra averne il doppio. Perché il vocalist dello Stato sociale non è appunto solo il vocalist della band che ha conquistato l’Italia nel Sanremo del 2018. No, Lodo è anche attore, scrive testi, lavora in tv e alla radio, ha fatto il giudice a X factor, ha condotto il concertone del Primo maggio. E ora arriva in Sardegna, alla Notte dei poeti targata Cedac, con uno spettacolo in cui mette in scena un po’ tutto sé stesso. L’appuntamento è giovedì 8 luglio alle 20 nell’area archeologica di Nora.
“Uno spettacolo divertentissimo che non finisce assolutamente con un suicidio”. Da questo titolo cosa dobbiamo aspettarci: uno show, un concerto, un monologo?
«Credo sia un monologo che comincia dopo un concerto, e a un certo punto sembra uno show. E poi alla fine scopri che ha una storia. Come un tema: inizio, svolgimento, fine».
Cantante, attore, drammaturgo, conduttore radiofonico, showman, scrittore. Qual è il ruolo preferito da Lodo?
«Scrittore no, i veri autori dei libri sono i due Alberto (Cazzola e Guidetti, ndr). Puoi citarmi come prestanome. Io sicuramente non so fare niente, ma so fare bene finta. Dunque, scelgo l’attore».
Cosa significa essere bolognese?
«Bologna è la libertà di sedersi a gambe incrociate bevendo birra in mezzo alla strada. Bologna non è solo la mia città, è una parte del mondo. È la voglia di stare in mezzo alle persone, gente di tutte le età, con la coscienza di non essere al di sopra di nessuno».
Come nasce Lo Stato sociale?
«Una sera in piazza Nettuno conosco Alberto e mi dice: “Sono 5 anni che suono al Conservatorio e non mi hanno ancora aperto”. Lo Stato sociale nasce così. È la storia di una amicizia. Dopo quella sera ci siamo rinchiusi in una cantinetta, in una torrida estate come solo quelle bolognesi lo sanno essere, e abbiamo iniziato a scrivere canzoni per fare ridere. Fino a quando qualcuno non ci ha presi sul serio».
Quando vi siete accorti di avercela fatta?
«In momenti diversi. Checco se ne era convinto già nel 2012, quando ci siamo esibiti alla Locanda Atlantide di Roma davanti a 200 ubriachi. “Siamo una band avviata”, disse. Per me, invece, è stato quando Bebo ha mollato il lavoro in fabbrica, perché voleva dire occuparci principalmente di musica».
Sanremo vi ha cambiato la vita?
«Sì. È una domanda a risposta chiusa».
Avete più sentito la “vecchia che balla”?
«Ogni tanto ci chiamiamo, ci vogliamo bene».
Sanremo 2021, vi davano tra i favoriti ma vi siete fermati al 13esimo posto. Delusi?
«Meno male che siamo rimasi fuori dalla bagarre. Io odio la competizione legata alla musica. Non mi piace».
Nel 2018 l’esperienza a X factor come giudice: com’è andata?
«È stata molto bella, a un certo punto era diventata anche facile. Ne ho preso quello che mi interessava».
Se arrivasse la proposta per un bis?
«Direi no, perché non ho più tanto da dare a quel tipo di spettacolo».
Se tornasse indietro di 13 anni, agli albori dello Stato sociale, prenderebbe in considerazione l’idea di partecipare a un talent show?
«Non ci avrebbe partecipato il Lodo di ieri e non ci parteciperebbe il Lodo di oggi. Lo dicevo anche ai ragazzi. Non tutte le band sono buone per piacere alla critica, e non tutte sono buone per passare da un talent. I Cccp non ci sarebbero mai entrati, eppure restano una della migliori band di sempre».
Nasce attore, ma il successo arriva come cantante. Poi Antonio Pisu la sceglie per “Est Dittatura last minute”.
«È stato il film italiano con l’incasso più alto dopo la riapertura dei cinema. Ed è stata una figata perché ho vinto anche il Nastro d’argento per l’unica cosa che avevo fatto. È capitato, mi sono divertito e ora vediamo cosa succede. Intanto, ho appena finito di girare un film e la prossima settimana ne inizio un altro».
Lodo Guenzi e la Sardegna?
«Ci abbiamo suonato tante volte. Una delle ultime volte, a Terralba, il concerto è stato annullato per il maltempo. La parte più divertente è che una trentina di persone è venuta fuori dall’albergo e ci ha portato il formaggio con i vermi».
Musica, cinema, teatro, radio, libri: cosa vuole fare da grande Lodo Guenzi?
«Più cose fai e più resti un dilettante. Il mio obiettivo è diventare il dilettante più grande di questo Paese».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
