FESTIVAL DI TAVOLARA
Exploit di “Sul più bello” Per il film rivelazione due sequel e la Bertè
Sul più bello… è arrivata la pandemia. Ma il film di Alice Filippi, protagonista nella serata di venerdì in piazzetta Gramsci a Porto San Paolo, per la prima serata del Festival del cinema di...
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Sul più bello… è arrivata la pandemia. Ma il film di Alice Filippi, protagonista nella serata di venerdì in piazzetta Gramsci a Porto San Paolo, per la prima serata del Festival del cinema di Tavolara, ha avuto un po’ la stessa resilienza della sua protagonista: Marta, interpretata dalla giovanissima e bravissima Ludovica Francesconi. Dopo due giorni di riprese arrivò il lockdown. A giugno 2020 avevano ripreso e terminato il film, che uscì al cinema il 21 ottobre. Tre giorni da primo in classifica al box office, poi di nuovo lo stop causa virus e cinema chiusi. «Nonostante questo abbiamo fatto due sequel, così siamo qui a Tavolara con tre film italiani (oltre il film ci sono i sequel “Ancora più bello” e “Sempre più bello”, ndr), dei quali ne è stato proiettato uno, per questo non potevano non chiamarci – sorride Roberto Proia, sceneggiatore e produttore –. Il film ha avuto un percorso lungo, interrotto dalla pandemia, siamo contenti di averlo portato in un contesto splendido come il Festival di Tavolara». Come sorta di premio per la lunga attesa, nel sequel di “Sul più bello”, “Ancora più bello”, è comparsa Loredana Bertè, in un ruolo «alla Miranda Priestley, interpretato dalla magnifica Meryl Streep, nel Diavolo veste Prada», spiega Proia. «Appena noi del cast abbiamo visto che Loredana Bertè era sul set, anche coloro che non partecipavamo a quella scena, siamo andati a Torino apposta, lei è una persona magnetica, di grande eleganza, che trasmette amore» racconta Ludovica Francesconi, la protagonista del film nel ruolo di Marta. «È come Mike Jagger, ferma l’aria quando entra in una stanza», conferma Roberto Proia. Il personaggio di Delfina Meier è la ricchissima boss di una multinazionale che si occupa di cyber sicurezza. Lunghissimi capelli blu, look rock, una vera e propria apparizione per la Bertè. Una delle tante chicche di una trilogia, ormai, i cui due episodi successivi al film proiettato venerdì a Tavolara saranno nelle sale a settembre e a febbraio per l’ultimo episodio, in uscita il giorno di San Valentino. «Ho finito il liceo solo quattro anni fa, questa è stata la mia prima esperienza in un film – spiega la Francesconi –. Sono stata come travolta, ho vissuto tutto in modo molto intenso, con l’adrenalina tipica del set. Poi stop, dopo un giorno e mezzo siamo tornati a casa. Dopo che ci hanno chiusi a causa della pandemia, siamo ripartiti. Tutte queste sfide affrontate in un anno difficile ci hanno rafforzato, essere qui a presentare il film è una sorta di rivincita».
Tratto dall’omonimo romanzo di Eleonora Gaggero, “Sul più bello” è la storia di Marta, ragazza un po’ bruttina affetta da una malattia ereditaria, la mucoviscidosi, la quale potrebbe ucciderla molto presto, dal momento che le cure a cui si sta sottoponendo non funzionano. Marta comunque non si perde d'animo. «Il film è intenso, abbiamo ricevuto molti complimenti da parte di genitori che hanno visto una reazione dopo il film nei loro figli, che magari si sentivano inadeguati – sottolinea Proia –. Marta diventa un’eroina, riesce a conquistare i suoi traguardi, fa capire che non esistono limiti se non te li poni tu». «Non ho mai avuto un canone di bellezza standard, ma anche recitando in questo film sono stata la prima a mettermi in discussione davanti alla bellezza classica – sottolinea Ludovica –. Sul set mi facevano le occhiaie per esigenze di copione, così ho imparato ad apprezzarmi, a vedere i miei difetti e accettarli, sono maturata insieme al personaggio. Una crescita professionale improvvisa”. “Marta non è brutta, è una figa pazzesca, si può essere belli in tanti modi diversi», le fa eco Proia.
Tratto dall’omonimo romanzo di Eleonora Gaggero, “Sul più bello” è la storia di Marta, ragazza un po’ bruttina affetta da una malattia ereditaria, la mucoviscidosi, la quale potrebbe ucciderla molto presto, dal momento che le cure a cui si sta sottoponendo non funzionano. Marta comunque non si perde d'animo. «Il film è intenso, abbiamo ricevuto molti complimenti da parte di genitori che hanno visto una reazione dopo il film nei loro figli, che magari si sentivano inadeguati – sottolinea Proia –. Marta diventa un’eroina, riesce a conquistare i suoi traguardi, fa capire che non esistono limiti se non te li poni tu». «Non ho mai avuto un canone di bellezza standard, ma anche recitando in questo film sono stata la prima a mettermi in discussione davanti alla bellezza classica – sottolinea Ludovica –. Sul set mi facevano le occhiaie per esigenze di copione, così ho imparato ad apprezzarmi, a vedere i miei difetti e accettarli, sono maturata insieme al personaggio. Una crescita professionale improvvisa”. “Marta non è brutta, è una figa pazzesca, si può essere belli in tanti modi diversi», le fa eco Proia.
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