Keitel: «Ecco la mia Hollywood»

«I miei personaggi nevrotici, violenti, inquieti? Dico che gli attori devono avere affinità col personaggio, credere in lui e avere un obiettivo: deve essere vicino alla vita reale». Harvey Keitel,...

«I miei personaggi nevrotici, violenti, inquieti? Dico che gli attori devono avere affinità col personaggio, credere in lui e avere un obiettivo: deve essere vicino alla vita reale». Harvey Keitel, 84 anni di un mix tra ironia e magnetismo. Icona della storia del cinema e di un’epoca indelebile narrata sul grande schermo. E non solo. Premiato ieri per la carriera straordinaria al Forte Village nell’ambito del Filming Italy Sardegna Festival, la star delle star è presidente onorario dell’evento. L’attore si è raccontato senza filtri: «Mi sono capitate brave persone che fanno cose cattive e viceversa, il cinema tira fuori la complessità della vita. In Thelma & Louise ho interpretato un poliziotto buono, il film di Ridley Scott ha avuto successo perché ha rappresentato con profondità e delicatezza la natura del genere maschile e femminile». Pizzetto bianco, capelli ben curati, giacca nera e occhiali alla Woody Allen, su Martin Scorsese e Robert De Niro il sorriso e la smorfia di Harvey cattura un po’ tutti. «Eravamo molto giovani. Martin stava cercando giovani attori disposti a recitare gratis, perciò girava solo nel week-end visto che per sopravvivere facevamo vari lavoretti, camerieri, lavapiatti. Era il suo primo film, “Chi sta bussando alla mia porta». Capitoli senza eguali della cinematografia mondiale. «Ricordo che ottenni la parte dopo il provino finale. Martin mi disse di andare in fondo a un corridoio, in una stanza buia e vuota con un tizio seduto. Lo saluto, quello mi risponde bruscamente, c’è una mezza litigata, ci mandiamo a quel paese. Si sente una voce: stop. Era Martin che si complimenta: bravo questa era un’improvvisazione. Gli risposi che sarebbe stata una buona idea se me lo avesse detto prima». Storie, aneddoti, da New York a Hollywood. Passando, ovviamente, per il fenomenale De Niro. «Lo conobbi all’Actor’s Studio. Non sapevo niente di lui ma ho pensato subito che fosse un attore incredibile. Poi ci siamo ritrovati in “Mean Streets” e “Taxi Driver”, diretti da Scorsese». Le parole quasi sussurrate, il libeccio che scuote il giardino del Forte. Si torna all’attualità e Keitel accenna al nuovo film “Blood on the Crown” per Davide Ferrario. Ma il tempo è finito e Keitel si congeda con gentilezza: «Bellissima l’Italia, straordinaria la Sardegna. Lo dirò a tutti i miei amici».

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