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“Direction Zappa” Omaggio al genio

“Direction Zappa” Omaggio al genio

Daniele Sepe con il suo “Direction Zappa” torna in Sardegna. Dopo cinque anni dalla sua creazione come progetto originale dedicato al genio di Baltimora, Frank Zappa. A febbraio è diventato un doppio...

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Daniele Sepe con il suo “Direction Zappa” torna in Sardegna. Dopo cinque anni dalla sua creazione come progetto originale dedicato al genio di Baltimora, Frank Zappa. A febbraio è diventato un doppio album che verrà presentato ufficialmente con due date nell’isola. L’esordio domani per l’apertura della tre giorni al teatro comunale del Cala Gonone Jazz Festival (dalle 20,30, ingresso 10 euro) ed il giorno successivo nello stesso luogo in cui è nato, nella piazza del Nuraghe a Sant’Anna Arresi come anteprima del festival “Ai Confini tra Sardegna e Jazz” (dalle 21.30 con ingresso gratuito).

«Nel 2016, a Sant’Anna Arresi dedicarono l’intero programma alla figura di Zappa – spiega il lo stesso Daniele Sepe –. C’erano diversi artisti provenienti da tutte le parti del mondo e tutti dovevano dare il proprio contributo sul tema del festival. Contattarono anche me e la mia band e decidemmo di includere anche Hamid Drake alla batteria e Dean Bowman alla voce, musicisti con i quali avevo già collaborato in passato. Tutto l’audio dell’esibizione fu registrato in multi-traccia e, in occasione del lockdown, ho trovato il tempo di mixare in studio tutte le parti e farlo diventare un disco».

In quanto tempo, quel concerto, è stato concepito?

«In pochissimo tempo, solo qualche ora – continua il sassofonista partenopeo –. Vivendo in città lontane era complicato organizzare delle prove per cui ci vedemmo il giorno prima con una scaletta di pezzi che avevo deciso in anticipo e facemmo una prova. Ci ha guidato l’istinto, è stato tutto molto libero così come dovrebbe essere per stare nel mondo di Zappa. Ci sono due maniere per affrontare la sua musica. Una è quella di fare come faceva lui in cui erano richiesti mesi di prove 8 ore al giorno. La seconda è quella di lasciarsi attraversare dalla sua visione del mondo, reinterpretare e trasformare. Ho preferito questo secondo modo, decisamente più interessante. In ogni caso il tempo non sarebbe stato sufficiente... Dean Bowman non si era preparato i pezzi che avevo selezionato».

Questo ha portato preoccupazione?

«Assolutamente no. Del resto Bownam è quello che Madonna ha definito “la voce di Dio” e la band era in perfetta sintonia. È andata a finire che il concerto è stato quasi esclusivamente frutto di improvvisazione. Durante la performance pensavo che tutto stesse andando male. C’è una diversa percezione del concerto mentre si suona. Era stato trasmesso in diretta da Radio 3 e quando l’ho riascoltato mi sono ricreduto... è stato eccezionale».

Gli appuntamenti del Cala Gonone Jazz Festival proseguono oggi, dalle 19, per l’ultimo dei concerti al tramonto nel cortile dell’acquario. Di scena, la performance “Cambia” di Andrea Cubeddu alla voce e alla chitarra accompagnato dalle percussioni di Rita Brancato. Ancora questa sera, un’ora più tardi, ottima occasione per ascoltare dal vivo i brani del disco “De Diora” di Francesca Corrias e i Sunflower Quartet (Sandro Mura al pianoforte e fender rhodes, Filippo Mundula al contrabbasso e Pierpaolo Frailis alla batteria).

Da domani fino al primo agosto, l’arrivo dei big, con i concerti al Teatro Comunale, tutti con inizio alle 20.30. L’apertura della serata con Daniele Sepe è stata affidata al duo blues Black Viktor & Willy Boy Taxi composto da Vittorio Pitzalis alla voce e alla chitarra e William Rossi alle armoniche e voce.

La giornata del 31 prende il via alle 11 con la partenza alla volta delle grotte del Bue Marino dove, ad attendere il pubblico nella straordinaria cornice ci sarà il trio capitanato dal cantautore Marcello Murru insieme a Alessandro Gwis al pianoforte e Riccardo Manzi alla chitarra. La sera al teatro prenderà il via con la giovanissima formazione bolognese dei Karabò 5tet prima dell’atteso set del quartetto guidato della cantante londinese Lucy Woodward con Niek de Bruijn (batteria), Udo Pannekeet (basso) e Jelle Roozenburg (chitarra). La chiusura del festival, il primo agosto inizierà come di consueto alle 11 con l’esibizione della regina del fado portoghese, Lula Pena per poi spostarsi nuovamente a teatro con l’interessante progetto di Guido Coraddu intitolato “Miele Amaro” in cui il piano solo del musicista cagliaritano farà da filo conduttore tra poesia, prosa e musica per raccontare la Sardegna con il linguaggio del jazz.

Gran finale alle 22 con il musicista e cantante Richard Bona, considerato uno dei più grandi bassisti jazz attualmente in circolazione. La superstar camerunense sarà insieme un’altra stella del jazz, questa volta del pianoforte, Alfredo Rodriguez ed ancora dal percussionista Ludwig Afonso.

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