La Nuova Sardegna

Liquida, il gioco della comunicazione tra rischi e nuove opportunità

Liquida, il gioco della comunicazione tra rischi e nuove opportunità

Al via davanti alla basilica di Saccargia la terza edizione del festival

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Da Giovanni Floris a Gherardo Colombo, da Renato Soru alle nuove evoluzioni del giornalismo made in Sardegna, dal commosso ricordo di Piero Mannironi alla forza delle parole. La terza edizione del festival Liquida si è aperta giovedì scorso, e lo ha fatto in grande stile.

L’incontro è griffato Assostampa e introdotto dal presidente dell’Associazione Celestino Tabasso. Indip e Chartabianca spiegano il loro nascere e crescere in Sardegna. Sul palco sale Bianca Mannironi, figlia di Piero Mannironi, giornalista della Nuova recentemente scomparso: legge un brano estratto dall’ultimo libro scritto dal padre, “Anime Maledette”, conquista la platea che applaude commossa.

Al calar del sole, mentre la basilica si illumina restituendo allo sguardo un fascino del tutto inedito, sul palco sale Giovanni Floris, uno dei volti più noti del giornalismo televisivo e dell’approfondimento politico. Chiare e orgogliose origini sarde. A duettare con lui, il direttore della Nuova Sardegna Antonio Di Rosa. Il rapporto fra genitori e figli, la nuova società che si raduna attorno agli anziani, lo stravolgimento portato dal Covid e un possibile nuovo inizio, lo scorrere delle generazioni e il loro ruolo sulla scena politica e sociale, indagini socio economiche, i giovani, la politica e il ricambio generazionale in politica. Floris e Di Rosa scambiano idee e punti di vista, scavando a fondo fra le pagine del libro L’Alleanza. “Le nuove generazione sono impassibili davanti al fascino di cultura e politica. Non si vedono come soggetto politico, sono singoli pronti a scappare e mettersi in salvo in ogni modo - dice Floris -. Anche in prospettiva del governo del Paese, si lascia sempre il passo ai più vecchi perché sanno fare meglio le cose. Serve un cambio di rotta? La pandemia può darci scatto per la ripartenza”. E per i ragazzi immagina “un percorso che inizia alle elementari che li avvicini alla politica. Vanno preparati, non forzati ma resi consapevoli.

Liquida è occasione di dibattito e di riflessione. “Ricordati di dimenticare” è incontro che si incentra sul dibattuto diritto all’oblio in rapporto al diritto di cronaca. Alla tavola (rotonda) siedono Renato Soru e il giornalista Vito Biolchini. Scambi, pur garbati, di sciabola e fioretto. Posizioni distanti e visioni differenti, spunti da applicare al lavorare quotidiano, allo scrivere quotidiano. Il valore delle regole e della Costituzione sono stai fulcro dell’analisi operata da Gherardo Colombo (“Anche per giocare servono le regole”) e Alessio Lasta (“La più bella Costituzione tradita. Gli italiani che resistono”), primi attori sulla scena dell’ultimo appuntamento della prima giornata moderato da Carlo Porcedda.

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