Meraviglie della cucina Japan con vista mare a Baja Sardinia

Roberto Okabe è di casa in Costa Smeralda da vent’anni e ora ha aperto il secondo Finger's dopo quello in funzione dal 2009 a Porto Cervo

Roberto Okabe è di casa in Costa Smeralda da vent’anni. E’ stato lui, all’inizio del nuovo millennio a portare in quest’angolo di Sardegna, per la prima volta nell’isola, la moda del sushi, cibo sino ad allora praticamente sconosciuto da queste parti. Un’autentica autorità visto poi il successo sempre crescente. Prima nel 2004 l’apertura con il calciatore Clareance Seedorf del Finger’s di Milano e poi lo sbarco in Sardegna proprio a Baja Sardinia prima di trasferirsi nel 2009 nell’elegante Promenade du Port aprendo il Finger’s Porto Cervo che vanta una bellissima terrazza che si affaccia sul vecchio porto regalando ai frequentatori del locale una vista suggestiva.

Ora Okabe rilancia, dal 10 luglio, infatti, ha aperto un secondo ristorante in Gallura, stavolta a Baja Sardinia: il Finger’s Beach, con i tavolini davanti al mare e la possibilità di godere di un tramonto da favola. In pratica due dei 4 locali suoi e dei suoi soci sono dunque in Sardegna. «Come molti sanno – ricorda Okabe – sono particolarmente legato alla Costa Smeralda: proprio a Baja Sardinia quindici anni fa è iniziata l'avventura sarda di Finger's. Nel 2009 ci siamo trasferiti a Porto Cervo».

Lo chef-imprenditore spiega i motivi che lo hanno spinto a questa nuova avventura sarda. «L'idea di declinare la nostra filosofia di accoglienza in uno stabilimento balneare – spiega – mi frullava in testa da qualche anno e con i miei soci ho deciso di cogliere una nuova opportunità: abbiamo fatto un investimento molto importante per creare Finger's Beach e siamo oggi molto orgogliosi di poter offrire ai nostri ospiti, in tutta sicurezza, un'esperienza in perfetto stile Finger's in una delle spiagge più rinomate della Costa».

Ma al di là della location, pur importante per chi si siede al tavolo di un ristorante, quello che piace è la cucina-fusion di Okabe. Un vero mix dove si incontrano la tradizione giapponese, quella brasiliana unite alla qualità dei prodotti e alla cultura culinaria dell’Italia. «Dalla mia città natale San Paolo – ricorda – sono andato in Giappone, la terra dei miei genitori, per imparare quella che è un’arte. Poi l’Italia è stata fondamentale, ad esempio la vicinanza al ristorante di Gualtiero Marchesi, lì ho capito che le piccole porzioni e i tanti assaggi potevano incontrare i gusti della gente, così è nato il nome Finger’s, visto che questo cibo si può anche prendere con le dita».

Lui, con i suoi piatti ha fatto scuola, anche nelle cose che sembrano semplici. Come il sushi con l’avocado e il salmone: una fusione di prodotti giapponesi e brasiliani che ormai tutti gli amanti dei “rolls” hanno imparato a gustare.

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