MARIO TOZZI
«Come fermare gli incendiari»
Mario Tozzi, volto notissimo della divulgazione scientifica in televisione, ritorna domani per raccontare ancora la sua isola in “La Sardegna, le radici della storia”, e lo fa col musicista Enzo...
3 MINUTI DI LETTURA
Mario Tozzi, volto notissimo della divulgazione scientifica in televisione, ritorna domani per raccontare ancora la sua isola in “La Sardegna, le radici della storia”, e lo fa col musicista Enzo Favata per l’anteprima di Musica sulle Bocche nello splendido scenario del tramonto (alle 19,30) della spiaggia di Cala Sarraina, nella Costa Paradiso a Vignola.
«Uno spettacolo che è un affresco inedito dell’isola – spiega Favata –. Quasi un film raccontato con le parole e i suoni, fatto di miti antichissimi e dimenticati, paesaggi ma anche ricerca scientifica, che prendono forma per far entrare lo spettatore in una geografia sepolta nella stratificazione delle ere geologiche e preistoriche. Con Mario creo sulla scena suoni di una memoria arcaica come un radiotelescopio cattura l’eco di stelle scomparse milioni di anni fa».
«La tematica procede anche verso una digressione sui i veri problemi che il pianeta sta vivendo – spiega Mario Tozzi – come le minuscole forme di vita che condizionano, da sempre, la vita dell’umanità: i virus». Tutto a partire dalla Sardegna mitica isola d’Atlante che tante volte Tozzi, anche in veste di geologo, ha raccontato con Sergio Frau. «Continua ad essere una affascinante base di partenza per descrivere un’isola meravigliosa e il suo volto» conferma Tozzi.
Una terra stupenda che anche quest’anno ha subito le ferite profonde del fuoco. «Prima di tutto eliminiamo la figura del piromane folle e parliamo di criminali del fuoco al servizio della speculazione – sottolinea convinto il geologo –. Quando ero a capo del parco dell’isola d’Elba ne beccammo uno grazie al Dna sugli inneschi creati con le sigarette. Arrivò la condanna severa e fu una lezione. La certezza di essere beccati e puniti cambiò la musica e in quegli anni gli incendi scomparvero. Questo è il primo passo. Azioni di inchiesta, controllo e intelligence. Una altra certezza è ribadire che un’area ferita dal fuoco dev’essere tutelata da qualsiasi intervento speculativo per sempre. Non per un lasso di tempo ma – insiste Tozzi –, per sempre. Poi c’è l’azione fondamentale per la lotta agli incendi: la prevenzione naturalmente. Quando arrivano i Canadair significa che la battaglia è perduta e se si chiede lo stato di calamità naturale è il segnale che si è persa tutta la guerra».
Il fuoco si combatte molto prima della stagione calda per Mario Tozzi. «Certo, con la cura del sottobosco, la creazione delle strisce tagliafuoco. Una serie di azioni di tutela che vanno fatte durante tutto l’anno, senza aspettare le temperature sempre più calde e il vento estivo. A questo va aggiunta la tecnologia più aggiornata nel monitoraggio, con i satelliti per esempio».
Ma quando la ferita è stata inferta, il danno è sotto i nostri occhi cosa ci resta da fare? «Rimboccarsi le maniche, non arrendersi e permettere al bosco di ricrescere. Evitare le specie arboree come i pini, per esempio, che creano situazioni più favorevoli al fuoco. Lavorare a un rimboschimento controllato, quindi, con gli alberi del bosco sardo – è la ricetta del ricercatore e divulgatore Tozzi – . Ma questo dramma può anche rappresentare un’occasione importante per la Sardegna. Dare l’avvio, finalmente, al parco del Gennargentu. Istituzione già finanziata e pronta da molti anni». Incendi e inondazioni, segnali del riscaldamento globale, un allarme che gli scienziati ripetono ormai da un decennio ma che sembra essere lontano per la maggioranza delle persone. Il ruolo della divulgazione e dell’arte per far capire meglio il pericolo. «È quello che tentiamo di fare anche con questi spettacoli con Enzo Favata – spiega Mario Tozzi –. Usiamo un mezzo potente, secondo noi: mischiare i generi, fare incontrare la divulgazione scientifica e quella accademica, la coscienza ambientale con l’arte, lo spettacolo, la musica. Siamo convinti che sia il modo giusto per far arrivare messaggi importanti alla gente».
«Uno spettacolo che è un affresco inedito dell’isola – spiega Favata –. Quasi un film raccontato con le parole e i suoni, fatto di miti antichissimi e dimenticati, paesaggi ma anche ricerca scientifica, che prendono forma per far entrare lo spettatore in una geografia sepolta nella stratificazione delle ere geologiche e preistoriche. Con Mario creo sulla scena suoni di una memoria arcaica come un radiotelescopio cattura l’eco di stelle scomparse milioni di anni fa».
«La tematica procede anche verso una digressione sui i veri problemi che il pianeta sta vivendo – spiega Mario Tozzi – come le minuscole forme di vita che condizionano, da sempre, la vita dell’umanità: i virus». Tutto a partire dalla Sardegna mitica isola d’Atlante che tante volte Tozzi, anche in veste di geologo, ha raccontato con Sergio Frau. «Continua ad essere una affascinante base di partenza per descrivere un’isola meravigliosa e il suo volto» conferma Tozzi.
Una terra stupenda che anche quest’anno ha subito le ferite profonde del fuoco. «Prima di tutto eliminiamo la figura del piromane folle e parliamo di criminali del fuoco al servizio della speculazione – sottolinea convinto il geologo –. Quando ero a capo del parco dell’isola d’Elba ne beccammo uno grazie al Dna sugli inneschi creati con le sigarette. Arrivò la condanna severa e fu una lezione. La certezza di essere beccati e puniti cambiò la musica e in quegli anni gli incendi scomparvero. Questo è il primo passo. Azioni di inchiesta, controllo e intelligence. Una altra certezza è ribadire che un’area ferita dal fuoco dev’essere tutelata da qualsiasi intervento speculativo per sempre. Non per un lasso di tempo ma – insiste Tozzi –, per sempre. Poi c’è l’azione fondamentale per la lotta agli incendi: la prevenzione naturalmente. Quando arrivano i Canadair significa che la battaglia è perduta e se si chiede lo stato di calamità naturale è il segnale che si è persa tutta la guerra».
Il fuoco si combatte molto prima della stagione calda per Mario Tozzi. «Certo, con la cura del sottobosco, la creazione delle strisce tagliafuoco. Una serie di azioni di tutela che vanno fatte durante tutto l’anno, senza aspettare le temperature sempre più calde e il vento estivo. A questo va aggiunta la tecnologia più aggiornata nel monitoraggio, con i satelliti per esempio».
Ma quando la ferita è stata inferta, il danno è sotto i nostri occhi cosa ci resta da fare? «Rimboccarsi le maniche, non arrendersi e permettere al bosco di ricrescere. Evitare le specie arboree come i pini, per esempio, che creano situazioni più favorevoli al fuoco. Lavorare a un rimboschimento controllato, quindi, con gli alberi del bosco sardo – è la ricetta del ricercatore e divulgatore Tozzi – . Ma questo dramma può anche rappresentare un’occasione importante per la Sardegna. Dare l’avvio, finalmente, al parco del Gennargentu. Istituzione già finanziata e pronta da molti anni». Incendi e inondazioni, segnali del riscaldamento globale, un allarme che gli scienziati ripetono ormai da un decennio ma che sembra essere lontano per la maggioranza delle persone. Il ruolo della divulgazione e dell’arte per far capire meglio il pericolo. «È quello che tentiamo di fare anche con questi spettacoli con Enzo Favata – spiega Mario Tozzi –. Usiamo un mezzo potente, secondo noi: mischiare i generi, fare incontrare la divulgazione scientifica e quella accademica, la coscienza ambientale con l’arte, lo spettacolo, la musica. Siamo convinti che sia il modo giusto per far arrivare messaggi importanti alla gente».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
