Francesca Ventriglia dal teatro al cinema con Servillo e Orlando

La prima esperienza su un set, dopo tanti anni di teatro, le vale un biglietto per il Lido. Mica male per un’attrice che trovando nel palcoscenico il posto più adatto per esprimersi non aveva mai...

La prima esperienza su un set, dopo tanti anni di teatro, le vale un biglietto per il Lido. Mica male per un’attrice che trovando nel palcoscenico il posto più adatto per esprimersi non aveva mai pensato al cinema. Francesca Ventriglia è l’unica presenza femminile in “Ariaferma”, il nuovo film di Leonardo Di Costanzo girato nell’ex carcere di San Sebastiano a Sassari e selezionato fuori concorso per la Mostra d’arte cinematografica di Venezia in programma dall’1° all’11 settembre. Per la prima mondiale in sala, insieme ai protagonisti Toni Servillo e Silvio Orlando, ci sarà anche lei che ha il ruolo della direttrice della casa circondariale dove si svolge la storia. «Un’esperienza bellissima, dal punto di vista artistico e da quello umano, con un regista straordinario e attori meravigliosi», racconta Francesca Ventriglia che con Marco Sanna è l’anima della compagnia teatrale sassarese Meridiano Zero.

Nata in Puglia, per la precisione a Foggia, dopo aver lavorato soprattutto in Toscana è approdata a Sassari dove ha fatto anche famiglia. Con la compagnia tanti spettacoli, tra scritture originali e confronto con opere immortali, senza alcuna particolare ambizione per quanto riguarda il cinema. «Da spettatrice – sottolinea – adoro guardare film, però non mi sono mai immaginata come attrice cinematografica. Non sentivo il desiderio del set, forse per la mia visione sulla purezza del teatro. Poi è arrivata questa esperienza. Conoscendo e apprezzando molto i precedenti lavori di Leonardo Di Costanzo, quando ho saputo che facevano i provini a Sassari ho deciso di tentare. Sono piaciuta subito alla casting director Alessandra Cutolo e così mi sono ritrovata sul set con Servillo e Orlando, ma anche Fabrizio Ferracane e Salvatore Striano che sono gli altri protagonisti. Pur avendo poche scene è stato bellissimo». Nomi importanti davanti alla macchina da presa, ma anche dietro. A firmare la fotografia è il grande Luca Bigazzi, collaboratore abituale di Paolo Sorrentino e collezionista di riconoscimenti. Le scenografie sono di Luca Servino, i costumi di Florence Emir, il montaggio di Carlotta Cristiani.

Il film è ambientato in un vecchio carcere, situato in una zona imprecisata del territorio italiano, che è ormai in dismissione. Per problemi burocratici i trasferimenti si bloccano e alcuni detenuti con pochi agenti rimangono in attesa di nuove destinazioni. In un’atmosfera sospesa, le regole di separazione si allentano e tra gli uomini rimasti si intravedono nuove forme di relazioni. Questa la sinossi di “Ariaferma”, nuovo lungometraggio a soggetto dell’autore campano (ma ha anche un passato da documentarista che si nota nei lavori di finzione) dopo “L’intervallo”, presentato a Venezia nel 2012 nella sezione Orizzonti e grazie al quale ha vinto il David di Donatello come miglior regista esordiente, e “L’intrusa”, passato alla Quinzaine des Réalizateurs del festival di Cannes 2017 e vincitore poi del Globo d’Oro assegnato dall’associazione stampa estera in Italia. «Un regista fantastico – evidenzia ancora Francesca Ventriglia – che ha voluto fare non un film sulle condizioni delle carceri italiani, ma sull’assurdità del carcere. Mi piace ricordare questa sua affermazione che credo dica molto dell’importanza di quest’opera. Non vedo l’ora dell’anteprima alla Mostra del cinema Venezia. E che poi esca nelle sale. Leonardo mi ha detto che gli piacerebbe presentarlo a Sassari per ringraziare la città che ha accolto la troupe per le riprese».

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