NATURA E TURISMO
Viaggio nel mondo sommerso
L’Orso diving di Poltu Quatu è per sua stessa natura una manifesto ambientalista. Fra le attività più importanti del centro guidato da Corrado Azzali c’è la suggestiva escursione giornaliera al...
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L’Orso diving di Poltu Quatu è per sua stessa natura una manifesto ambientalista. Fra le attività più importanti del centro guidato da Corrado Azzali c’è la suggestiva escursione giornaliera al Canyon di Caprera. Un viaggio che consente ai partecipanti di ammirare da vicino le evoluzioni straordinarie di cetacei, come delfini e balenottere, e ancora stenelle, tartarughe marine e altri straordinari esemplari di fauna marina che incrociano quella rotta.
Altra attività di punta è quella delle immersioni con le bombole, con l’accompagnamento degli istruttori del diving, in un’attività specialistica che riserva sempre belle emozioni, come la visita ai relitti che a decine popolano i fondali di quei mari, teatro anche nella seconda guerra mondiale di furiosi combattimenti (per ogni informazione sulle attività tel.3480641825 e info@orsodiving.com) .
Queste attività possono però anche trasformarsi da “routine” di un bell’appuntamento a contatto con il mare, in una vera e propria avventura. Come è successo due giorni fa. «Una delle nostre barche si stava recando a Caprera per fare immersioni – dice Corrado Azzali – quando il comandante Checco Boi ha avvistato nelle vicinanze dell’isolotto della Pecora due grandi tartarughe caretta caretta in superfice che sembravano in difficoltà. Le due tartarughe sono state avvicinate da due nostri istruttori, Manuel Molinari e il francese Greg Astier Damour, per verificare il problema accorgendosi subito che erano in grande difficoltà per via di una lenza, probabilmente di palamite, che le legavano insieme». «I ragazzi – prosegue Azzali – le hanno prontamente liberate togliendo anche un grosso amo dalla base di una pinna anteriore di una delle due. Appena liberate le tartarughe si sono immerse felici per la liberta riavuta». In effetti i due rettili hanno corso un grande rischio a causa del grosso traffico di mezzi nautici: il passaggio di un imbarcazione avrebbe potuto travolgerle e ucciderle. Una grande soddisfazione per gli uomini dell’Orso diving che sono stati protagonisti di un altro spettacolare salvataggio nel 2017 di una balenottera comune nel canyon di Caprera. Durante una delle escursioni “Whale watching” il cetaceo è stato avvistato in grossa difficoltà. Rischiava di morire per colpa di un enorme palamite d’altura derivante che gli impediva d’immergersi. Tolto il laccio, la balenottera è tornata libera nelle splendide acque dell’Arcipelago.
Altra attività di punta è quella delle immersioni con le bombole, con l’accompagnamento degli istruttori del diving, in un’attività specialistica che riserva sempre belle emozioni, come la visita ai relitti che a decine popolano i fondali di quei mari, teatro anche nella seconda guerra mondiale di furiosi combattimenti (per ogni informazione sulle attività tel.3480641825 e info@orsodiving.com) .
Queste attività possono però anche trasformarsi da “routine” di un bell’appuntamento a contatto con il mare, in una vera e propria avventura. Come è successo due giorni fa. «Una delle nostre barche si stava recando a Caprera per fare immersioni – dice Corrado Azzali – quando il comandante Checco Boi ha avvistato nelle vicinanze dell’isolotto della Pecora due grandi tartarughe caretta caretta in superfice che sembravano in difficoltà. Le due tartarughe sono state avvicinate da due nostri istruttori, Manuel Molinari e il francese Greg Astier Damour, per verificare il problema accorgendosi subito che erano in grande difficoltà per via di una lenza, probabilmente di palamite, che le legavano insieme». «I ragazzi – prosegue Azzali – le hanno prontamente liberate togliendo anche un grosso amo dalla base di una pinna anteriore di una delle due. Appena liberate le tartarughe si sono immerse felici per la liberta riavuta». In effetti i due rettili hanno corso un grande rischio a causa del grosso traffico di mezzi nautici: il passaggio di un imbarcazione avrebbe potuto travolgerle e ucciderle. Una grande soddisfazione per gli uomini dell’Orso diving che sono stati protagonisti di un altro spettacolare salvataggio nel 2017 di una balenottera comune nel canyon di Caprera. Durante una delle escursioni “Whale watching” il cetaceo è stato avvistato in grossa difficoltà. Rischiava di morire per colpa di un enorme palamite d’altura derivante che gli impediva d’immergersi. Tolto il laccio, la balenottera è tornata libera nelle splendide acque dell’Arcipelago.
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