Bennato: «Io e il mio blues»
Grande ritorno a Rocce rosse blues per il cantautore
Che Rocce rosse blues sarebbe senza l’anima blues del cantautore italiano Edoardo Bennato? Se lo sono chiesti anche gli organizzatori della kermesse ogliastrina e la risposta non poteva essere una: la presenza del musicista partenopeo dalla lunghissima carriera sul palco di piazza Barigau ad Ulassai per celebrare nel migliore dei modi la trentesima edizione della rassegna musicale. Concerto ad altissimo contenuto di blues quello che Bennato porta in scena nel piccolo borgo ai piedi dei Tacchi d’Ogliastra.
Rieccoci qua. Stessa organizzazione, diversa location. Cosa la lega a questo festival?
«Il festival Rocce rosse blues è sicuramente uno delle più prestigiose manifestazioni in Italia, inoltre si svolge in Sardegna ed è un valore aggiunto. Fu in una edizione di questo festival che, incontrando per la seconda volta, un mito assoluto del blues, BB.King, ebbi da lui la “patente” per suonare il blues, per me fu un grande onore».
“Il gatto e la volpe”, una delle sue canzoni più conosciute, ha fatto da colonna sonora al film d’animazione “Luca”, riportandola in auge soprattutto tra i giovanissimi. Che consiglio a chi tra loro – e sono tanti – aspira a recitare un ruolo da protagonista nel mondo dello spettacolo?
«Il regista del film Enrico Casarosa vive da oltre 25 anni in America ma da ragazzino aveva ascoltato “Il gatto e la volpe” e, bontà sua, lo ha inserito nel film d’animazione prodotto dalla Pi-xar-Disney “Luca”, un colpo di fortuna di cui gli sono molto grato. Spesso i ragazzi mi chiedono cosa si deve fare per realizzare i propri progetti o sogni in campo artistico. Ovviamente non ho ricette da dare, l'unica cosa che mi sento di consigliare è esibirsi il più possibile dinanzi a un pubblico, sia per affinare le proprie capacità che per testare il gradimento e, soprattutto, non farsi mai cadere le braccia. Mai!».
“Non c’è”, ultimo progetto discografico, tra nuovi arrangiamenti e brani inediti ripercorre il suo lunghissimo percorso artistico. È già tempo di bilanci?
«Non direi tempo di bilanci, ha invece più a che fare con la voglia di continuare a fare musica, con la convinzione di avere ancora qualcosa da dire. Se avessi la percezione di non avere più nulla da dire, sicuramente smetterei, come mi disse una volta Fabrizio De André di cui ero molto amico, un suo consiglio, che ho fatto mio».
Canzone d’autore e pubblico giovanile, rapporto da rafforzare? E come?
«Il mondo giovanile va per conto suo ed è inutile inseguire linguaggi che non mi appartengono, se le mie canzonette possono essere interessanti e piacere, bene. Altrimenti me ne farò una ragione. Per fortuna ai miei concerti vengono anche molti giovani. Quindi, va bene così!».
Che le sue “canzonette” siano di straordinaria attualità è un dato di fatto: nell’Italia dei nostri giorni imperversano in abbondanza i personaggi che hanno reso celebri i suoi brani. Ancora ci sono i gatti e le volpi, i Mangiafuoco, i grilli parlanti e le fate di collodiana memoria. Parodie in musica e versi di certe tipologie umane, dai furbetti ai potenti di turno, che verranno riproposte alla platea di Rocce rosse perché nel concerto di stasera è prevista più di un’ incursione nei classici del suo vastissimo repertorio. Tuttavia ci sarà spazio soprattutto per il blues con le innumerevoli declinazioni di un genere musicale che tanto ha influenzato la sua lunghissima produzione artistica che ha preso il via nel lontano 1973 con il suo album di debutto, “Non farti cadere le braccia”.
Spazio dunque ai suoi brani più celebri nonché ad una selezione di nuove canzoni tratte dall’ultimo album “Non c’è”. Due, densissime ore di musica, video coinvolgenti e di interazione con il pubblico per uno spettacolo – assicurano dall’organizzazione diretta dal patron Tito Loi – da vivere dall’inizio alla fine per un’esperienza emozionale con brani e melodie che sono entrati a far parte del nostro immaginario collettivo a cui sarà difficile resistere, e per ritrovare, attraverso il potere della musica, vibrazioni ed emozioni che fanno bene all’anima.
Ad affiancare il cantastorie che da quarant’anni immortala con le sue canzoni il mondo di ieri e i oggi, fatto di buoni e cattivi, sbeffeggiando i potenti e inneggiando alla forza umana della gente, sul palco, ancora una volta, la BeBand, la formazione storica che lo segue da anni, composta da Giuseppe Scarpato (chitarre), Raffaele Lopez (tastiere), Gennaro Porcelli (chitarre), Arduino Lopez (basso) e Roberto Perrone (batteria).
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