Un filo tra musica e poesia con le canzoni di De Gregori

«Ho cominciato così, voce e chitarra, in anni in cui molti di voi non erano ancora nati». Francesco De Gregori ritorna sul palco dal vivo, col desiderio più volte espresso di ritrovare il contatto...

«Ho cominciato così, voce e chitarra, in anni in cui molti di voi non erano ancora nati». Francesco De Gregori ritorna sul palco dal vivo, col desiderio più volte espresso di ritrovare il contatto col pubblico dopo un anno di stop, e lo fa alla grande. Ieri nell’arena del Campo Rugby Maria Pia di Alghero ha ricucito il filo di mezzo secolo di carriera, dall’album d’esordio “Theorius Campus” (1972) fino all’omaggio ( “Amore e furto”) al vate Bob Dylan del 2015. Decine di album (21 in studio, 15 dal vivo e 12 raccolte) che rimangono un monumento al cantaurato italiano.

Il live ad Alghero è stato definito perfettamente e senza fraintendimenti dal titolo: “The greatest Hits”. Grandi titoli in scaletta da “L’uccisione di Babbo Natale” a “Scacchi e tarocchi”, passando ovviamente per le pietre miliari degli anni Settanta: “Rimmel”, “Pablo”, “Niente da capire”, “Buonanotte fiorellino”, “Atlantide” e “Generale”. Pezzi della storia musicale italiana dove il cantautore romano ha espresso con grande successo le sue alte qualità di narratore.

Decennio chiuso nel 1979 con “Viva l’Italia” e “Banana Republic” con Lucio Dalla. Brani freschissimi che, come tutti i capolavori, mantengo intatta tutta la loro poesia. Il filo è stato ricucito e intessuto anche attraverso le generazioni: sugli spalti molti giovani e giovanissimi insieme ai tanti capelli grigi. La testimonianza tangibile che la musica e le parole di Francesco De Gregori vanno molto oltre l’età anagrafica e il segno della sensibilità che ha permesso a De Gregori di mutare il suo racconto di un mondo che in questo mezzo secolo è profondamente cambiato.

Sul palco ad accompagnare il cantautore romano la “De Gregori & Band Live – The Greatest Hits”con Guido Guglielminetti (basso e contrabasso), Carlo Gaudiello (tastiere), Paolo Giovenchi (chitarre), Alessandro Valle (pedal steel guitar e mandolino), Primiano Di Biase (hammond) e Simone Talone (percussioni). Ensemble notevole per capacità espressiva “da palco” ma con la sensibilità nel lasciare intatti momenti poetici più intimi. Nessuno spazio, invece, alle polemiche sul concerto-rave improvvisato da Salmo a Olbia per ferragosto. Polemiche che hanno diviso il mondo degli artisti, e su cui Francesco De Gregori si era espresso in maniera chiara il giorno dopo l’evento sulla sua pagina fecebook: «Io sono comunque grato a Salmo per aver richiamato l’attenzione sul fatto che per una partita di calcio si possa stare in 15 mila in uno stadio mentre per i concerti all’aperto c’è un limite di mille persone sedute e distanziate». Stasera, sempre a Maria Pia, secondo appuntamento con le canzoni di De Gregori.

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