Martone entusiasma Venezia
Il regista napoletano conquista il Lido con "Qui rido io". Interpretazione magistrale di Servillo
Mario Martone conquista il Lido di Venezia. Il suo Eduardo Scarpetta interpretato da uno straordinario - ma dove sta la novità - Toni Servillo mette d’accordo stampa e pubblico. Con “Qui rido io”, che sarà in sala da domani, Martone - al suo sesto film in undici anni, tutti in concorso alla Mostra - riesce a fare una magnifico affresco sulla vita del grande attore e commediografo napoletano. Una vita in cui pubblico e privato, palcoscenico e quotidianità si fondono. Scarpetta, re del botteghino della Napoli dei primi del Novecento, è a capo di una tribù familiare con mogli, compagne, amanti, figli e figliastri - tra cui Titina, Eduardo e Peppino De Filippo che non riconoscerà mai -, tutti uniti sotto lo stesso tetto e tutti a loro volta attori e commediografi. «Una figura quasi mitologica, la sua – dice il regista –. Con Ippolita Di Majo ho pensato che fosse arrivato il momento di raccontare il mistero di questa famiglia tribù straordinaria, guidata da un genio del teatro, patriarca amorale, spinto da una forte rivalsa sociale, che lo porta addirittura a fare scrivere sul muro della villa costruita con i tanti soldi guadagnati: “qui rido io”. Scarpetta fa figli con la moglie, con la sorella della moglie, con la nipote. Ma fa studiare tutti i figli e tutti diventano attori. E che attori». Tra loro appunto i fratelli De Filippo. «Lui non li riconoscerà mai, non avranno mai la sua eredità, ma trasmetterà loro questo seme potentissimo della genialità. Eduardo non ha mai voluto parlare di Scarpetta come padre, solo come artista. Peppino invece detestava il padre, scrisse anche un libro molto duro. Ma possiamo dire che Peppino non sarebbe mai stato quel grande attore che è stato senza il padre».
Romanzo corale
A prestare il volto a Scarpetta è Toni Servillo, presente alla Mostra con altri due film, “È stata la mano di Dio” di Paolo Sorrentino, in concorso, e “Ariaferma” di Leonardo Di Costanzo, girato nell’ex carcere di Sassari, fuori concorso. «Ho immaginato Scarpetta come un animale – racconta l’attore –. Gli animali predano e tracciano i contorni di un confine entro cui fare la caccia. Le sue prede erano le donne, il teatro, i testi, le città. In Scarpetta c’è uno scambio straordinario tra vita e palcoscenico. Si mischiano le tende dei salotti con le quinte del palcoscenico. Lui ci dimostra quanto la vita è teatro e quanto teatro ci sta nella vita. Nel film coincidono nascite e debutti, successi e insuccessi, entusiasmi e delusioni, invidie e ammirazioni. Come in un grande prisma qual è il flusso della vita. Perché Scarpetta è un attore che celebra la vita». Un attore che, al culmine del successo, decide di portare in scena la parodia di un’opera di Gabriele D’Annunzio, “La figlia di Iorio”, ma la sera della prima la nuova generazione di poeti e drammaturghi lo contesta con urla e fischi e lo stesso Vate lo porterà in tribunale con l’accusa di plagio in quella che sarà la prima causa in Italia sul diritto d’autore. «Scarpetta pcca di ubris – spiega Martone –. Vuole la gloria con il più grande poeta d’Italia. Lì inizia la sua incrinatura». Il film è un romanzo corale che vede in scena tanti altri protagonisti, dalla moglie Rosa - un’impeccabile Maria Nazionale - alla di lei nipote Luisa, da cui avrà i tre fratelli De Filippo a cui presta il volto Cristian Dell’Anna. Nel cast anche Iaia Forte, Antonia Truppo, Gianfelice Imparato, Lino Musella ed Eduardo Scarpetta, pronipote e omonimo del grande commediografo, che nel film interpreta il giovane Vincenzo, nella realtà il nonno che non ha mai conosciuto.
Oggi Mainetti e Curtis
Oggi al Lido sarà il turno di un altro film italiano in concorso, l’attesissimo “Freaks out”, che segna il ritorno dietro la macchina da presa di Gabriele Mainetti, a sei anni da “Lo chiamavano Jeeg robot”. I protagonisti sono Claudio Santamaria e Pietro Castellitto. Ma la giornata di oggi sarà anche quella della consegna del Leone d’oro alla carriera a Jamie Lee Curtis, che presenterà al Lido fuori concorso “Halloween kills”.
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