Grazia Di Michele: «Canto le parole di Marisa»

La cantante parla del concerto di San Teodoro dedicato alla Sannia e alla Sardegna

L’anima di Grazia Di Michele è errante, affamata di emozioni, compulsivamente dedita alla poesia. Lo si capisce dalla sua storia artistica, dalla moltitudine di interessi creativi, dalle frequentazioni musicali, dai progetti sempre nuovi, dalle idee folgoranti che non la fanno mai stare ferma. E ogni volta il risultato è tutt’altro che deludente. Per lei e per l’affezionato pubblico che la segue dai tempi di Sanremo.

In Sardegna terra che, afferma la cantautrice romana, ama alla follia da una vita e che continua a scoprire, è arrivata per rendere omaggio a una collega isolana, Marisa Sannia, con il concerto “Poesie di carta” in programma a San Teodoro nell’ambito della rassegna “Musica dalle Finis Terrae”.

«Questa artista l’ho riscoperta quasi casualmente, invitata a cantare poesie di Garcìa Lorca in una mostra nel Nord Italia a lui dedicata – racconta –. Quando ho detto che mi sarei cimentata nel tradurre in musica quei favolosi versi l’organizzatore mi ha detto che era già stato fatto, bastava fare riferimento all’album “Rosa de papel” di Marisa Sannia, pubblicato dopo la sua morte nel 2008. L’ho ascoltato e sono entrata in fissazione, era un capolavoro. Così ho contattato il marito che a sua volta mi ha fatto conoscere Marco Piras, storico arrangiatore dei pezzi di Marisa. Insieme abbiamo deciso di realizzare questo progetto e lo presenteremo per la prima volta nella sua terra, davanti ai sardi che ora so quanto siano orgogliosi di lei e del suo lavoro sui poeti sardi».

E non a caso c’è tanta Sardegna anche nella scaletta del concerto, a partire da una particolare attenzione alla limba, nella riproposizione dell’intenso ed emozionante motivo poetico che è “Melagranada” di Ciccittu Masala, e nelle rime trascinanti di “Duas e tres” scritto dalla Sannia per l’album “Nanas e Janas”. «Tra noi c’era qualche affinità – dice l’autrice di “Le donne di Gauguin” –, la vedevo così altera e coerente, raffinata ed elegante. A un certo punto ho iniziato a scoprire la parte di cantautrice che mi era sfuggita, e poi sono rimasta folgorata dalla sua maestria nel musicare la poesia. Dentro c’è una cura, un amore, un rispetto delle parole, dei suoni e dei mondi poetici a cui si è approcciata, incredibile. È giusto che chi la ricorda per Sanremo la riascolti e ne riscopra questi meravigliosi aspetti quasi inediti, proprio come ho fatto io».

Ed è una vera e propria missione, per Grazia Di Michele, scoprire talenti vecchi e nuovi nel campo cantautoriale. Assieme alle colleghe Rossana Casale e Mariella Nava portano in giro in tutta Italia il progetto “Cantautrici”, concerti nei quali si esibiscono con giovani artiste (per ora 22) che incoraggiano a proseguire nel loro percorso. «Soprattutto ora che gira certa musica...». Cioè? «Non c’è cura per la parola, i testi sono superficiali, i contenuti inquietanti». Anche le donne non ne escono tanto bene. Non a caso per l’8 marzo 2021 Grazia Di Michele, Rossana Casale e Mariella Nava hanno presentato il brano dal titolo “Anime di vetro”: «C’è ancora tanto da fare, in Afghanistan ma anche da noi, dove ogni giorno viene uccisa una donna per odio, per paura, per motivi culturali che bisogna sradicare nelle scuole, in famiglia, il più presto possibile».

Intanto Di Michele rende omaggio a Marisa Sannia, una collega che come lei sapeva maneggiare le parole e alla Sardegna: «Dopo aver amato il suo mare ho imparato a conoscere quest’isola per la sua carica spirituale, per l’energia che sprigiona. Non potrò mai dimenticare l’amicizia con Pinuccio Sciola, un uomo che ha avuto il coraggio di far suonare le pietre. Le passeggiate con lui nella natura mi hanno messo in contatto con la parte più profonda di me. Ed è tutt’oggi un regalo tra i più preziosi che abbia mai ricevuto».
 

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