La Nuova Sardegna

Marina Addis Saba, vita di ricerca e impegno

di Fabio Canessa
Marina Addis Saba, vita di ricerca e impegno

La storica sassarese si è spenta a 91 anni. Studi tra fascismo, Resistenza e la condizione femminile in diverse epoche

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I Littoriali della cultura, le donne della Resistenza, le biografie di grandi personaggi come Emilio Lussu, Anna Kuliscioff e dell’amico Enrico Berlinguer. Sono i temi principali trattati da Marina Addis Saba nella sua bibliografia, importante lascito della storica sassarese scomparsa all’età di 91 anni. Una ricca produzione che testimonia la sua vita dedicata alla ricerca. Allo studio del recente passato portato avanti con un forte spirito critico e un’ottica femminile.

Laureata in Lettere moderne a Roma, anche dopo il rientro in Sardegna e l’inizio della sua attività di studiosa e scrittrice (a spingerla in questa direzione l’intellettuale Antonio Pigliaru) ha sempre avuto uno sguardo aperto oltre l’isola e distante da un certo provincialismo del quale non si faceva problemi ad accusare bonariamente alcuni suoi colleghi sardi. Non a caso ha rivolto le sue attenzioni soprattutto a ricerche non strettamente legate a vicende isolane e pubblicato spesso con editori nazionali. E forse, anche per questo, non è mai stata considerata abbastanza in Sardegna come avrebbe meritato per i suoi scritti. I suoi primi saggi riguardano il dibattito sul Fascismo e risulta di particolare interesse il suo volume d’esordio, “Gioventù italiana del Littorio. La stampa dei giovani nella guerra fascista” pubblicato nel 1973 da Feltrinelli. Dallo studio del regime e dal suo impegno femminista è spinta nel corso degli anni a specializzarsi in storia delle donne. Il suo contributo negli Women’s Studies, approfonditi anche nelle università di Madrid e Parigi come visiting professor, risulta fondamentale con libri come “La Corporazione delle donne: ricerche e studi sui modelli femminili nel ventennio” (Vallecchi, 1988); “Anna Kuliscioff. Vita privata e passione politica” (Mondadori, 1993) per il quale riceve anche il premio Tobagi; “Partigiane” (Mursia, 1998) che ricostruisce la partecipazione delle donne alla lotta di Liberazione; “La scelta” (Editori Riuniti, 2005) nel quale racconta anche storie di ragazze dell’epoca che si arruolarono come ausiliarie nella Repubblica di Salò. Di sicuro Marina Addis Saba, solo tredicenne al momento dell’armistizio e in Sardegna dove non ci fu Resistenza, avrebbe saputo subito da che parte stare. Il suo antifascismo sin da bambina lo descrive nel piccolo volume autobiografico “Non recidere forbice quel volto” (Doramarkus, 2004) dove trova spazio anche un ricordo di Enrico Berlinguer al quale ha poi dedicato “Berlinguer non era triste” (Alberti, 2013): ritratto inedito del grande leader dall’infanzia vissuta sotto il Regime alla dura vita a Botteghe Oscure, passando per le vacanze estive a Stintino. L’ultima pubblicazione della professoressa (docente di Storia contemporanea all’università di Sassari) animata sino all’ultimo dalla passione per la ricerca e la scrittura.

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