Ballate assassine nei disegni di Daniele Serra
di Fabio Canessa
È appena uscito “Murder Ballads” (Mondadori), volume di racconti noir realizzato con i testi di Micol Arianna Beltramini
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La cronaca nera raccontata in musica, vicende efferate diventate d’ispirazione per note e versi capaci di eternarne la memoria. Dal Medioevo a Nick Cave che ha reso contemporanee queste particolari canzoni narrative con un album di grande successo. Esattamente venticinque anni dopo la sua pubblicazione, era infatti in 1996, la scrittrice-sceneggiatrice Micol Arianna Beltramini e il disegnatore Daniele Serra portano la tradizione delle ballate assassine in un fumetto con lo stesso titolo di quel disco: “Murder Ballads”, appena uscito per Mondadori Oscar Ink e presentato nei giorni scorsi dagli autori in Sardegna con un tour in diverse librerie dell’isola. Il volume raccoglie cinque storie di circa trentacinque tavole ciascuna con la particolarità grafica di essere illustrate con stili diversi. «È stata una bella sfida» sottolinea il disegnatore cagliaritano che ha da poco vinto, per la terza volta negli ultimi dieci anni, il prestigioso British Fantasy Award come miglior artista.
Apprezzatissimo illustratore all’estero, con la realizzazione di numerose copertine di libri e riviste, in Italia non ha finora pubblicato molto (come fumettista da ricordare “Carne”, adattamento di un romanzo di Marcello Fois, e “Fidati è amore”, su testi di Joe R. Lansdale). Qualche anno fa l’incontro con Micol Arianna Beltramini, anche lei nata a Cagliari ma cresciuta a Milano, per lavorare insieme a una breve storia a fumetti inserita nel quarto volume della miniserie “Il Corvo – Memento Mori”. Non passa molto tempo da questa pubblicazione e i due tornano a collaborare su proposta diretta di Serra. «Avevo da parte dei disegni a matita, in particolare di alberi, fatti per me con il bisogno di sperimentare un po’ staccandomi dal mio lavoro principale di illustratore su commissione. Così le ho chiesto se, partendo da quei disegni, poteva scrivere a una storia di trenta pagine con queste caratteristiche: dark, romantica e possibilmente ambientata in un bosco». Micol Arianna Beltramini risponde al disegnatore attingendo alla sua passione per le ballate che raccontano fatti di cronaca particolarmente cruenti. «La prima cosa che mi è venuta in mente – spiega la sceneggiatrice – è stata la fiaba di Hansel e Gretel che trae ispirazione da una ballata. Così è nata “Bambini nel bosco”, la storia iniziale che poi ci ha spinto a realizzarne altre due per proporre a un editore di farne un libro. Quando Mondadori ha accettato di pubblicarlo ci ha chiesto di arrivare a cinque e ovviamente siamo stati contenti di farlo».
La seconda storia, intitolata, “Giù al fiume”, racconta di ragazze massacrate dai loro seduttori che non volendo sposarle decidono di sbarazzarsi dei loro corpi. La terza, “E poi non rimase nessuno”, è la trasposizione di un massacro di famiglia avvenuto nel 1929: Charles Lawson, padre di sei figli, porta la sua famiglia in città a comprare vestiti nuovi e a fare una foto. Il giorno di Natale li uccide tutti tranne uno, assentatosi per una commissione, e poi si spara. La quarta, “Brigantesse si muore”, affronta il tema del brigantaggio in Italia dal punto di vista delle donne: libere, indomabili, capaci di atti di amore e di vendetta atroci. La quinta, “Solo un giorno come le rose”, reinterpreta “La canzone di Marinella” di Fabrizio De André.
Apprezzatissimo illustratore all’estero, con la realizzazione di numerose copertine di libri e riviste, in Italia non ha finora pubblicato molto (come fumettista da ricordare “Carne”, adattamento di un romanzo di Marcello Fois, e “Fidati è amore”, su testi di Joe R. Lansdale). Qualche anno fa l’incontro con Micol Arianna Beltramini, anche lei nata a Cagliari ma cresciuta a Milano, per lavorare insieme a una breve storia a fumetti inserita nel quarto volume della miniserie “Il Corvo – Memento Mori”. Non passa molto tempo da questa pubblicazione e i due tornano a collaborare su proposta diretta di Serra. «Avevo da parte dei disegni a matita, in particolare di alberi, fatti per me con il bisogno di sperimentare un po’ staccandomi dal mio lavoro principale di illustratore su commissione. Così le ho chiesto se, partendo da quei disegni, poteva scrivere a una storia di trenta pagine con queste caratteristiche: dark, romantica e possibilmente ambientata in un bosco». Micol Arianna Beltramini risponde al disegnatore attingendo alla sua passione per le ballate che raccontano fatti di cronaca particolarmente cruenti. «La prima cosa che mi è venuta in mente – spiega la sceneggiatrice – è stata la fiaba di Hansel e Gretel che trae ispirazione da una ballata. Così è nata “Bambini nel bosco”, la storia iniziale che poi ci ha spinto a realizzarne altre due per proporre a un editore di farne un libro. Quando Mondadori ha accettato di pubblicarlo ci ha chiesto di arrivare a cinque e ovviamente siamo stati contenti di farlo».
La seconda storia, intitolata, “Giù al fiume”, racconta di ragazze massacrate dai loro seduttori che non volendo sposarle decidono di sbarazzarsi dei loro corpi. La terza, “E poi non rimase nessuno”, è la trasposizione di un massacro di famiglia avvenuto nel 1929: Charles Lawson, padre di sei figli, porta la sua famiglia in città a comprare vestiti nuovi e a fare una foto. Il giorno di Natale li uccide tutti tranne uno, assentatosi per una commissione, e poi si spara. La quarta, “Brigantesse si muore”, affronta il tema del brigantaggio in Italia dal punto di vista delle donne: libere, indomabili, capaci di atti di amore e di vendetta atroci. La quinta, “Solo un giorno come le rose”, reinterpreta “La canzone di Marinella” di Fabrizio De André.
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