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Il lavoro senza più diritti, l’esercito dei nuovi schiavi

Il lavoro senza più diritti, l’esercito dei nuovi schiavi

“L’ultimo miglio” di Angelo Mastrandrea, inchiesta sul mondo della logistica  e dell’e-commerce in Italia, tra sfruttamento e criminalità organizzata

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«I rider sono diventati un perno fondamentale dell’architettura del capitalismo digitale. Se svanissero da un giorno all’altro le piattaforme del delivery scomparirebbero con loro. Eppure sono l’ultimo anello di una catena che prevede profitti alle stelle al suo vertice e salari da fame alla base, zero fatica all’apice e tutti i rischi scaricati in basso». Così in “Vite da rider”, uno dei cinque capitoli di cui si compone il libro “L’ultimo miglio” (167 pagine, 14 euro) saggio-inchiesta di Angelo Mastrandrea – giornalista per il manifesto e per Internazionale – da poco arrivato in libreria per Manni Editori.

Il libro è, come recita il sottotitolo, un «viaggio nel mondo della logistica e dell’e-commerce in Italia, tra Amazon, rider, portacontainer, magazzinieri e criminalità organizzata». Un universo in rapidissima espansione di cui Mastrandrea ricostruisce, con dovizia di dati e con uno straordinario campionario di storie, i tratti peculiari. Ci sono i rider, per il quali «la catena di montaggio è stata rimpiazzata da una totale deregulation» e il «rapporto di lavoro è con un’app che assegna ordini e assegna compensi e declassamenti su base individuale», con «l’algoritmo che ha preso il posto dei vecchi caporali». Ma c’è anche Amazon, con i suoi due siti italiani di Passo Corese e di Castel San Giovanni, dove sono applicate le regole standard del gruppo già denunciate in Usa da un’inchiesta del New York Times: «Turni sfiancanti, impiegati costretti a mandare email anche in orari notturni o obbligati a fare la spia sulle performance dei colleghi, donne incoraggiate a migliorare le proprie prestazioni anche quando malate di cancro, con gli Amazon Warriors, reclutati dall’azienda tra veterani dell’esercito, che garantiscono ordine e disciplina». E ci sono, ancora, i magazzinieri 4.0 di Stradella, la cittadina non molto distante dalla quale sorge il più grande hub italiano per la distribuzione di libri. «I numeri di questa Città del libro sono impressionanti. Ogni anno vi entrano ed escono 90 milioni di volumi», scrive Mastrandrea. Tra picker, gli addetti alla preparazione degli ordini, e facchini che movimentano enormi masse di pagine scritte, i dipendenti sono «costretti a rincorrere se stessi e a superarsi, senza che ci sia nemmeno un Gianmaria Volonté a ricordargli che non sempre la classe operaia va in paradiso».

Inferno più che paradiso. Ma un inferno dove nascono anche forme organizzate di resistenza, come quella messa in atto dai trasportatori di frutta della Geotrans in Sicilia contro la mafia, che anche sulla logistica allunga i tentacoli, specialmente nel trasporto di merci via mare. Mastrandrea lo racconta nel capitolo finale del suo libro, “Le crociere dei rifiuti”: trafficanti internazionali di materiali inquinanti, ma anche di droga e di armi, che godono di insospettabili coperture in un intreccio di traffici malavitosi che ha nei porti del Mediterraneo alcuni dei suoi snodi principali. Spesso tollerata o manipolata da chi dovrebbe contrastarla, la criminalità organizzata – il libro di Mastrandrea lo mostra attraverso l’evidenza dei fatti – si inserisce in un contesto di rapporti di lavoro ai limiti dello schiavismo, senza più garanzie e diritti.

Una realtà, quella descritta da “L’ultimo miglio”, rispetto alla quale l’indignazione non basta. Servono analisi e forme di mobilitazione adeguate alle forme nuove assunte dal rapporto tra capitale e lavoro.

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