Immagini di Sardegna, lo sguardo esterno
di Costantino Cossu
Domani a Cagliari si inaugura una rassegna di opere inedite del fotografo Paolo Ventura frutto di una residenza nell’isola
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“Viaggio in Sardegna: lo sguardo esterno” è il nuovo progetto espositivo della Fondazione di Sardegna: un viaggio nelle suggestioni dell’isola, declinato nel tempo attraverso la fotografia e le arti figurative. La mostra sarà inaugurata domani 18 dicembre, alle 19, nelle sale della sede della Fondazione di Sardegna a Cagliari.
La sezione fotografia, a cura di Marco Delogu, vedrà l’esposizione di una nuova produzione della Fondazione di Sardegna: un corpus di opere inedite di Paolo Ventura, fotografo milanese, classe 1968, nato da un’esperienza di residenza in Sardegna. Grazie alla collaborazione con Casa Falconieri, la sezione sarà integrata dal dialogo delle opere di Ventura con una selezione di scatti del primo Novecento di August Sander e Vittorio Alinari. «Il processo di osmosi tra passato e presente – spiega il curatore Marco Delogu – è reso possibile dal percorso artistico di Ventura, che si modella su orizzonti diacronici: il tempo definisce i diversi passaggi/segni sui territori che, nelle opere del fotografo milanese, si spogliano delle congiunture per rievocare architetture metafisiche alla De Chirico: un processo creativo che mescola fotografie, scenografie, sfondi, elementi umani». «Paolo Ventura – dice ancora Delogu – arriva in un’isola fuori dal Grand Tour, che ha accolto scrittori e artisti che l’hanno ritratta in profondità, senza cognizione del tempo e ci lascia visioni completamente personali, frutto di stratificazioni di immagini e segni». Sara interessante vedere che cosa rimane della prima visione della Sardegna di Ventura e come questa quarta “Commissione Sardegna” della Fondazione si rapporta alle precedenti (nel 2017 dello stesso Marco Delogu, nel 2018 del sudafricano Guy Tillim e nel 2019 di Pino Musi (nel 2020, per il Covid, il progetto era stato sospeso). «Ogni anno – aggiunge Delogu – un fotografo arriva in Sardegna senza spogliarsi della sua identità, prova a ragionare su ciò che lui ha vissuto e vive e su come la Sardegna glielo restituisce. Ventura trova se stesso dentro prospettive rielaborate, cieli bianchi, nessun folklore, il tempo è cancellato. Nessuno saprebbe datare questo lavoro, ma sappiamo che passeremo molto tempo davanti alle visioni del suo passaggio».
C’è poi la sezione arti figurative curata da Maria Paola Dettori, che si propone di mettere insieme e confrontare le rappresentazioni dell’isola tra Otto e Novecento, eseguite da alcuni degli artisti che la visitarono, sia italiani che stranieri: al piemontese Bartolomeo Giuliano e al francese Gaston Vuillier dobbiamo le immagini del XIX secolo, mentre l’argentino Héctor Nava, il toscano Uberto Bonetti e il lombardo Giulio Cisari racconteranno il primo Novecento, tra persistenze e cambiamento. La mostra sarà accompagnata dalla pubblicazione di un volume edito da Punctum Press, che includerà i testi dei due curatori e i racconti inediti della scrittrice Paola Soriga e del Premio Strega 2018 Helena Janeczek. Le due autrici saranno presenti all’inaugurazione della mostra insieme con Paolo Ventura. «Soltanto dopo che è stato saziato l’interesse per le rovine classiche di Roma o dei dintorni di Napoli – commenta la curatrice Maria Paola Dettori – la Sardegna comincia a essere inclusa tra le destinazioni per le quali vale la pena sobbarcarsi un viaggio scomodissimo. Alla base di tale tardivo inserimento è un profondo mutamento nel modo di guardare il mondo. Perché nasca un nuovo sguardo e, insieme, una nuova capacità di sentimento, bisogna infatti aspettare che arrivi l’onda lunga del cambiamento epocale di mentalità costituito dal Romanticismo. Tale visione dell’isola durerà sino agli anni venti del ‘900, quando il fascismo cambierà la narrazione proclamandone – a suon di bonifiche e città di fondazione – la “redenzione” e il raggiunto ingresso nella modernità»
Il progetto della Fondazione di Sardegna prevede anche la produzione di un film documentario intitolato “Lo sguardo esterno” diretto dal regista sardo Peter Marcias, che però sarà presentato, come evento collaterale della mostra, tra qualche mese, nel 2022, dopo l’anteprima in alcuni festival internazionali di cinema che hanno già opzionato il lavoro del regista.
“Viaggio in Sardegna: lo sguardo esterno” si inserisce nel solco delle numerose attività promosse dalla Fondazione di Sardegna nell'ambito del progetto AR/S - Arte Condivisa. «Ancora una volta – spiega per la Fondazione Franco Carta – proponiamo una produzione originale che persegue il fine di indagare prospettive e visuali inedite e approcci multidisciplinari sulla ricerca e la produzione artistica in Sardegna. Le opere in mostra appartengono a collezioni e archivi privati e a istituzioni pubbliche e consolidano la rete di prestigiose collaborazioni di cui la Fondazione di Sardegna continua a proporsi come soggetto ispiratore».
La sezione fotografia, a cura di Marco Delogu, vedrà l’esposizione di una nuova produzione della Fondazione di Sardegna: un corpus di opere inedite di Paolo Ventura, fotografo milanese, classe 1968, nato da un’esperienza di residenza in Sardegna. Grazie alla collaborazione con Casa Falconieri, la sezione sarà integrata dal dialogo delle opere di Ventura con una selezione di scatti del primo Novecento di August Sander e Vittorio Alinari. «Il processo di osmosi tra passato e presente – spiega il curatore Marco Delogu – è reso possibile dal percorso artistico di Ventura, che si modella su orizzonti diacronici: il tempo definisce i diversi passaggi/segni sui territori che, nelle opere del fotografo milanese, si spogliano delle congiunture per rievocare architetture metafisiche alla De Chirico: un processo creativo che mescola fotografie, scenografie, sfondi, elementi umani». «Paolo Ventura – dice ancora Delogu – arriva in un’isola fuori dal Grand Tour, che ha accolto scrittori e artisti che l’hanno ritratta in profondità, senza cognizione del tempo e ci lascia visioni completamente personali, frutto di stratificazioni di immagini e segni». Sara interessante vedere che cosa rimane della prima visione della Sardegna di Ventura e come questa quarta “Commissione Sardegna” della Fondazione si rapporta alle precedenti (nel 2017 dello stesso Marco Delogu, nel 2018 del sudafricano Guy Tillim e nel 2019 di Pino Musi (nel 2020, per il Covid, il progetto era stato sospeso). «Ogni anno – aggiunge Delogu – un fotografo arriva in Sardegna senza spogliarsi della sua identità, prova a ragionare su ciò che lui ha vissuto e vive e su come la Sardegna glielo restituisce. Ventura trova se stesso dentro prospettive rielaborate, cieli bianchi, nessun folklore, il tempo è cancellato. Nessuno saprebbe datare questo lavoro, ma sappiamo che passeremo molto tempo davanti alle visioni del suo passaggio».
C’è poi la sezione arti figurative curata da Maria Paola Dettori, che si propone di mettere insieme e confrontare le rappresentazioni dell’isola tra Otto e Novecento, eseguite da alcuni degli artisti che la visitarono, sia italiani che stranieri: al piemontese Bartolomeo Giuliano e al francese Gaston Vuillier dobbiamo le immagini del XIX secolo, mentre l’argentino Héctor Nava, il toscano Uberto Bonetti e il lombardo Giulio Cisari racconteranno il primo Novecento, tra persistenze e cambiamento. La mostra sarà accompagnata dalla pubblicazione di un volume edito da Punctum Press, che includerà i testi dei due curatori e i racconti inediti della scrittrice Paola Soriga e del Premio Strega 2018 Helena Janeczek. Le due autrici saranno presenti all’inaugurazione della mostra insieme con Paolo Ventura. «Soltanto dopo che è stato saziato l’interesse per le rovine classiche di Roma o dei dintorni di Napoli – commenta la curatrice Maria Paola Dettori – la Sardegna comincia a essere inclusa tra le destinazioni per le quali vale la pena sobbarcarsi un viaggio scomodissimo. Alla base di tale tardivo inserimento è un profondo mutamento nel modo di guardare il mondo. Perché nasca un nuovo sguardo e, insieme, una nuova capacità di sentimento, bisogna infatti aspettare che arrivi l’onda lunga del cambiamento epocale di mentalità costituito dal Romanticismo. Tale visione dell’isola durerà sino agli anni venti del ‘900, quando il fascismo cambierà la narrazione proclamandone – a suon di bonifiche e città di fondazione – la “redenzione” e il raggiunto ingresso nella modernità»
Il progetto della Fondazione di Sardegna prevede anche la produzione di un film documentario intitolato “Lo sguardo esterno” diretto dal regista sardo Peter Marcias, che però sarà presentato, come evento collaterale della mostra, tra qualche mese, nel 2022, dopo l’anteprima in alcuni festival internazionali di cinema che hanno già opzionato il lavoro del regista.
“Viaggio in Sardegna: lo sguardo esterno” si inserisce nel solco delle numerose attività promosse dalla Fondazione di Sardegna nell'ambito del progetto AR/S - Arte Condivisa. «Ancora una volta – spiega per la Fondazione Franco Carta – proponiamo una produzione originale che persegue il fine di indagare prospettive e visuali inedite e approcci multidisciplinari sulla ricerca e la produzione artistica in Sardegna. Le opere in mostra appartengono a collezioni e archivi privati e a istituzioni pubbliche e consolidano la rete di prestigiose collaborazioni di cui la Fondazione di Sardegna continua a proporsi come soggetto ispiratore».
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