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Il “trenino” al Petruzzelli fa esplodere la polemica

Il “trenino” al Petruzzelli fa esplodere la polemica

Gestori di discoteche e dj scatenati sui social dopo i balli nella diretta di fine anno in onda su Canale 5

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MILANO. Scia di polemiche per il Capodanno in musica andato in onda su Canale 5 ieri sera dal Teatro Petruzzelli di Bari: mentre discoteche e sale da concerto del Paese sono chiuse per l’aumento dei contagi, il pubblico si è scatenato ballando in piedi al proprio posto ed è partito anche un trenino che ha percorso la platea.

«Avete bloccato i veglioni, niente dj set perché i dj creano assembramenti –scrive un dj in un post –. E poi su Canale 5 al Petruzzelli fanno i trenini e ballano come se nulla fosse. Antonio Decaro spero lei abbia una risposta da dare a tutti noi dj perché sinceramente ci sentiamo presi in giro da chi sotto i propri occhi non é in grado di far osservare le leggi».

«Al Petruzzelli teatro stracolmo e trenini a mezzanotte, in barba al Covid-19. Però si sono chiuse discoteche, proibite feste in piazza eventi anche all’aperto... i sacrifici si chiedono solo al popolo che rispetta le regole. L’Italia dei figli e figliastri...vergogna» scrive invece un altro.

Sui social, insomma, tanti i post di cittadini e gestori di locali e luoghi della musica che fanno notare il paradosso: il pubblico in piedi a ballare (sia mentre alcuni cantanti si esibivano sia alla mezzanotte) benché al proprio posto e con la mascherina Ffp2. «Gli artisti in consolle sono pronti a trasformare il Petruzzelli in una grande discoteca», ha annunciato alla mezzanotte la conduttrice Federica Panicucci, versando benzina sul fuoco. E al brindisi è partito anche un trenino, «come nella miglior tradizione di Capodanno», ha detto la stessa conduttrice, dimenticandosi forse di ordinanze e restrizioni nel resto d’Italia. «Una sola domanda... perché? Oggi muore definitivamente la democrazia», scrivono sconfortati sulla pagina del Demodè club di Modugno, tra i locali costretti a chiudere.

Le decisioni prese negli ultimi giorni dal Governo alla luce dell’aumento esponenziale dei contagi aveva in effetti costretto molti gestori ad annullare gli eventi in cantiere proprio per l’impossibilità di rispettare il distanziamento e gli assembramenti nei locali chiusi. Stessa sorte per la maggior parte delle manifestazioni in cartellone nelle piazze di piccoli paesi e grandi città. Un altro colpo al tessuto economico di settore i cui protagonisti si sono sentiti oltraggiati dal “trenino” della Panicucci.

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