Modigliani: continua la polemica su falsi
A Vienna rispunta un ritratto di Picasso dell’artista livornese giudicato non autentico da Zeri e Calvesi
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LIVORNO. Il ritratto di Picasso in una mostra a Vienna dedicata ad Amedeo Modigliani e per il quale è stato presentato un esposto alla procura di Roma sollevando dubbi sull’autenticità, era già comparso a Livorno nel 1984, nell’esposizione “Gli anni delle sculture” e già all’epoca era stato giudicato non autentico da Maurizio Calvesi e da Federico Zeri. È quanto si spiega nell’esposto del gallerista livornese, storico dell’arte e direttore della Casa natale Modigliani di Livorno, Guido Guastalla che ha dato il via a un’inchiesta. Anche la figlia di Modigliani Jeanne, e la figlia di Picasso Maya - si legge nell’esposto–, dettero lo stesso giudizio sull’opera in questione che poi, racconta Guastalla, scomparve dalla circolazione fino a riapparire a un’asta di Sotheby’s, in cui rimase invenduta, e quindi, una trentina d’anni più tardi, approdare di nuovo alla odierna mostra viennese.
Marc Restellini, curatore della mostra viennese, afferma però, che il dipinto «non è falso, ma incontrovertibilmente autentico» e sostiene di avere tutte le prove per dimostrarlo. Sulla vicenda oggi è intervenuto anche l’esperto di Modigliani Carlo Pepi. «Ho sempre detto che Modigliani sta producendo più da morto che da vivo – commenta Pepi – e nel caso specifico questo dipinto rimanda a una vecchia querelle che risale agli anni ’80. A questo punto però non mi voglio più esprimere, perché sono stanco di essere trascinato da un tribunale all’altro, posso solo dire che nel tempo è uscito molto di peggio attribuito al povero Modigliani per cui questo ci potrebbe anche stare».
Marc Restellini, curatore della mostra viennese, afferma però, che il dipinto «non è falso, ma incontrovertibilmente autentico» e sostiene di avere tutte le prove per dimostrarlo. Sulla vicenda oggi è intervenuto anche l’esperto di Modigliani Carlo Pepi. «Ho sempre detto che Modigliani sta producendo più da morto che da vivo – commenta Pepi – e nel caso specifico questo dipinto rimanda a una vecchia querelle che risale agli anni ’80. A questo punto però non mi voglio più esprimere, perché sono stanco di essere trascinato da un tribunale all’altro, posso solo dire che nel tempo è uscito molto di peggio attribuito al povero Modigliani per cui questo ci potrebbe anche stare».
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