Fresu, live in trio a Cagliari nel segno del mito Chet Baker
di Mario Frongia
Il musicista il 19 febbraio sul palco del Teatro Doglio con il pianista Dino Rubino e il bassista Marco Bardoscia
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CAGLIARI. Sonorità ed esperienza diverse. E al tempo stesso contaminanti. Paolo Fresu, Dino Rubino e Marco Bardoscia assieme. Una storia di musiche che prendono per mano e conducono lontano. La Sardegna ancestrale e un mondo che cambia diventano note di pregio sabato 19 febbraio. Il live del trio del musicista di Berchidda sbarca nel cuore di Cagliari. Il Teatro Doglio, appendice culturale dell’omonimo urban resort cagliaritano a cinque stelle, ospita per la prima volta i musicisti per una serata che si annuncia imperdibile. La magia che scaturisce dalla tromba di Paolo Fresu non necessita di ulteriori spiegazioni. Amori e passione, sfumature ambientali e carattere, tempra e orizzonti lontani: il jazz “libero” che si abbraccia la quotidianità umana. Con Dino Rubino al pianoforte e Marco Bardoscia al contrabbasso, il due volte laurea honoris causa dall’Università Milano-Bicocca e dal Berklee College of Music di Boston, apre squarci di formidabile peso empatico. Il connubio si rivela magnetico. Paolo Fresu ha voluto e costruito con i due artisti un percorso e un progetto teso a «comporre arte e comunicare vita». La perfomance è nata per l’avventura teatrale battezzata “Tempo di Chet - La versione di Chet Baker”. L’opera è stata prodotta dal Teatro Stabile di Bolzano con la regia di Leo Muscato. Da qui, il concerto. Al Teatro Doglio andrà in scena un dialogo a tre di forte impatto emotivo e intellettuale. Stili musicali differenti combinati alla perfezione. Capaci di condensare, in modo complementare un grande affresco sui viaggi musicali del terzetto. Con la speranza che magari ci scappi un bis sulle note di “Heroes”, l’omaggio del virtuosista sardo a David Bowie.
«Sono figlio di un pastore, amavo la campagna, ero circondato dalla natura, pecore, mucche, galline, maiali. La mia grande passione per la musica – ha raccontato Fresu di recente – derivava dalla banda musicale dove ho iniziato a suonare. Intorno ai dieci anni ho preso lezioni di musica. A casa, mio fratello aveva una tromba che non usava più. Il mio sogno era quella di poterla toccare. I miei la mettevano nella parte alta della libreria perché temevano la rompessi». Uno spartito libero, animo e mente che corrono senza confini. Alla ricerca di note, arrangiamenti, idee e sogni musicali.
Paolo Fresu è figlio di una terra che soffre e sa stringere i denti. Il talento, anche se smisurato, va coltivato e cullato. Il fondatore e presidente di Time in Jazz, nato nel 1988, ha conquistato gli appassionati di mezzo mondo. Si è esibito nei principali festival e nelle sale da concerto dei cinque continenti ed è stato ospite di Grande orchestra italiana, Orchestra nazionale di jazz francese e della radio tedesca di Amburgo, Italian Instabile Orchestra, Orchestra dell'Auditorium Parco della musica, Orchestra sinfonica della Rai e dell'Arena di Verona. Scenari di pregio e solido spessore internazionale. Il diploma in tromba preso nel 1984 con il maestro Enzo Morandini al Conservatorio di Cagliari è lontano. Fautore dell’etnomusica, tra dinamiche psicosociali e comunità locali. Piattaforma per l’incisione di oltre 450 dischi, 90 da solo, e collaborazioni doc con Ornella Vanoni, Evan Parker, Alice, Uri Caine, Negramaro, Stadio. Lo scorso 10 febbraio ha compiuto sessant’anni. Il commento? «Con la pandemia, è stato come aver compiuto 120 anni!».
I biglietti per il concerto del 19 febbraio al Teatro Doglio sono in vendita a Box Office Sardegna. Info e prenotazioni allo 070.657428.
«Sono figlio di un pastore, amavo la campagna, ero circondato dalla natura, pecore, mucche, galline, maiali. La mia grande passione per la musica – ha raccontato Fresu di recente – derivava dalla banda musicale dove ho iniziato a suonare. Intorno ai dieci anni ho preso lezioni di musica. A casa, mio fratello aveva una tromba che non usava più. Il mio sogno era quella di poterla toccare. I miei la mettevano nella parte alta della libreria perché temevano la rompessi». Uno spartito libero, animo e mente che corrono senza confini. Alla ricerca di note, arrangiamenti, idee e sogni musicali.
Paolo Fresu è figlio di una terra che soffre e sa stringere i denti. Il talento, anche se smisurato, va coltivato e cullato. Il fondatore e presidente di Time in Jazz, nato nel 1988, ha conquistato gli appassionati di mezzo mondo. Si è esibito nei principali festival e nelle sale da concerto dei cinque continenti ed è stato ospite di Grande orchestra italiana, Orchestra nazionale di jazz francese e della radio tedesca di Amburgo, Italian Instabile Orchestra, Orchestra dell'Auditorium Parco della musica, Orchestra sinfonica della Rai e dell'Arena di Verona. Scenari di pregio e solido spessore internazionale. Il diploma in tromba preso nel 1984 con il maestro Enzo Morandini al Conservatorio di Cagliari è lontano. Fautore dell’etnomusica, tra dinamiche psicosociali e comunità locali. Piattaforma per l’incisione di oltre 450 dischi, 90 da solo, e collaborazioni doc con Ornella Vanoni, Evan Parker, Alice, Uri Caine, Negramaro, Stadio. Lo scorso 10 febbraio ha compiuto sessant’anni. Il commento? «Con la pandemia, è stato come aver compiuto 120 anni!».
I biglietti per il concerto del 19 febbraio al Teatro Doglio sono in vendita a Box Office Sardegna. Info e prenotazioni allo 070.657428.
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