La Nuova Sardegna

Nona di Beethoven dal caos alla danza

Nona di Beethoven dal caos alla danza

A Sassari e Cagliari lo spettacolo della compagnia di Roberto Zappalà

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SASSARI. Sulle note di Ludwig van Beethoven – giovedì 17 alle 21 al Teatro Comunale di Sassari e sabato 19 alle 20.30 (turno A) e domenica 20 febbraio alle 18.30 (turno B) al Teatro Massimo di Cagliari – una creazione di Roberto Zappalà per la Compagnia Zappalà Danza: “La Nona (dal caos, il corpo)” terzo step di Transiti Humanitatis / un progetto di Nello Calabrò e Roberto Zappalà incastonata nel progetto Transiti Humanitatis che esprime il sentimento della fratellanza universale (Premio Danza&Danza 2015, Produzione Italiana dell’Anno). Una partitura per corpi in movimento, spiriti danzanti che incarnano sentimenti e stati d’animo, tra paure e speranze, allegria e tristezza, in un gioco di luci e ombre dove la musica, nella trascinante e virtuosistica trascrizione per due pianoforti di Franz Liszt e il canto dell’“Inno alla gioia” conducono verso una perduta e forse finalmente ritrovata armonia.

Ecco di seguito i prezzi dei biglietti a Sassari: Platea intero 25 euro - ridotto e insegnanti 20 euro. Galleria intero 20 euro - ridotto e insegnanti 18 euro - studenti 15 euro loggione posto unico 15 euro – posto unico studenti 10 euro per informazioni: 339.1560328 – circuitoteatralesardo@gmail.com www.cedacsardegna.it.

Il progetto della Compagnia Zappalà Danza, si arricchisce di un nuovo e importante tassello. Dopo “Invenzioni a tre voci”, creazione dedicata alla donna, e “Oratorio per Eva”, omaggio alla figura simbolica di Eva, l’ultima sinfonia di Beethoven è la fonte d’ispirazione per il nuovo spettacolo. La musica utilizzata non è la versione originale per coro, solisti e orchestra ma la bellissima trascrizione per due pianoforti che ne ha fatto Liszt. E in scena, insieme ai due pianisti Luca Ballerini e Stefania Cafaro e a dodici danzatori della compagnia, anche il soprano Marianna Cappellani. L’umanità che danza è un’umanità che si sviluppa da un processo di accumulazione, da un caos primordiale da una pluralità di intrecci e microstorie conflittuali e “negative”, che sfociano, nella seconda parte, nella pacificazione dell’adagio e nella gioia finale del quarto movimento.



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