La Nuova Sardegna

Idee, progetto e realizzazione Porte aperte al nuovo FabLab

di Paolo Curreli
Idee, progetto e realizzazione Porte aperte al nuovo FabLab

Open day a Sassari per il nuovo spazio dedicato al coworking del Mas.Edu  Il coordinatore Dore: «Una casa per l’immaginazione e la voglia di sperimentare»

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L’officina della creatività ha aperto le porte a Sassari, il coworking del Centro Risorse “ArtLab Accademia Sironi” è stato inaugurato ieri mattina al Mas.Edu in via Pascoli. Uno spazio di lavoro condiviso che ottimizza i servizi già offerti dal centro “ArtLab” dell’Accademia nato nell’ambito del “Programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2014-2020”. Una rete di creatività e tecnologia europea di cui l’Accademia Sironi fa parte. Lo spazio coworking è l’ultima fase del progetto “Art Lab Net” che in questi anni ha realizzato quattro centri risorse per l’innovazione dell’artigianato artistico in altrettante regioni del territorio di cooperazione.

In Sardegna il centro risorse si è diviso tra l’Artimanos a Cagliari e l’ArtLab di Sassari dove è presente un “Fab Lab” con macchinari all’avanguardia. Di cosa si tratta? Qui i le idee diventano prototipi, i prototipi diventano impresa e arte. Stampanti 3D capaci di lavorare di versi materiali, creta e ceramica oltre a numerosi materiali termoplastici biodegradabili nati dall’amido di mais e tagliatrici laser sono a disposizione dei creativi «in attesa di un modernissimo braccio robotico per altre realizzazioni» spiega il fab manager Pierpaolo Lugoni .

«Ma non si tratta di un service – precisa il direttore dell’Accademia Antonio Bisaccia – ma di uno spazio aperto alla sperimentazione, le idee proposte vengono accolte, sposate e sviluppate dagli studenti. Si definisce il percorso dalla didattica alla ricerca, fino alla terza missione: il trasferimento tecnologico della realizzazione e del rapporto con la committenza. Un binario doppio tra le idee e il mondo del lavoro».

Il tutto concretamente presente nelle opere prodotte da queste macchine, nate per l’industria e ora liberate attraverso i programmi open source che hanno permesso ai creativi incredibili realizzazioni: Ceramiche, stampi per la gioielleria, un igloo progettato da un gruppo di studenti di architettura, forme plastiche straordinarie. Ieri le stampanti hanno ronzato e prodotto, tagliato e sagomato, dimostrando, davanti a tanti invitati, le loro infinite possibilità.

«Il Mas.Edu ha gambe su cui camminare – rivela Bisaccia –. Il Ministero ha stanziato 4 milioni di euro per la struttura di cui 500 mila già utilizzabili». «Questo nuovo spazio – dice Daniele Dore docente e coordinatore del Centro Risorse ArtLab – concretizza un percorso. Il valore aggiunto è quello di creare in città un nuovo luogo di relazioni, in cui la progettazione d’impresa sia ripensata in chiave collaborativa. La pandemia ci ha costretti a lavorare a distanza abbiamo riscoperto il valore della condivisione, della collaborazione. Vogliamo immaginare il coworking del fablab come una casa comune dove ricevere nella progettazione, partecipare a workshop, talk ed attività di coworking legati ai temi della comunicazione e della progettazione digitale. Lo spazio è aperto a chi ha immaginazione e voglia di sperimentare».

L’architetto Malco Carboni, docente e progettista della ristrutturazione: «Abbiamo pensato al percorso creativo sottolineato da diverso colori: verde per i macchinari, arancio per la post-produzione e azzurro per gli spazi comuni di relax, incontro e progetto, un ambiente dall’atmosfera domestica dove le idee si incontrano, dove c’è spazio per il confronto e per il progetto e tre importanti locali che ospiteranno le residenze di artisti, oltre naturalmente a una recepition dedicata all’accoglienza». L’antico saponificio riscopre il tragitto della produzione, l’anima dell’antico opificio parla ancora ma con il linguaggio del lavoro contemporaneo.

Senza dimenticare gli spazi espositivi, urgenti per la città, a cui sono dedicate le altre ali del Mas.Edu. «Un centro fondamentale per il quartiere e per l’intera città – precisa l’assessora alla cultura Laura Useli – di cui la nostra comunità deve essere fiera. Un luogo di crescita per le nuove generazioni e per Sassari». «Fondamentale il contributo della Fondazione di Sardegna e le competenze tecniche e artistiche dei docenti dell’Accademia che hanno lavorato fianco a fianco per realizzare uno spazio di lavoro accogliente come una casa e attrezzato come una factory» conclude Antonio Bisaccia.

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