Castiadas, applausi per il docufilm "Il miracolo dei rei"
La pellicola racconta la nascita della colonia penale agricola più estesa d’Italia
CASTIADAS. Una standing ovation ha preceduto e concluso le tre proiezioni del film documentario “Il miracolo dei rei” (The miracle of sinners) che si sono svolte sabato e domenica nella sala delle officine dell’ex colonia penale agricola di Castiadas, oggi sede dell’unione dei comuni del Sarrabus, nell’ambito della prima edizione della “Festa della civiltà sarda” organizzata dalle associazioni “Memento” e “Nurnet. La rete dei nuraghi”.
Il docu-film della durata di 52 minuti, scritto da Alessandra Usai, originaria di Villasimius, che ha anche curato la regia e la sceneggiatura, interamente girato a Castiadas nel 2019, è stato prodotto nel 2021 da Nicola Mannuni, Massimo Casula con il supporto della Nical Films, Luce Cinecittà, Zena Film, Hypatia Pictures, ha già ottenuto diversi riconoscimenti internazionali tra i quali “miglior documentario” al “Film Festival” di Edimburgo.
La pellicola racconta la nascita della colonia penale agricola Castiadas, la più estesa d’Italia, avviata dopo lo sbarco avvenuto l’11 agosto del 1875 nella spiaggia di Cala Sinzias di una dozzina di carcerati (rei) e una manciata di agenti di custodia guidati dal cavaliere Eugenio Cicognani, ispettore generale delle carceri d’Italia, e la dura vita delle centinaia di detenuti che ha ospitato sino al 1956, anno della sua chiusura, che riuscirono a bonificare il territorio, costituito da circa 6500 ettari, disabitato da oltre 350 anni, trasformandolo da area malsana, paludosa e malarica nella zona di alta intensità turistica di oggi. “Il miracolo dei rei” oltre a descrivere e ricostruire l’eccezionale impresa di bonifica ambientale realizzata dai carcerati mette in risalto il profondo aspetto sociale del sistema carcerario italiano di fine ottocento improntato su rieducazione, redenzione e reinserimento nella società di chi si era macchiato di colpe. I detenuti imparavano un lavoro, producevano e guadagnavano soldi. Per essi, poi, scontata la pena sarebbe stato più facile reinserirsi nella società.
L’ispettore Eugenio Cicognani, l’agronomo Giuseppe Cusmano, il giornalista Felice Senes e il dottor A. Matthieu, le figure chiave, sono interpretati da Nunzio Caponio, Matteo Pianezzi, Mauro Racanati, Mauro Addis. Questo importante pezzo di storia della Sardegna e del Sarrabus è raccontato da Alice, che nel docu-film è una ricercatrice e storica appassionata della storia delle carceri, interpretata da Katia Monni di Villaputzu. Dopo la seconda guerra mondiale è iniziato lo smantellamento progressivo della colonia penale agricola con il trasferimento dei territori bonificati prima all’Ente Ferrarese di colonizzazione e successivamente all’Ente per la trasformazione fondiaria e agraria della Sardegna (ETFAS), che li ha suddivisi in poderi poi assegnati per la coltivazione ai contadini.
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