Un anno con la Dinamo
Negli scatti del calendario biancoblù le eccellenze dell’isola nascosta
La signora Maria, 103 anni portati alla grande, tiene in grembo una palla a spicchi e ipnotizza con i suoi racconti Chris Dowe e Deborah Carangelo, in mezzo al verde dei giardini pubblici di Sassari. Elin Gustavsson, Joyner Holmes e la fontana di Rosello brillano di luce propria mentre Stefano Gentile e Claudio Spanu vanno a lezione da coach Antonello Restivo all’interno della biblioteca universitaria. I bronzetti nuragici del centro di restauro e conservazione dei beni culturali, i costumi tradizionali del museo Sanna e le...seadas col miele che Ousmane Diop e Anna Makurat sbranano allegramente all’interno del Vecchio Mulino di via Frigaglia. Sino al “maestro” Piero Bucchi che dirige l’orchestra biancoblù dal palco del teatro Civico.
Dodici mesi con la Dinamo, trecentosessantacinque giorni in Sardegna, senza in realtà mai allontanarsi da Sassari. Dopo sei edizioni in giro per l’isola, per il nuovo la Dinamo è andata a mettere a fuoco la Sardegna che c’è nella sua città. DinamoIsland 2023, il settimo calendario della serie, forse uno dei più riusciti, colpisce nel segno e lo fa anche per un altro motivo: per la prima volta, i modelli e le modelle che accompagneranno gli appassionati biancoblù per tutto l’anno sono quelli di tutte e tre le punte di diamante della Dinamo: la squadra maschile, quella femminile e quella di basket in carrozzina.
Il calendario, che rappresenta uno dei fiori all’occhiello dell’attività di marketing del club guidato da Stefano Sardara, è stato presentato ieri in Club house. Ancora una volta il concept del progetto è stato affidato a Nanni Angeli, assistito da Gianmichele Manca con la post produzione di Filip Gabriel, e la supervisione di Luigi Peruzzu. Make It ha curato l'impaginazione grafica, Tipografia Gallizzi la stampa.
Se negli anni scorsi le ambientazioni erano state scelte in tutta la Sardegna (dalla Sartiglia di Oristano al Mamuthone di Mamoiada, sino alle vigne algheresi di Sella&Mosca), stavolta la Dinamo gli scatti centrano l’obiettivo di rappresentare l’isola attraverso alcuni dei suoi simboli ma all’interno di una collocazione interamente sassarese, che va dal centro storico a Platamona. Un’operazione non semplice da concepire e realizzare, ma ampiamente ripagata dal risultato. E così il tappeto di Tonara colora la sala grande del Palazzo di Città, il campione a quattro zampe Diamante Sauro domina la pista dell’Ippodromo Pinna, mentre Cateria Fara e Jack Devecchi si fanno ritrarre nelle vesti di restauratori di tesori dell’epoca nuragica.
Dall'architettura all’archeologia passando per l'artigianato, la cultura declinata tra musica, arte e letteratura, fino alle attività sportive all’aria aperta (pesca, mountain bike, ippica, trekking) e le unicità enogastronomiche. «L’obiettivo – ha ricordato Sardara – è quello di esportare l'immagine di un’isola che va ben oltre il binomio sole-mare confinato ai mesi estivi, ma raccontare le peculiarità è le bellezze di una terra unica, che può essere una metà diversa sotto profilo sportivo, culturale, archeologico, enogastronomico. Sono convinto che sia stato fatto un grande lavoro e sono felice che la pandemia non abbia mai fermato questa attività di cui siamo eccezionalmente fieri».
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