La Nuova Sardegna

Spumanti

Sella & Mosca:, il boom delle bollicine

Sella & Mosca:, il boom delle bollicine

«Italian Sparkling: noi ci siamo, i nostri vini protagonisti»

06 gennaio 2023
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di Paolo Curreli

Un’altra delusione per i francesi dopo il Mondiale sfuggito per un soffio arretrano anche in un campionato dove si pensava non avessero rivali: le bollicine. In Francia gli spumanti italiani sono cresciuti del 32% e sono sempre più protagonisti nel mondo, dove impazza la febbre per l’Italian Sparkling che ha fatto stappare nel 2022 tantissime bottiglie tricolori per tre miliardi di euro di venduto.

Il boom vede gli Usa a + 13%, Uk + 27%, Germania + 14%, Russia +9%. In crescita anche i mercati di Giappone, Canada e Svezia. Un record di consumi e apprezzamento trainato dal bomber Prosecco (per restare sul calcio) con la squadra di all star che vede in formazione l’Asti, l’Alta Langa, Trento Doc e il Franciacorta. Sfidanti alla pari di sua maestà lo Champagne francese. Un successo che fa ben sperare per l’export e l’immagine del Belpaese e che Giovanni Pinna, direttore generale della Sella&Mosca di Alghero, ci può spiegare meglio: «È il segnale di un percorso che è cominciato tempo fa e che sta dando i suoi frutti: i nostri spumanti finalmente si sono svincolati dal panettone. Sono sempre meno stagionali e presenti a “tutto pasto”. Importanti anche le nuove mode di consumo nel mondo, sui tavoli dei bar si vedono anche tanti bicchieri arancioni e rossi, spumante con Campari o Aperol per lo Spritz. È il successo dell’abitudine all’aperitivo in tutto il mondo, un nuovo modo di bere legato alla socialità, che cambia i modi e anche gli orari». Insomma, la “dolce vita” ai tavolini piace nel mondo, ma forse non spiega tutto. «Certo fondamentale resta il confronto qualità-prezzo con i francesi: I Franciacorta e gli altri nostri spumanti che utilizzano il metodo classico Champenoise, sono vini eccezionali che possono competere ad armi pari con lo Champagne mantenendo un prezzo concorrenziale» sottolinea Pinna. Ma per il direttore della Sella & Mosca la Sardegna può partecipare a questo boom?

«È una strada che sta dando soddisfazioni ai produttori sardi. Gli spumanti sono vini che non si possono ottenere con tutte le varietà. In Sardegna è un settore che può crescere ancora con uve regionali quali il Torbato, il Nuragus, il Semidano o il Vermentino e recuperando anche superfici per impiantare nuovi vigneti. Non dimentichiamo che in Sardegna abbiamo perso 47 mila ettari negli ultimi 40 anni. Abbiamo una generazione nuova di bravissimi enologi. Forse quello che manca è una buona politica di marketing e comunicazione che si concentri meglio sulla promozione e sulla narrazione della nostra storia vinicola. Noi come azienda ci siamo sempre stati e una etichetta storica della Sella&Mosca come il Torbato brut è da sempre protagonista con numeri importanti. Più giovane il nostro Oscarì, sempre uve Torbato ma vinificate col metodo classico e che di recente è stato testimonial del Capodanno algherese – conclude Giovanni Pinna –. Un percorso, quest’ultimo, iniziato nel 2016 con l’arrivo di Terra Moretti nella cantina algherese. Un’acquisizione che porta alla Sella&Mosca la grande tradizione della Franciacorta nella vinificazione col metodo classico e che ha come prodotto leader il Bellavista. Al momento abbiamo altri numeri ma questo non significa che non stiamo sfruttando il trend».


 

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