La Nuova Sardegna

Al Comunale di Sassari

Le stelle della danza volano sulle punte con il cuore rivolto all’Ucraina in guerra

di Gabriella Grimaldi
Le stelle della danza volano sulle punte con il cuore rivolto all’Ucraina in guerra

Successo per il gala del Classical Ballet di Kiev

22 gennaio 2023
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Hanno ballato con passione travolgente, hanno piroettato con maestria, si sono piegati come fuscelli al vento e hanno spiccato il volo sulle note di Verdi, Korsakov e Chopin. Giovani donne e uomini con il fuoco sacro della danza nel corpo e la disperazione in fondo al cuore. Quella di essere dovuti andare via dalla propria terra attraversata da un fuoco tutt’altro che sacro, martoriata dalla blasfemia della guerra, nella quale hanno lasciato genitori, parenti e tutto ciò che hanno di caro.

Ecco perché venerdì al teatro Comunale di Sassari, ieri e oggi al teatro Massimo di Cagliari, l’“Ukraina Gran Gala Ballet” dell’ArrondiART Ukrainian Classical Ballet non è stato solo un momento di grande arte coreutica, con talenti ed etoile riconosciute in tutto il mondo a interpretare i classici della danza, ma anche la partecipazione emotiva da parte del pubblico (che ha riempito i teatri come nelle grandi occasioni) alla tragedia che questi ballerini di altissimo livello stanno subendo. «È difficile vivere la situazione di oggi – ha dichiarato alla Nuova la direttrice artistica della compagnia e coreografa Natalia Iordanova –. Noi siamo soltanto artisti. A casa abbiamo lasciato moglie, mariti, figli, sopra le nostre case volano missili, sopra i nostri teatri volano missili, viviamo al freddo e al buio. Siamo un popolo unito, vogliamo pace e cielo sereno, nonostante tutto continuiamo a ballare».

E così hanno fatto, nonostante tutto, forti dell’amore irrinunciabile per l’arte e di una tecnica perfetta frutto di disciplina ferrea e totale abnegazione. Sotto i riflettori tredici stelle della danza, artisti di fama internazionale come Olga Golitsya e Jan Vana, Lina Volodina e Oleksii Potomkin del Teatro dell’Opera e Balletto Nazionale dell’Ucraina, accanto a Clara Ushizaka e Alberto Pecetto del Teatro dell’Opera della Polonia, Vasylieva Antonina e Tsapryka Kostiantyn del Teatro dell’Opera e Balletto di Charkiv, Teodora Spasik e Begojev Jovica del Teatro dell’Opera di Belgrado-Serbia, Larysa Hrytsai del Teatro dell’Opera e Balletto di Odessa e Takamory Miyu e Ryosuke Morimoto dell’Opera Nazionale di Budapest-Ungheria.

Sul palco del Comunale hanno dato vita a un’avvincente antologia di capolavori della danza tra cui il duetto da “La Sylphide” con Clara Ushizaka e Alberto Pecetto, un Adagio da “Giselle” di Adolphe-Charles Adam con Vasylieva Antonina e Tsapryka Kostiantyn e un pas de deux da “La Esmeralda”, da “Notre Dame de Paris” con Lina Volodina e Oleksii Potomkin. Una star indiscussa nel suo Paese, quest’ultimo, diventato un caso internazionale per aver imbracciato le armi per difendere la propria terra. Fra gli assoli e i duetti anche coreografie di danza contemporanea e citazioni di capolavori della letteratura come “Don Chisciotte” di Cérvantes.

Momento clou quello offerto da una perfetta e struggente “Morte del cigno” interpretata dall’etoile Olga Golytsia. Anche lei costretta a scelte dolorosissime come quella di lasciare l’Ucraina con il proprio figlio di 11 anni e rifugiarsi a Francoforte, in Germania, con il pensiero costantemente rivolto ai genitori, rimasti a casa sotto le bombe. Tanti gli applausi alla fine dello spettacolo. E tantissimi i “bravo” e gli “evviva” da parte di un pubblico particolare: quello composto dalle donne ucraine che in Sardegna si prendono cura dei nostri anziani, oggi più che mai con il cuore in tumulto per la loro patria.

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