La Nuova Sardegna

L'intervista

Susanna Messaggio: «Tortora, Mike, Scotti: anni meravigliosi E Berlusconi dava consigli sui rossetti»

di Alessandro Pirina
Susanna Messaggio: «Tortora, Mike, Scotti: anni meravigliosi E Berlusconi dava consigli sui rossetti»

La conduttrice popolarissima negli anni Ottanta oggi si occupa di comunicazione: «Porto avanti il mio percorso iniziato in tv»

29 aprile 2023
5 MINUTI DI LETTURA





Quando si parla di avvento della tv commerciale tra i primi nomi che viene in mente c’è il suo. Quiz, varietà, festivalbar, l’indimenticato spot dei pannolini. Susanna Messaggio è stata uno dei volti della prima Canale 5, come Mike, Corrado, Sandra e Raimondo. Per dieci anni abbondanti il Biscione non poteva prescindere dal suo nome. Poi la vita, il destino, le scelte - sue e altrui - l’hanno portata verso un’altra direzione: a occuparsi di salute, benessere, problematiche dell’infanzia, comunicazione. Un approdo figlio di un percorso che lei aveva portato avanti di pari passo a quello televisivo. Mentre tutti la vedevamo districarsi tra Mike, Gerry Scotti e l’ippopotamo Pippo, lei continuava a studiare: prima una laurea in lingue, poi una seconda in pedagogia, entrambe alla Statale di Milano.

Susanna, quante opportunità c’erano per chi voleva fare spettacolo nella Milano di fine anni Settanta?

«Erano proprio fortune. Io non avevo alcuna intenzione di fare spettacolo, ero una studentessa a cui interessava solo la carriera universitaria. Nella mia strada ho avuto la fortuna di incontrare persone vere: Mike, Sandra, Raimondo, Cino Tortorella. Tutte persone che mi hanno dato visibilità parallelamente alla mia carriera universitaria. Ai tempi vivevo un mondo reale, quello degli studi, e uno più particolare, che era quello della tv, ma anche del cinema, della radio, che mi ha aperto la strada a quello che faccio adesso, ovvero pubbliche relazioni».

Primo lavoro: La bustarella su Antennatre.

«Ero una ragazzina di 16 anni. Fu Cino Tortorella a fermarmi per strada. Disse: “hai la faccia della ragazza della porta accanto, vorrei farti presentare un programma con mio figlio Davide”. È iniziata così. Un programma per bambini, con domande divertenti. Io avevo già la passione per la psicopedagogia e quel primo show è stata la prima tappa di un percorso che mi ha portato a essere docente universitaria, a occuparmi di salute e benessere, mamme e bimbi. Era un destino già segnato, dovevo solo entrare da un lato diverso».

Non era semplice studiare e fare televisione insieme.

«Pensavo fossero binari che mai si sarebbero potuti scambiare. Oggi mi capita di intervistare medici che erano stati miei studenti. Loro mi chiamano ancora prof. E io: ma qui sono Susanna. Ho avuto più vite».

L’arrivo a Portobello. Come era Enzo Tortora?

«Elegante, distinto. Io credo che nessuno muoia ma si trasformi in nuova energia. I miei angeli sono Tortora, Mike, Sandra e Raimondo con cui giocavo a carte, Modugno: loro non moriranno mai, sono energia positiva».

L’arresto di Tortora fu uno choc per il Paese. Figurarsi per chi lavorava con lui...

«L’hanno distrutto, qualcuno gli deve avere voluto veramente male. Era un uomo unico. Ricordo che comprava braccialettini portafortuna e li regalava a noi che dovevamo rispondere educatamente al telefono a chi, magari, proponeva di fare un buco nella montagna per fare respirare Milano. Io pensavo: ma questi sono matti!».

La sua svolta è l’arrivo a Canale 5. Alla corte di Berlusconi.

«Veniva sempre in studio. Era un comico, simpaticissimo, cantava, dava consigli: “quel rossetto va bene, quelle scarpe no”. È un uomo che ha fatto una strada importante. Ha avuto sicuramente fortuna, ma per riuscire devi avere qualità e avere iniziato a lavorare da piccolo».

La luna nel pozzo con Domenico Modugno, primo show da conduttrice.

«È stato come un padre. Il suo unico difetto è che fumava troppo. Mi chiamava “memorina” e mi diceva: “studia il copione, che io mi dimentico le cose che devo dire”. Mi faceva presentare pezzi interi di puntata, perché a lui interessava solo cantare. Lui era perfetto, ma puntava alla perfezione della perfezione».

E poi ovviamente il sodalizio con Mike Bongiorno.

«Ero la sua confidente. Ho visto crescere i suoi figli. Da poco ho incontrato Leolino a una festa, l’ho abbracciato: è diventato un uomo. Se penso che lo tenevo in braccio...».

Bongiorno ha mai avuto sfuriate con lei come quelle famose con Antonella Elia?

«Nei miei confronti aveva un rispetto totale perché io studiavo all’università. Quanto alla Elia, è molto simpatica, ma ogni tanto lo faceva arrabbiare perché lei diceva la sua, e questo lui faceva fatica ad accettarlo».

Capitolo Festivalbar.

«Partivamo per tre mesi. In un camion tutti i miei vestiti, o di Gerry Scotti, o di Cecchetto. Di giorno giravo e facevo la “cartolina” dei paesi più belli, poi la sera salivo sul palco a presentare il Festivalbar. Ogni sera andavamo a mangiare con Gerry che assaggiava tutto. Tempi magnifici, facevo centinaia di serate: io presentavo e Lorella Cuccarini ballava. Si guadagnava bene, mi volevano bene, mi trattavano come la regina d’Inghilterra».

Il cinema è stata un’occasione mancata?

«Ho fatto “Lui è peggio di me” con Celentano e Pozzetto, “Italian fast food” sui paninari, qualche cameo. Ma tra tv e università non avevo molto tempo».

Perché a un certo punto dirada la sua presenza in tv ?

«Dopo avere vissuto la disgrazia della morte della mia prima figlia Cecchetto non mi ha più voluta al Festivalbar e ha preferito quella che era la mia valletta, Federica Panicucci. Grazie al direttore Vittorio Giovanelli feci “Il grande circo di Rete 4”. Ho preferito viaggiare per alleggerire il mio problema personale, ma quando sono tornata non c’era più posto da Mike. Forse ho perso la mia occasione, chissà come sarebbe andata».

E oggi fa tutt’altro.

«Ho preferito un mondo che ho ritenuto più vero. A un certo punto non capivo che studi dovessi fare per condurre. Non c’era uno spazio specifico per me».

Le manca la televisione?

«Più che altro manca una trasmissione che si occupi di salute, benessere, che dia risposte e informazioni al pubblico. In particolare dopo quanto è successo con il Covid. Ho sempre sognato di fare l’assistente di Luciano Onder, ma mi sa che dovrò aspettare i 90 anni (ride, ndr)».

A cosa non direbbe no: uno show sulla salute o Sanremo?

«Amadeus è anche mio vicino di casa, ma di solito prende ragazze più giovani. Una serata del festival però la farei molto volentieri. Ma anche Striscia, dove ritroverei il mio amico Gerry».
 

In Primo Piano
La delibera

Allarme siccità, la Regione autorizza e finanzia nuovi pozzi e dissalatori

Le nostre iniziative