Il cavaliere solitario Cristian Moroni, 1284 km in sella a Furia: concluso il periplo dell’isola
Un percorso lungo le torri costiere: «Per dimostrare solidarietà per gli indifesi, l’amore per la natura e vivere l’ospitalità sarda»
Milleduecentottantaquattro chilometri percorsi in 115 giorni, in sella alla sua cavalla Furia, una baia scura docile e generosa. Il primo cavaliere ad aver affrontato il Cammino delle 100 torri, visitandone 69, e compiendo l’intero periplo della Sardegna. Ventisette cene solidali organizzate lungo il tour, con 13mila euro raccolti e donati alle comunità locali. Sono i numeri di Cristian Moroni, romano, 41 anni, il “cavaliere solitario” che per quasi quattro mesi ha attraversato l’isola, suscitando dovunque interesse e simpatia per la sua scelta di vita radicale, che due anni fa lo ha portato a lasciare il lavoro e gli affetti, per dedicarsi ai «percorsi solidali a cavallo». «Non riuscivo a immaginare di continuare a fare per sempre quella vita – dice Cristian, che faceva l’autista di un mezzo per il trasporto di persone con disabilità – e così, dopo quattro anni di riflessioni e di travaglio, ho preso quella decisione di cui non mi sono mai pentito». Il cavaliere romano – con alle spalle già ben ottomila chilometri percorsi a cavallo - è sbarcato a Olbia il 17 marzo scorso, e dalla città gallurese è iniziato il cammino delle torri dell’isola. Con la prima tappa di Porto San Paolo, per poi proseguire in senso antiorario lungo tutte le coste sarde, e arrivare di nuovo a Olbia, dove ieri il cavaliere romano ha partecipato e organizzato la cena solidale finale, prima di reimbarcarsi per la penisola. «Non ho mai abbandonato la costa – dice Cristian Moroni – se non in due occasioni per visitare Orgosolo, dove ho organizzato due cene solidali, e Santu Lussurgiu, il paese in cui ho trascorso la mia infanzia e la mia adolescenza».
L’accoglienza è stata dovunque calorosa - «non è solo un modo di dire, quello dell’ospitalità sarda», dice – e a ogni tappa, il cavaliere, che si affida al solo “passa parola”, ha trovato acqua e pascolo per la sua cavalla, uno spazio per montare la sua tenda, e compagni di viaggio con cui ha condiviso anche qualche escursione. Ed ha pure partecipato a qualche processioni a cavallo, Cristian Moroni, integrandosi ancora di più con le comunità che lo accoglievano. In particolare, ricorda quelle di Santa Giusta e di San Leonardo di Siete Fuentes. Le difficoltà, poi, certo, non sono mancate, come quella per raggiungere la torre di Cala Domestica, ma prevalgono di gran lunga le sensazioni positive. «Fra tanti panorami straordinari – dice Cristian – ricordo con particolare emozione il tratto da Dorgali a Baunei, le miniere di Bugerru, Piscinas, la costa Bosa-Alghero».
Fino alla tappa finale al Centro Ippico Era Sarda di Porto Rotondo, «dove – confessa Cristian – ho avuto un crollo emotivo, all’idea che lì si concludeva la mia esperienza sarda, straordinariamente ricca di suggestioni e di emozioni». Ma già da domani la testa sarà occupata da una nuova impresa, che porterà Cristian e Furia ad attraversare l’Italia dal paese più a Nord, Predoi in Alto Adige, lungo l’Appennino fino a Reggio Calabria e alla Sicilia, per arrivare al pese più a sud, Portopalo di Capo Passero. Sempre con il suo modo di viaggiare ecosostenibile, in silenzio e con umiltà, «per dimostrare che si può manifestare in modo pacifico per rivendicare i diritti degli indifesi, dei fragili e della natura».
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