Alghero, quando le Grotte di Nettuno divennero l’isola degli uomini pesce
I set dei film degli Anni 60 e 70 diventano itinerari cineturistici
Quello tra la Riviera del Corallo e il cinema è un legame profondo, sviluppatosi soprattutto tra gli anni Sessanta e Settanta. Una storia fatta di set più o meno importanti, di grandi produzioni e cult di genere, il cui ricordo la Società Umanitaria di Alghero cerca sempre di mantenere vivo. Anche all’interno del festival “Cinema delle terre del mare” e in particolare con una formula sempre più apprezzata: quella degli itinerari cineturistici.
«In un festival che pensa al cinema come strumento di promozione del territorio e al territorio come fonte d’ ispirazione per il cinema, gli itinerari cineturistici – sottolinea la direttrice della Società Umanitaria di Alghero Alessandra Sento, – non sono solo un’opportunità per raccontare un luogo e la storia che gli appartiene, ma diventano un’esperienza comune necessaria per conservare la memoria collettiva di una comunità». Nei giorni scorsi l’escursione tra cinema e territorio si è articolata dal porto della città a Capo Caccia sulle tracce del film “L’isola degli uomini pesce” di cui una parte importante fu girata, nel 1978, alle Grotte di Nettuno. Avventura, fantascienza e qualche venatura horror caratterizzano il lungometraggio, con protagonista Barbara Bach, diretto da Sergio Martino. Regista che nella sua lunga carriera ha spaziato tra i generi, da commedie entrate nell’immaginario collettivo come “L’allenatore nel pallone” a thriller importanti come “I corpi presentano tracce di violenza carnale” amatissimo da Quentin Tarantino. Martino, oggi 85enne, a sorpresa è intervenuto telefonicamente quando la comitiva, guidata da Nadia Rondello della Società Umanitaria per il racconto cinematografico e da Marta Berretta della Fondazione Alghero per quello territoriale, ha raggiunto a bordo della motonave Nike l’ingresso della grotta. «In gran parte le riprese furono realizzate nel Lazio – sottolinea Nadia Rondello – però la Sardegna si riconosce nelle scene iniziali girate a Cala Luna e poi nella parte conclusiva, prima del finale, quando appunto la location è quella delle Grotte di Nettuno». Un film non molto fortunato all’uscita, ma nel tempo diventato a suo modo di culto. «Tra l’altro – aggiunge l’operatrice della Società Umanitaria – Guillermo del Toro ha dichiarato che per il suo pluripremiato “La forma dell’acqua” si è ispirato anche a questo lavoro».
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