Alla scoperta di Usini, dal Giudicato medievale alle delizie del cagnulari
Da visitare la chiesa di Santa Croce, da gustare l’olio e gli andarinos, pasta fatta a mano
Situato nel triangolo Sassari, Alghero e Porto Torres, cuore di un Nord Ovest della Sardegna e “porte” principali della Sardegna occidentale, Usini con poco più di 4200 abitanti, è stato parte del Giudicato medievale di Torres e, nello specifico, della curatoria del Coros, comprendente all’epoca circa 29 biddas, ora scomparse e comprese tra i confini dei comuni di Ittiri, Uri, Tissi, Ossi e appunto Usini. Prendendo per buone le ricerche etimologiche che vanno per la maggiore, il toponimo Usini deriverebbe dal greco “Euxenos”, o dal suo corrispettivo latino e significherebbe in entrambi i casi “luogo ospitale”. Sacra ospitalità sarda che affonda le radici nella notte dei tempi, testimoniata da un’esistenza e una presenza umana probabilmente datata nel tempo, visto il ricco patrimonio di reperti archeologici, Domus de Janas e resti di insediamenti umani riferibili al Neolitico, costantemente oggetto di studi da parte dell’Università di Sassari. Storicamente sono anche tante le testimonianze su Usini presenti nei registri monastici, “Condaghes”, risalenti al XII secolo, sempre resi vivi dalla presenza dell’antica Chiesa di Santa Croce prezioso monumento all’ingresso del paese, e da quella campestre di San Giorgio di Oleastreto, immagini di un Romanico in Sardegna del quale, ancora oggi, il Comune è parte attiva nella costruzione dei percorsi turistici e culturali. A 200 metri sul livello del mare e nei suoi 30,7 chilometri quadrati di territorio, non si può non vedere la bellezza delle superfici vitate, gli oliveti e le carciofaie, segni tangibili di una civiltà contadina che ha dato tanto e che ancora continua ad offrire i suoi frutti. A Usini il “Paese del Cagnualri” il vino è l’elemento trainante di un’intera comunità motore di un’economia in crescita e oggi, nel 2023, principale attrattore turistico culturale. «Questo ci caratterizza e ci rende usinesi nell’intimo – ha detto il sindaco Antonio Brundu – e i prossimi lavori ormai imminenti sulla Corte di Casa Diaz, che diventerà Corte e Cantina del Cagnulari, saranno il coronamento di un sogno che coltiviamo ormai dal 2015». Corte di Casa Diaz, uno dei gioielli della civiltà contadina e della storia usinese, luogo di economia e di lavoro per tante famiglie di Usini. La Corte, molto presto, sarà un luogo visitabile di cultura e tradizione, cuore dell’enologia usinese e sarà il punto in cui, le ben 11 aziende vitivinicole del paese che imbottigliano il vino, potranno esporre i loro prodotti e consentire al visitatore di portare via il prezioso souvenir, la bottiglia di vino. Un omaggio al sacrificio e al lavoro di tante aziende e un ricordo, sempre vivo, di quella figura che ha dato i natali a questo percorso: Billia Cherchi, e la sua storia, pioniere di quel ritrovato “Cagnulari” che oggi è l’emblema di una comunità. «Abbiamo creduto da sempre in questo progetto, per l’edificazione del nostro territorio, la tutela del nostro prodotto principe e il giusto sostegno ai tanti privati che hanno investito sul tema». Usini è un paese caratterizzato da un’intensa attività culturale e un forte dinamismo sociale, evidenziato da oltre 25 associazioni presenti e attive in ambito culturale, sportivo e del volontariato. La Pro Loco, su tutte, è parte attiva di questo percorso seguendo, tra le tante attività, le occasioni più importanti di festa paesana, quali appunto la Sagra degli Andarinos in programma sabato 5 agosto, pasta tipica unica ed esclusiva di Usini e la tradizionale Ajò a ippuntare, degustazione itinerante del vino nuovo che ogni anno attira l’attenzione di migliaia di persone. Vino e Andarinos, insieme, rappresentano i due fiori all’occhiello dell’arte e dei sapori e del gusto usinese, motivo di orgoglio anche economico tra le cantine e l’omonimo pastificio che produce andarinos ad uno ad uno, seguendo gli antichi principi di realizzazione della pasta, su antichi vetri rigati e con un movimento semplice ma deciso del pollice. C’è poi una storia anche canora, musicale e di danza, con la Scuola di canto tradizionale a chitarra, il Coro Logudoro di Usini e il Coro di Usini, nato invece nel 1974, prima formazione corale di tutto il Nord Sardegna e che, nel 2024, festeggerà i 50 anni di attività. Completano il quadro i due gruppi folk San Gorgio di Usini che i prossimi 4 e 5 agosto festeggerà i 25 anni di attività col tradizionale festival internazionale “A manu tenta” e l’Associazione Tradizioni popolari Ursinia.
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