Sul web "In su corru ‘e sa furca" la prima serie tv in lingua sarda
Scritta e diretta da Davide e Luca Melis, è ambientata in “unu tzilleri”
«Più la lingua sarda sarà usata per parlare di qualunque cosa più possibilità avrà di sopravvivere». A pensarla così sono Davide e Luca Melis, regista e autore di “In su corru ‘e sa furca”, serie tv che proprio in questi giorni è finalmente disponibile sulle piattaforme Youtube e Vimeo. Dodici episodi in tutto, il lavoro prodotto dalla società Karel è ambientato in “unu tzilleri” (così in dialetto vengono chiamati bar o osterie) chiamato “In su corru ‘e sa furca”, termine che nell’immaginario collettivo sardo è una sorta di non luogo. È qui, in un’ambientazione che rimanda ai club newyorkesi degli anni Sessanta, che gli avventori si incontrano e, rigorosamente in sardo, dialogano, raccontandosi ma anche chiacchierando ogni volta di temi diversi: storia, poesia, attualità, arte, sino a cinema e musica punk e jazz. C’è la sociologa Ester Cois, c’è il giornalista e scrittore Francesco Abate, e ci sono anche lo storico Omar Onnis, la scrittrice Rossana Copez, il regista Salvatore Mereu, l’attrice Rossella Faa. Stimolati dal barista Giacomo Casti, e dal giornalista Diego Pani, che ha eletto questo posto a sua redazione, i frequentatori del locale si intrattengono davanti a una birra o un bicchiere di vino proponendo il proprio punto di vista sulle questioni via via affrontate e parlando talvolta varianti del sardo differenti tra loro. Il risultato è però sempre piacevole e naturale.
Di rilievo in questo lavoro è anche il ruolo della musica, in particolare punk e rock e altre forme socialmente impegnate, capace di far scaturire dialoghi, sviluppare i personaggi, creare legami. Spiega Melis: «Quando ho pensato a come realizzare la serie avevo ben chiaro come l’atmosfera non dovesse essere rigida come nel caso di interviste, ma più informale. Da qui l’idea delle chiacchierate al bar, con la telecamera lontana dai protagonisti, rapidi scambi di battute enfatizzati dal montaggio veloce e l’assenza di voci fuori campo. La struttura segue più quella del cinema narrativo che del documentario». Realizzato con i finanziamenti del bando Imprentas della Regione, dedicato alle produzioni che valorizzino il sardo in tutte le sue varianti, “In su corru ‘e sa furca” rappresenta un esperimento linguistico che apre a possibilità di distribuzione internazionale, visto il sempre maggiore interesse verso le lingue minoritarie. La serie è anche sul sito insucorruesafurca.it. A breve cominceranno le riprese della seconda stagione.
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