La Nuova Sardegna

Gavoi

Marcello Fois: «Isola delle storie, anni bellissimi ma è l’ora di lasciare»

di Paolo Curreli
Marcello Fois: «Isola delle storie, anni bellissimi ma è l’ora di lasciare»

Lo scrittore si dimette dalla direzione artistica del festival: «Sono stanco»

17 gennaio 2024
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«Nessuna polemica dopo 17 edizioni è arrivato il tempo di cambiare» Marcello Fois spiega così il suo addio alla direzione artistica del festival “L’Isola delle storie” di Gavoi. Un momento epocale quindi, dopo la storica serata del 2002 che vide riuniti intorno a un tavolo Giulio Angioni, Giorgio Todde, Flavio Soriga e Luciano Marrocu che, con altri, immaginarono e diedero vita a “L’Isola delle storie”. Un’associazione nata per promuovere la lettura e il turismo culturale sull’humus fertile che vide germogliare la “Nuova scuola sarda” di cui Marcello Fois era uno dei rappresentati di punta. Il romanziere nuorese, con Michela Murgia e tanti altri del mondo del libro, pensarono a un festival in Barbagia, a Gavoi. Paese bello e già impegnato nella cultura, con festival come Plexus e Isola Rock. Da quei giorni è solo storia di un successo, e di una lezione sul turismo culturale, valida anche oltre i confini dell’isola. «Appunto giorni bellissimi e tanti nomi di amici che non ci sono più e anche questo non è secondario – precisa il romanziere –. Ripeto nessuna polemica, ma ho detto tante volte che non bisogna restare attaccati alle cose e agli schemi del potere. L’ho ripetuto molto e, quindi, bisogna farlo. Sono fiero del lavoro che abbiamo fatto dello staff e di tutti quelli che hanno contribuito al successo del festival».

Successo certificato dalla lunga e prestigiosa lista di nomi che hanno reso Gavoi, paese lontano da ogni rotta, una (vera) capitale della cultura. Firme internazionali e premi Nobel, scoperte e anticipazioni di talenti confermati in seguito. Gavoi non è mai stata una passerella di dinosauri che svernano in provincia, ma il resoconto della letteratura viva. Resta il fatto che il festival per molti si identifica proprio con la figura di Marcello Fois.

«Un altro motivo valido per mettermi da parte – ripete Fois –. Chi mi succederà sarà all’altezza. Resta il fatto che c’è la stanchezza, mi sono speso oltre ogni limite, non ho percepito compensi, ma sono stato costretto troppe volte a parare i colpi a difendermi su questioni banali e sui conti della serva. Insomma. Sono stati anni belli e difficili, adesso passo».
 

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